Editoriale/ Cinque per mille, la beffa del decreto Milleproroghe
di Marco Granelli, presidente di Csvnet
Il Senato ha approvato il 26 febbraio in via definitiva la conversione in legge del decreto milleproroghe; nessuna sorpresa su cinque per mille e agevolazioni delle tariffe postali per il non-profit. Tutto è bene quel che finisce bene per il non profit? In realtà la situazione è peggiorata rispetto allo scorso anno. Il cinque per mille per il 2011 sarà caratterizzato da un tetto dei fondi fissato a 400 milioni di euro, con l'ulteriore vincolo per cui fino a 100 di questi milioni saranno devoluti all'assistenza e ricerca per i malati di Sla.
Il problema è che il tetto e il vincolo dei fondi per la Sla snaturano lo strumento del cinque per mille, che così rischia sempre di più di assomigliare ad un fondo statale e quindi di essere sempre meno un modo strutturale con cui i cittadini ogni anno danno una piccola parte delle proprie tasse ad un soggetto privato che opera per l'interesse generale, scelto da loro stessi e riconosciuto dallo Stato perché attua i principi di sussidiarietà e solidarietà.
Il cinque per mille deve diventare legge al più presto per realizzare il principio costituzionale di un riconoscimento e sostegno da parte dello Stato al non profit, come soggetto determinante per una società più partecipata, democratica, coesa e solidale, come ha ricordato il presidente della Repubblica lo scorso 5 dicembre.
Tutto questo accade grazie a provvedimenti triturati nella logica dei voti di fiducia, dei maxiemendamenti, della contrapposizione politica tra maggioranza e opposizione, del predominio delle singole lobbies di piccoli poteri che impediscono scelte politiche strategiche e lungimiranti di responsabilità e di sviluppo. Il non profit è abituato a portare avanti le proprie attività con le proprie forze, ma non possiamo esimerci, nell'Anno dedicato al Volontariato, dal chiedere a parlamento, governo e mondo della politica di dialogare con il non profit in maniera stabile e paritetica, e di assumere interventi concreti e strutturati come la stabilizzazione del cinque per mille, le agevolazioni fiscali per chi dona risorse al non profit, una maggiore semplificazione normativa che limiti la burocrazia e lo stanziamento di ulteriori risorse da spendere sulle agevolazioni postali per tutto il 2011.



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