Editoriale/ Cinque per mille, la beffa del decreto Milleproroghe

Lunedì, 28 febbraio 2011 - 13:10:00

di Marco Granelli, presidente di Csvnet

Il Senato ha approvato il 26 febbraio in via definitiva la conversione in legge del decreto milleproroghe; nessuna sorpresa su cinque per mille e agevolazioni delle tariffe postali per il non-profit. Tutto è bene quel che finisce bene per il non profit? In realtà la situazione è peggiorata rispetto allo scorso anno. Il cinque per mille per il 2011 sarà caratterizzato da un tetto dei fondi fissato a 400 milioni di euro, con l'ulteriore vincolo per cui fino a 100 di questi milioni saranno devoluti all'assistenza e ricerca per i malati di Sla.
 
Il problema è che il tetto e il vincolo dei fondi per la Sla snaturano lo strumento del cinque per mille, che così rischia sempre di più di assomigliare ad un fondo statale e quindi di essere sempre meno un modo strutturale con cui i cittadini ogni anno danno una piccola parte delle proprie tasse ad un soggetto privato che opera per l'interesse generale, scelto da loro stessi e riconosciuto dallo Stato perché attua i principi di sussidiarietà e solidarietà.

Il cinque per mille deve diventare legge al più presto per realizzare il principio costituzionale di un riconoscimento e sostegno da parte dello Stato al non profit, come soggetto determinante per una società più partecipata, democratica, coesa e solidale, come ha ricordato il presidente della Repubblica lo scorso 5 dicembre.

Tutto questo accade grazie a provvedimenti triturati nella logica dei voti di fiducia, dei maxiemendamenti, della contrapposizione politica tra maggioranza e opposizione, del predominio delle singole lobbies di piccoli poteri che impediscono scelte politiche strategiche e lungimiranti di responsabilità e di sviluppo. Il non profit è abituato a portare avanti le proprie attività con le proprie forze, ma non possiamo esimerci, nell'Anno dedicato al Volontariato, dal chiedere a parlamento, governo e mondo della politica di dialogare con il non profit in maniera stabile e paritetica, e di assumere interventi concreti e strutturati come la stabilizzazione del cinque per mille, le agevolazioni fiscali per chi dona risorse al non profit, una maggiore semplificazione normativa che limiti la burocrazia e lo stanziamento di ulteriori risorse da spendere sulle agevolazioni postali per tutto il 2011.

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