L'anoressia ora si combatte a colpi di web
| Secondo te è giusto far lavorare ragazze magrissime nel mondo della moda? |
Un sito internet per contrastare chi cerca di diffondere l’anoressia su web (http://www.saporeallavita.net/). L’iniziativa è del Centro per i disturbi del comportamento alimentare e del peso (Cdca) di Portogruaro, gestito dall’Ulss 10, e dell’istituto Alberti di San Donà di Piave, con la collaborazione dell’associazione la Fenice onlus e l’Atvo.
“Questo sito è unico in Italia nel suo genere perché gestito direttamente dai ragazzi, ovviamente con la nostra supervisione - precisa Pierandrea Salvo, responsabile del Centro -. Cercheremo di diffondere l’iniziativa nelle scuole e nelle sedi pubbliche, ovunque, perché c’è bisogno di sensibilizzare”. Tra i contenuti ci sono blog, prevenzione, filmati, storie di vita reali e un link al sito curato dai ragazzi in cura nella “Casa delle farfalle”, comunità alloggio gestita dall’Ulss 10 per giovani “affetti” da disturbi del comportamento alimentare e del peso. Salvo ricorda che “il problema dell’anoressia raggiunge il 10% dei ragazzi in Italia”, ma sottolinea anche che si può guarire. “Il nostro centro – conclude - segue oggi 17 giovani in strutture riabilitative, mentre altre 350 sono seguite in ambulatorio”.
MODELLE 'ANORESSICHE': PATRIZIA PEPE SOTTO ACCUSA SU FB - Modelle magre, anzi magrissime, utilizzate dagli stilisti per la lanciare le loro collezioni di moda. Non è la prima volta che un brand finisce sotto accusa per promuovere una tipologia di donna al limite dell’anoressia. Questa volta, però, a puntare il dito non sono le associazioni o i gruppi dei consumatori, ma gli stessi sostenitori del marchio. Succede alla casa di moda fiorentina Patrizia Pepe. I suoi “fan” hanno infatti scatenato sulle pagine di Facebook e Twitter dell’azienda una querelle che va avanti ininterrottamente da una settimana.
Tutto ha inizio il 7 aprile quando nella fanpage aziendale appare una foto della nuova campagna “Where is Patrizia?”. Al centro dell’immagine una modella filiforme con un tubino rosso molto aderente, che ne mette in risalto l’eccessiva magrezza. Subito, come accade spesso sui social network, arriva il primo commento polemico. Una ragazza scrive: “Ma questa modella in foto è anoressica!!! Ancora di questi tempi con tutte le modelle che sono morte di anoressia?”. E un’altra subito rincara “che brutto messaggio che passate. Mamma mia che schifo. Voi avete creato l’anoressia. Complimenti”.
Il moderatore della pagina inizialmente dice di non voler rispondere a quelle che definisce “provocazioni non utili”, ma dopo l’ennesimo commento di dissenso si decide a prendere posizione. “Cosa rispondiamo a fare alle solite persone che si lamentano delle modelle. Ragazze ognuna nasce con un certo Dna e un certo fisico. Alcune persone sono magre di natura e non sono malate- scrive il community manager-. Vengono scelte per indossare i capi perché su di loro hanno una resa perfetta... e non c'è niente di sbagliato a fare questo tipo di scelta. Mentre quello che sbagliate sempre voi tutte è accusare le persone che non conoscete modelle che lavorano di essere malate”. Una nota che getta benzina sul fuoco e fa divampare la polemica.
![]() Collezione primavera-estate 2011 di Patrizia Pepe LE IMMAGINI |
Così col passare dei commenti anche le dichiarazioni dell’azienda si fanno sempre più aggressive. “Di una scelta di una foto volete fare un caso per fare casino. Punto. – aggiunge il responsabile della pagina di Patrizia Pepe- Perché sui giornali, quelli seri qualcuno ha scritto cose pesanti a proposito di questo disturbo, del fatto che sia legato alla moda etc etc. Però purtroppo ragazze, inutile dire, sapete benissimo da sole che quando si fa un servizio moda su tutte le riviste che acquistate si sceglie una indossatrice che esalti il capo. E sarà per sempre così, fin tanto che madre natura farà nascere persone che hanno un fisico con queste caratteristiche e il mondo rimarrà vario con opzioni di scelta definibili come tali”. Il moderatore continua accusando gli utenti di essere maleducati e di offendere le modelle e usando toni anche smaccatamente sarcastici. A chi gli fa notare che sta esagerando risponde “che vuoi ... siamo toscani, un pò sanguigni... ma gentili.”
Insomma quanto basta per far rimbalzare il dibattito sulla rete. La polemica non è passata inosservata in particolare sui blog che si occupano di marketing. C’è chi parla di un anti-social media management e di un esempio di cattiva gestione della crisi comunicativa sui social network. Chi prevede un effetto boomerang per il marchio e c’è anche chi si dice basito di vedere un community manager litigare apertamente con i propri utenti. Chi, infine, insinua il sospetto che sia un modo per aumentare i buzz.. Anche se trattandosi di un tema delicato come l’anoressia difficile pensare che la strategia adottata sia quella del “purché se ne parli”.



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