"La social card è iniqua": i sindaci Luigi de Magistris e Michele Emiliano scrivono al premier Mario Monti
Luigi de Magistris, sindaco di Napoli, e Michele Emiliano, sindaco di Bari mettono sotto accusa la social card reintrodotta dal governo perché, scrivono i due in una lettera inviata al premier Monti, "iniqua e discriminatoria perché non tiene conto del livello dei servizi sociali pubblici che nel Mezzogiorno è inadeguato e di gran lunga inferiore rispetto al resto del Paese".
Secondo quanto riportato dal Corriere del Mezzogiorno per de Magistris ed Emiliano la social card "prevede ancora una volta ricariche differenziate in funzione del costo della vita nei comuni coinvolti dalla sperimentazione, in base alla considerazione - tecnicamente errata - che la vita sia più cara al Nord rispetto al Sud del nostro Paese, con un taglio del 27% per città come Napoli e Bari. Secondo i dati forniti da Il Sole 24 Ore, mentre nei comuni al Nord sarà assegnata una ricarica bimestrale da 110 a 274 euro, in quelli del Sud andrà da 80 a 212 euro".
Eppure, si ricorda nella lettera, "numerose rilevazioni dimostrano invece che, a parità di prodotti acquistati, la spesa sia più cara nel Mezzogiorno a causa della diversa struttura distributiva e dei maggiori costi logistici. L'errore che sovente si commette sul costo della vita elaborato su base territoriale - prosegue il documento - consiste nel confrontare i prezzi non di prodotti identici, bensì i più venduti in ogni esercizio commerciale. È ovvio allora che nel Mezzogiorno a causa del minore reddito disponibile si vendano maggiormente articoli a basso prezzo".


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