Editoriale/ Finanziamenti per tutti tranne che per il sociale
Risorse per l'editoria ma non per il volontariato. Mentre nel decreto Milleproroghe entrano i fondi per i giornali, escono quelli per il Cinque per mille, un istituto introdotto per dare la possibilità ai cittadini di finanziare le associazioni ma che adesso rischia di "essere snaturato", come denunciano le onlus. Che sono pronte a scendere di nuovo in piazza.
Per il Cinque per mille, nel 2011, il governo ha previsto uno stanziamento di 400 milioni di euro, come l'anno precedente. Ma dei 400 milioni 100 sono stati destinati alla "ricerca e assistenza domiciliare dei malati di Sla'', quindi ne restano solo 300 per il volontariato. E a nulla sono valsi gli emendamenti presentati dall'opposizione per il reintegro dei fondi: sono stati respinti e il decreto Milleproroghe va avanti senza modifiche.
Le associazioni sono sul piede di guerra e denunciano che "un cinque per mille così ridotto è snaturato nella sua destinazione e tradisce la stessa volontà dei cittadini donatori". Annunciando di essere pronte a manifestare contro il decreto.
Finanziare i giornali, anche quelli di partito sconosciuti al grande pubblico, resta dunque un pilastro sacrosanto della nostra democrazia. Peccato che vada a scapito di un altro pilastro fondamentale, quello del Terzo settore che spesso, con le sue attività, supplisce ai servizi sociali che dovrebbero essere garantiti dalle amministrazioni pubbliche. Forse andrebbe ridefinito il significato di democrazia.



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