Morto in carcere a 19 anni. Il caso viene riaperto
Il decesso di Carmelo Castro, il ragazzo incensurato morto misteriosamente in cella a Catania il 28 marzo 2009, non è un caso chiuso. La madre, convinta che non si sia trattato di suicidio, ha ottenuto la riapertura delle indagini.
![]() Carmelo Castro |
A fianco della donna si sono schierate le associazioni "Antigone" e "A buon diritto" che di recente hanno presentato un esposto alla Procura di Catania sulle incongruenze della ricostruzione ufficiale. In primis quella relativa all’altezza del letto a castello al quale si sarebbe impiccato Castro. "Nelle celle del carcere di Piazza Lanza – sostengono le due associazioni - i letti a castello hanno un’altezza che varia fino ad un massimo di un metro e settanta mentre il giovane era alto 1,75".
IL CASO - La morte del diciannovenne incensurato Carmelo Castro è avvenuta il 28 marzo 2009 presso la Casa Circondariale di Catania Piazza Lanza dopo soli quattro giorni dall’arresto. Il giovane è morto in carcere in seguito al fermo per una rapina in una tabaccheria del paese di Biancavilla. Secondo l’autopsia il ragazzo sarebbe morto per asfissia da impiccamento.
Ma i familiari non hanno mai creduto a questo versione e hanno parlato fin da subito di una morte avvenuta in circostanze poco chiare. La madre, Grazia La Venia, ha in più circostanze ricordato che il figlio era sottoposto a regime di sorveglianza massima, situazione nella quale apparirebbe difficile compiere un gesto estremo come quello del suicidio senza che nessuno si accorgesse di nulla. Dal canto suo, l’avvocato Vito Pirrone ha parlato in varie occasioni di incongruenze nella ricostruzione dei fatti.



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