I fantasmi di Rosarno: il reportage a un anno dalla rivolta degli immigrati
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Case fatiscenti e lavoro nero. Viaggio tra i migranti stagionali nella piana di Gioia Tauro. A un anno dalla rivolta, le promesse di Maroni sono un miraggio. Ecco il reportage pubblicato sul numero di gennaio 2011 di Altreconomia. A un anno dalla rivolta dei “niri”, come li chiamano da queste parti - si legge nel reportage - le promesse di governo ed enti locali sono svanite.
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"Al decimo punto della strategia del governo per combattere le mafie c’era il
piano straordinario di contrasto al lavoro sommerso nell’edilizia e nell’agricoltura, proposto dal ministro del Lavoro e delle politiche sociali, Maurizio Sacconi. Ecco la ricetta: “Impiego di una task force di 550 ispettori per effettuare controlli in 20mila aziende, 10mila agricole e 10mila edili. Le misure saranno finanziate con 1,9 milioni a valere sul fondo per le missioni e le spese di viaggio generali degli ispettori”. Da queste parti sorridono. “È
una buona notizia, e gli ispettori del lavoro -raccontano i bene informati- girano nei campi, anche se i controlli, lo sanno tutti, iniziano il martedì e finiscono il venerdì”. C’è un altro particolare non trascurabile: “ Ho un contratto, quest’anno ho firmato un foglio ma alla fine della settimana la
mia paga è sempre quella dell’anno passato -confessa un altro migrante-: 25 euro al giorno”. Non è l’unico che ci racconta il prezzo fisso per una giornata. La quota è 25 euro, e da quella soglia nessuno si muove".
Oltre a Rosarno, nel numero anche l'inchiesta su banche, debiti e cemento, quella sul fallimento dell'agricoltura in Italia, reportage da Haiti, esperienza di economie solidali e filiere corte da Torino (pane) alla Marche (scarpe).



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