Protesta in base al colore degli occhi: alla Marzocchi nasce lo sciopero 'creativo'
Un'astensione dal lavoro 'innovativa'. E' quella annunciata dalla Fiom-Cgil alla Marzocchi, l'azienda bolognese che, da oltre cinquant'anni, produce forcelle per mezza Europa. Il sindacato chiede certezze sugli investimenti dei prossimi tre anni ma la Tenneco, la società proprietaria che ha sede negli Stati Uniti, non vuole dare garanzie. Quindi via allo sciopero che mette a rischio il rifornimento dei pezzi di ricambio di marchi come Ducati, Bmw, Piaggio, Mv Augusta e Husqwarm: a decidere chi andrà a lavorare e chi no saranno il numero di scarpe (pari o dispari) e il colore degli occhi (chiari o scuri).
Il segretario generale della Fiom Maurizio LandiniSecondo quanto riportato dal Corriere di Bologna per il momento i lavoratori hanno confermato lo stato d'agitazione e lo sciopero ad oltranza che comincerà lunedì. Per la prima settimana i circa 170 lavoratori bolognesi incroceranno le braccia per quarti d'ora alternati: prima le matricole pari e poi quelle dispari. Se la protesta dovesse andare avanti, nelle settimane successive prima il discrimine diventerà il numero di scarpe (pari e dispari) poi il colore degli occhi (chiari e scuri). Una protesta che di fatto bloccherebbe la produzione lasciando a secco tutte le prestigiosissime case delle due ruote che montano forcelle made in Marzocchi.
Intanto anche la Fiom si sta muovendo e proverà a coinvolgere nella protesta anche il sindacato europeo del Cae (i comitati aziendali europei). Se l'iniziativa andasse in porto si potrebbe arrivare anche allo stop delle aziende del gruppo Tenneco in Europa. "La Fiom valuterà nei prossimi giorni di dare informazioni su quello che sta succedendo alla Marzocchi al resto del sindacato europeo per chiederne la solidarietà", ha affermato il sindacalista della Fiom, Nicola Patelli. Le tute blu della Cgil tengono aperta la porta del dialogo con la proprietà alla quale viene ribadita la richiesta di un impegno sul piano industriale e sul mantenimento dello stabilimento bolognese e degli attuali livelli occupazionali. "Abbiamo già chiesto alla proprietà di assumersi delle responsabilità sul futuro dell'azienda — ha proseguito Patelli —. Siamo anche disponibili a ridiscutere in futuro qualora dovessere cambiare le condizioni generali del mercato".


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