Enzo Iacchetti porta in televisione la salute mentale
| Solidarietà o sfruttamento: secondo te è giusto parlare di temi sociali attraverso una fiction? |
Dopo il successo dei precedenti "Il Cielo Può Attendere", film sulla cultura della donazione degli organi, e "I Giorni Perduti" sulla prevenzione all’alcolismo, la Nuova Media Italia di Michele Calì ha iniziato le riprese per la produzione del terzo film tematico, dal titolo "Prima della felicità". Scritto da Dardano Sacchetti, sceneggiatore di alcuni film di Dario Argento e di altri che hanno visto protagonista Tomas Milian, diretto da Bruno Gaburro (Abbronzatissimi 1 e 2, Peccati in famiglia, Il letto in piazza, Ecce Homo), regista dei due precedenti film, quest’ultima produzione affronta il tema della salute mentale ed il problema del pregiudizio nei confronti di chi soffre di disturbi mentali.
LA STORIA - La storia si svolge in un Centro di provincia come tanti e prende il via da un’accesa riunione di un condominio piccolo-borghese. È circolata voce che l’appartamento sfitto al 3° piano sarà abitato da un gruppo di malati di mente e si è scatenato il finimondo. La proprietaria, un’anziana vedova trasferitasi altrove, lo ha dato in locazione al Dipartimento di Igiene Mentale che intende utilizzarlo come reinserimento abitativo adibendolo a Casa Famiglia.
La notizia è stata portata in assemblea dall’amministratore, un maneggione dall’aria scaltra che abita nello stesso stabile, ed ha avuto l’effetto di una bomba. Ognuno ha una tesi, un’opinione, una propria posizione da sostenere e difendere, ma tutti comunque - ed è la prima volta che accade in un condominio particolarmente litigioso come il loro - sono unanimemente d’accordo ad opporsi con ogni mezzo all’arrivo dei “nuovi” condomini, ritenuti pericolosi e violenti oltre che trasandati e sporchi.
La vicenda entra nel vivo quando l’eco del discrimine, messo in atto nei loro confronti dai condomini, giunge agli orecchi dei pazienti. Tra questi vi è anche il gruppo destinato ad occupare l’alloggio in questione: un uomo e una donna di mezza età (Vittorio e Sandra), una ragazza e un ragazzo (Daria e Andrea), una signora anziana (Amalia).
Ma quando il gruppo dei malati di mente arriva nel condominio per prendere possesso dell’appartamento al 3° piano, va tutto per il meglio. Anzi, con quella loro aria incerta, e anche un po’ stralunata e goffa, riscuotono la simpatia di buona parte dei condomini. Ed è sorprendente toccare con mano come, una volta disattivato il pregiudizio, cadono le barriere e mutano i comportamenti.
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Il film sarà interamente ambientato tra Verona, Lago di Garda, Belluno, Cavaion veronese, Valeggio sul Mincio ed a Venezia a bordo della nave da crociera MSC Magnifica. Vede protagonisti Enzo Iacchetti, Federica Andreoli, Monica Scattini, Lidia Vitale, Davide Silvestri, Massimo Olcese e sarà realizzato in tre settimane. Parteciperanno anche Giancarlo Giannini, Katia Ricciarelli, Erika Blanc, Andrea Roncato, Alessandro Aber, Titti Quaggia. Ci sarà inoltre, come nei due precedenti film, una partecipazione amichevole del Sindaco di Verona Flavio Tosi.
La presentazione ufficiale del film avverrà nel mese di novembre presso il Palazzo Della Gran Guardia di Verona in presenza dell’intero cast. Ci sarà una seconda proiezione nel mese di Novembre a bordo della nave MSC Magnifica in presenza del cast, delle autorità e della stampa.
Nel corso dei primi mesi del 2011 “Prima della felicità” sarà trasmesso in Rai e quindi trasferito in DVD e distribuito da parte del Ministero della Salute ad associazioni e mondo scolastico.
LA FINALITA' - I dati (O.M.S.) emersi durante i lavori della Giornata Mondiale della Salute Mentale ci informano che circa 400 milioni di persone nel mondo sono affette da disturbi mentali, neurologici e da patologie psico-sociali. Ma il dato più allarmante è che molte di esse vivono la loro condizione in silenzio e di conseguenza hanno difficoltà ad ottenere trattamenti adeguati. In Italia si stima che almeno il 20% della popolazione abbia un problema di tipo psichico e che solo il 5% si rivolga ai servizi sanitari, e spesso solo quando il disagio si aggrava e diventa disturbo. Questa tendenza scaturisce da una serie di pregiudizi che veicolano situazioni di stigmatizzazione e quindi di esclusione. Nello stereotipo sociale e nell’immaginario collettivo i malati di mente vengono solitamente bollati come incurabili o inguaribili; sporchi, trasandati, pericolosi e violenti. A questo va aggiunto un altro stereotipo culturale che alimenta lo stigma: quello dell’efficientismo e della produttività, totem indiscusso dei Paesi occidentali a più alto sviluppo industriale, in ragione del quale il malato di mente viene etichettato anche come uno sconfitto, un “peso morto”, e perciò escluso dal circuito produttivo. Ecco quindi che attorno al disagio mentale si innalzano delle sbarre invisibili che producono non solo dei ghetti, ma eliminano il contatto e la coesione nel quartiere e sul luogo di lavoro (quando, e se c’è ancora un lavoro), sino a segregare senza prigioni, a condannare senza processi, a privare dei più comuni diritti umani e senza usare , peraltro, una violenza visibile. Tutto ciò determina una sorta di reazione a catena che paradossalmente porta all’autostigmatizzazione degli stessi malati di mente e delle loro famiglie, che cercano di nascondere questa “macchia” sociale con conseguenze assai negative in termini di ritardato o mancato accesso alle cure.
Alla luce di quanto premesso, il Ministero della Salute, già impegnato in una vasta campagna di comunicazione e informazione, ha voluto dare il suo patrocinio a questo film tematico sul disagio mentale, per avere un ulteriore ed efficace strumento mediatico in grado di raggiungere il grande pubblico attraverso la messa in onda RAI, ma anche per animare a livello territoriale (anche tramite le Tv locali) convegni e dibattiti, ed anche così contrastare gli effetti negativi di questo stato di cose, divulgando il film – come avvenne per le due precedenti produzioni – in DVD presso tutte le Associazioni di settore e nelle scuole. Per questo terzo progetto si è acquisito anche il patrocino del Ministero dei Beni Culturali. Alla iniziativa partecipano tutte le Aziende Ulss del Veneto, con capofila di progetto la ULSS 1 di Belluno, e le Aziende ospedaliere di Verona e di Padova; la Regione Veneto con gli Assessorati alle Politiche Sociali e alle Politiche Sanitarie, i Comuni di Verona, Cavaion veronese e Valeggio sul Mincio.
E’ stato possibile realizzare questo progetto grazie anche alla partecipazione di aziende private quali: MSC Crociere, Ferrovie dello Stato, Pfizer farmaceutica, Pastificio Rana, Volkswagen, Nazionale Cantanti, Banca Popolare di Verona, Datch, Guerrato, Parco Giardino Sigurtà, Villa Santa Chiara, Cattolica Assicurazioni, Supermercati Famila, PharmaLine, Adami autotrasporti Spa, Fanghi d’Alga Guam, Consorzio Lago di Garda, Bottonificio Padano, Parco Acquatico Riovalli, Sicit 2000, Caffè Ceccarelli.



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