Milleproroghe, torna la social card
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Una sperimentazione di un anno gestita dagli enti caritativi nei comuni con più di 250 mila abitanti. E’ la novità sulla social card contenuta nel decreto Milleproroghe approvato dal Senato e sul quale il governo aveva posto la questione di fiducia. L’obiettivo dichiarato è quello di “favorire la diffusione della carta acquisti fra le fasce di popolazione in condizione di maggior bisogno”, insieme all’acquisizione dei “necessari elementi di valutazione per la successiva proroga del programma carta acquisti”. La sperimentazione – per la quale sono disponibili 50 milioni di euro - partirà secondo i criteri stabiliti dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, che dovrà prevedere le modalità di selezione e di adesione in un decreto da pubblicare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge che converte il decreto-legge governativo. Il via libera della Camera dei deputati, che attende ora il testo per l’approvazione definitiva, avverrà prima del 27 febbraio, data di scadenza del provvedimento dell’esecutivo.
Il testo approvato dal Parlamento prevede che il decreto del Ministero del Lavoro, che dunque dovrebbe arrivare al più tardi alla fine di marzo, dovrà stabilire le modalità di selezione degli enti caritativi destinatari delle carte acquisti e i criteri di attribuzione di quota del totale di carte disponibili per la sperimentazione: nel fare questo si dovrà tenere conto della “natura no profit degli enti” e delle loro finalità statutarie, della “diffusione dei servizi e delle strutture gestite per il soddisfacimento delle esigenze alimentari delle persone in condizioni di bisogno”, del “numero medio di persone che fanno riferimento ai servizi e alle strutture” e “al numero di giornate in cui il servizio è prestato”. Lo stesso decreto del ministero del Lavoro dovrà stabilire anche “le caratteristiche delle persone in condizione di bisogno alle quali gli enti caritativi si impegnano a rilasciare le carte acquisti”, valutata tenendo conto dell’Isee, l’Indicatore di situazione economica equivalente, e “le modalità di rendicontazione sull’utilizzo delle carte e le caratteristiche dei progetti individuali di presa in carico da parte dell’ente caritativo per il superamento della condizione di povertà, emarginazione ed esclusione sociale della persona in condizione di bisogno”.
Nel decreto del ministero saranno inoltre decise anche le modalità di adesione dei comuni sul cui territorio attivare la sperimentazione: si dovrà tener conto degli enti caritativi operanti sul territorio, dell’integrazione con gli interventi effettuati direttamente dal comune, dell’eventuale incremento del beneficio. La sperimentazione avrà una durata di dodici mesi a decorrere dalla data di concessione delle carte acquisti agli enti caritativi selezionati. I 50 milioni necessari vengono prelevati dal Fondo generale della carta acquisti.



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