Clochard attori a Bologna
I senzatetto bolognesi si raccontano in uno spettacolo teatrale. Per dire che “la vita di strada non è una scelta”. Scardinare gli stereotipi, restituendo al pubblico la verità e la dignità delle persone che vivono per strada: questo lo scopo dell’iniziativa “Ex – Teatro e storie di strada”, che ha visto la partecipazione degli studenti del Liceo classico Carducci e dell’Istituto professionale Mattei di Bolzano. Lo spettacolo “Alto, fragile”, che debutta a Bolzano il 14 dicembre, è il risultato del progetto nato un anno fa da un’idea di Lorena La Rocca, regista e autrice. “L’ispirazione è nata mentre ero seduta al tavolo di un locale nel centro di Bologna – racconta –. Un signore ben vestito si è avvicinato per chiedermi l’elemosina. Mi ha colpito il fatto che quell’uomo non rispecchiasse assolutamente lo stereotipo del senzatetto. Da lì è nata l’idea di scendere in strada e scoprire chi sono i senza fissa dimora oggi, come vivono, quali sono le cause che li hanno spinti verso questo tipo di vita”. 
Lorena La Rocca è originaria di Bolzano, ma ha vissuto e lavorato a Bologna e conosce bene la città. “A Bologna senzatetto e cittadini ‘di prima classe’ vivono a stretto contatto ogni giorno. È un ottimo luogo per studiare e documentare il fenomeno della vita di strada”. Grazie all’aiuto dell’associazione Amici di Piazza Grande, La Rocca è entrata in contatto con alcuni clochard bolognesi e per quattro mesi li ha seguiti da vicino, raccogliendo in cinque interviste le loro storie, protette dall’anonimato. “È stato un lavoro di ricostruzione identitaria molto delicato – spiega –. All’inizio erano restii a parlare del loro passato, ma frequentandoli per diversi mesi abbiamo imparato a conoscerci a vicenda. Durante gli incontri ho potuto individuare il filo conduttore che accomuna le loro diverse esperienze: queste persone sono sole, abbandonate sia dal sistema sociale sia dalle loro famiglie e amicizie. La vita di strada non è una scelta”.
“Queste interviste sono poi state trasformate in monologhi teatrali e presentate a tre classi degli istituti superiori di Bolzano – continua La Rocca –. Abbiamo voluto portare le testimonianze dei senzatetto nelle scuole, per dare ai ragazzi uno sguardo critico, cosciente, analitico riguardo a un tema su cui c’è troppa mancanza di sensibilità”. Il percorso è proseguito con la realizzazione di quattro laboratori (scenografia, teatro, fotografia e scrittura creativa) condotti da professionisti nelle scuole coinvolte. Il materiale prodotto dagli studenti – colonna sonora, foto scattate in strada nei luoghi della povertà, testi – è stato utilizzato per completare lo spettacolo. “Alto, fragile” mette in scena il dialogo tra due realtà diverse: “Cinque attori professionisti recitano nei panni dei senzatetto bolognesi protagonisti delle interviste – spiega La Rocca –, mentre i nove studenti del laboratorio di teatro fanno da amplificazione alle storie, raccontando dal loro punto di vista l’emarginazione sociale e la precarietà della vita di strada”. “Alto, fragile” debutta lunedì 14 dicembre alle 21 al teatro Cristallo di Bolzano. La rappresentazione sarà preceduta da un’esposizione del materiale prodotto dagli studenti. In futuro lo spettacolo potrebbe arrivare anche a Bologna: “Sono molto decisa a trovare anche sotto le Due Torri uno spazio dove andare in scena – spiega la regista –; voglio che i senzatetto possano vedere il risultato finale di questo progetto di cui loro, con le loro storie, sono stati i protagonisti”.



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