Pedofilia/ Telefono Azzurro, 191 abusi l'anno ma i casi denunciati sono pochi

Giovedì, 5 maggio 2011 - 09:05:00

Ogni anno in Italia si registrano in media 191 casi di abuso su minori. I dati sono stati registrati e resi noti da Telefono Azzurro in Italia in occasione della Giornata Mondiale contro la Pedofilia. Negli anni 2008, 2009 e 2010 sono state riferite all'associazione 570 situazioni di abuso sessuale (giunte alle linee di ascolto e al 114 Emergenza Infanzia). Troppo poche però le denunce prova evidente che sono ancora tantissimi i casi che restano nel silenzio. In base alle segnalazioni pervenute alle linee di ascolto di Telefono Azzurro (364 situazioni riferite tra il 2008 e il 2010), il 68,4% delle vittime di abusi sessuali sono bambine e adolescenti femmine e il 55,8% delle vittime ha generalmente un'eta' inferiore agli 11 anni.



Le femmine, spiega Telefono Azzurro, "subiscono in misura maggiore toccamenti (120 casi femmine vs 55 maschi) e abusi con penetrazione (42 femmine vs 13 maschi). Piu' spesso dei maschi, inoltre, ricevono proposte sessuali di tipo verbale (37 casi). I maschi sembrano essere piu' spesso costretti ad assistere ad atti sessuali (16 casi) oltre che a penetrazioni anali (12 casi)". Nel 90% le vittime degli abusi sono minori italiani; nel restante 10% si tratta invece di stranieri, provenienti principalmente da Paesi dell'Est. Dall'indagine emerge inoltre un altro fatto inquietante: la maggior parte degli abusi sessuali sono commessi da persone appartenenti al nucleo familiare (padri, madri, nonni, nuovi conviventi/coniugi e altri parenti). Solo il 9,6% riguarda soggetti estranei alla famiglia del minorenne abusato;negli altri casi, invece, si tratta di persone chje comunque hanno orbitato nell'ambito famigliare. Tra questi: gli amici di famiglia (11% circa), gli insegnanti (9,1%) e i vicini di casa (4,8%). L'1% degli abusi secondo Telefono Azzurro e' commesso da "figure religiose".

Le donne autrici di abusi sessuali rappresentano il 12,8% delle segnalazioni pervenute; gli abusi praticati sono sia di tipo "attivo", cercati per motivi di piacere o di denaro, sia "assistito", ossia compiuti da altri che generalmente sono i compagni, taciuti e in alcuni casi facilitati. A favorire il sommerso e' anche il fatto che molti casi avvengono in contesti sociali legati a istituzioni come la scuola o la chiesa, le quali, per tutelarsi dal grave danno di immagine che ne conseguirebbe, possono cercare di insabbiare o rimuovere episodi di questo tipo.

All'estero, invece, secondo il dossier "Child Maltreatment", nel 2009 negli Stati Uniti sono stati segnalati circa 65.000 abusi sessuali. In Inghilterra, secondo i dati del Department for Education, sono stati segnalati 2000 abusi sessuali. In Francia, sempre nello stesso anno, la linea "Allo Enfance Maltraitee" ha ricevuto circa 2800 denunce di abusi sessuali. In Italia, secondo l'Istat, nel 2009 solo 492 atti sessuali con minorenni sono stati segnalati dalle Forze di Polizia all'Autorita' Giudiziaria. Nello stesso periodo di riferimento, il servizio di Telefono Azzurro per consentire a chi naviga in Internet di segnalare contenuti inadeguati o potenzialmente pericolosi per bambini e adolescenti, ha accolto 5.768 segnalazioni: il 26% si riferiva a materiale pedopornografico.

PEDOFILIA, SI INSEDIA L’OSSERVATORIO -  “Traguardo raggiunto con l'insediamento dell'Osservatorio per il contrasto della pedofilia e della pornografia minorile, che avverrà presso il Dipartimento per le Pari Opportunità”. Esprime la propria soddisfazione l’Ecpat, che parla di un “risultato atteso dal 2006, anno in cui, grazie anche ad Ecpat, entrò in vigore l'attuale legge 38, che integrava e modificava la 269 del 1998 in materia di sfruttamento sessuale dei bambini”. L'organizzazione, parte di una rete internazionale che combatte il mercato del sesso con bambini dal 1990, sarà presente all'insediamento con la coordinatrice Yasmin Abo Loha. Ecpat si dice dunque soddisfatta e rilancia l’impegno dell'Italia verso nuovi obiettivi: la Convezione di Lanzarote e la realizzazione di un Piano D'azione Contro l'Abuso e lo sfruttamento sessuale dei bambini. ”Già dal 1998, quando venne approvata la legge proposta dal 1994 – ricorda Ecpat -, c'era in embrione il bisogno di conoscere il fenomeno dell'abuso e dello sfruttamento sessuale: avere dati, il rapporto tra segnalazioni, denunce e casi reali, l'identikit delle vittime e degli offender e molto altro. Capire per agire al meglio. Con la 38/06 quel bisogno è divenuto legge ed oggi, con l'insediamento dell’Osservatorio, si raggiunge un altro traguardo. Ora ci sarà bisogno della creazione di un equipe che si metta da subito al lavoro”.

Attraverso l’Osservatorio, Ecpat si augura che si possano monitorare al meglio i fenomeni della pornografia minorile e delle altre forme emergenti di crimini in rete. “Se infatti prima il ‘grooming’ (adescamento on line) era il fuoco del problema, oggi assistiamo a fenomeni come quello delle ‘candy girl’, piccole imprenditrici di loro stesse che barattano qualche foto e video per soldi e ricariche telefoniche – ricorda Ecpat -. Se prima la modalità era pull, (sono io, pedofilo, che attraggo e ti tiro nella rete), oggi sono i minori che si immettono nella rete, con un atteggiamento abbastanza spregiudicato diventando facile preda di adulti”. Tenere alta l'attenzione anche sul turismo sessuale con minori, che vede gli italiani a primi posti in alcuni Paesi come Kenya, Brasile, Repubblica Dominicana, nella giornata nazionale della pedofilia è il compito di Ecpat. Che auspica l’attivazione di una banca dati sui casi di italiani arrestati all'estero.. Da non perdere di vista gli altri obiettivi: Lanzarote e il Piano d'Azione Nazionale. “La Convenzione di Lanzarote, che prevede tra l'altro il raddoppio dei termini di prescrizione entro cui è possibile denunciare l’abuso e l’inasprimento delle pene, è ancora ferma alla Camera – ricorda Ecpat -. Dopo importanti passi avanti, attendiamo l’ultimo scatto. Infine l’inizio dei lavori per un Piano d'Azione Nazionale, di cui si era ribadita la necessità nel Terzo congresso mondiale contro lo sfruttamento sessuale di Rio de Janeiro (2008). Piano previsto già nel primo Congresso di Stoccolma, 1996, data fondamentale per Ecpat e per la lotta allo sfruttamento sessuale in tutto il mondo”.

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