Ecco la ricetta di Coop per aiutare le famiglie
L'economia italiana arranca e la Coop risponde avanzando proposte. Innanzitutto ai suoi consumatori: “Anziché promozioni dall'alto, che magari non incontrano le esigenze dei clienti, faremo sconti su richiesta - annuncia Vincenzo Tassinari, presidente del Consiglio di gestione di Coop -. Lanceremo il nostro marchio anche per i non alimenti e modernizzeremo la distribuzione garantendo il settore dei servizi. Punteremo di più sui discount”.
Per quanto riguarda l'agricoltura, Vincenzo Tassinari rivendica “un legame più stretto con il territorio e una valorizzazione delle filiere locali”. Ma all'interlocutore agricolo e a quello industriale Tassinari sollecita una maggiore responsabilità e collaborazione: “Bisogna pensare e agire insieme per il bene dei consumatori”, rilancia il presidente del Consiglio di gestione di Coop.
Una boccata di ossigeno arriva dalle parole di Ernesto Dalle Rive, presidente del Consiglio di sorveglianza di Coop Italia. “Nonostante la crisi, Coop mantiene gli investimenti: sono 55 i nuovi negozi che apriremo nel triennio 2011-2013 -dichiara Dalle Rive- grazie a uno stanziamento di 500 milioni di euro”. Nuovi posti di lavoro, dunque, riconfermando la tendenza degli ultimi dieci anni di attività, durante la quale Coop ha fatto salire del 37% il numero dei dipendenti, che ora sono 56mila. Un ulteriore impulso potrebbe essere generato dalle “liberalizzazioni del mercato, in particolare dei farmaci, della telefonia e del carburante”, insistono a voci unificate Dalle Rive e Tassinari.
I CONSUMI NON RISALGONO: LE TATTICHE DEGLI ITALIANI PER RISPARMIARE - Gli italiani sono più prudenti quando fanno la spesa. In tempo di vacche magre, ecco le tattiche del Belpaese per risparmiare di più: consumare a casa, inseguire le promozioni (lo fa il 63% dei consumatori) a costo di spostarsi da un punto di vendita all'altro (così è per il 35% dei connazionali), privilegiare i discount e i negozi specializzati nella vendita dei prodotti per la casa. Lo rivela il Rapporto Coop 2011 “Consumi e distribuzione”, presentato a Milano, secondo il quale le famiglie cercano anche di sprecare di meno: acquistano confezioni più piccole, quantità più accorte di cibi freschi, meno acqua in bottiglia, detersivi e stoviglie in plastica.
Secondo la stima di Coop, il livello dei consumi non è ancora risalito a quelli prima della crisi e rimane sotto del 6%. Penalizzato il settore alimentare, anche se il 49% dei consumatori punta sui prodotti a marchio Coop perché più convenienti. Intanto, rispetto al 2010, tornano a crescere i prodotti di base, quali l'olio di oliva (+6%), il tonno in scatola (5,3%) e il latte uht (+2,3%). Dentro al carrello anche più prodotti etnici e i piatti pronti. Mentre rallenta l'acquisto di farmaci e della merce di lusso. In controtendenza rispetto al passato, nel primo semestre del 2011 gli articoli tecnologici arretrano di 6,2 punti percentuali. Ma non tutti: gli smartphone (+2,82) e i tablet (+1,02) continuano a tenere duro. Il calo delle vendite tocca trasversalmente la penisola, da nord a sud. Le percentuali di perdita maggiore si verificano comunque nel Meridione, dove aumentano la divergenze sociali tra ricchi e poveri.
“UNA GRANDE STAGIONE DI LIBERALIZZAZIONI”: LA PROPOSTA DELLA COOP - Puntare alla liberalizzazione di farmaci, telefonia e carburante per combattere l'inflazione. La proposta arriva dall'ultimo Rapporto “Consumi e distribuzione” della catena di distribuzione Coop. “Noi pensiamo che la gravità della situazione richieda, oltre a critiche e rivendicazioni legittime, uno sforzo propositivo -afferma Vincenzo Tassinari, presidente del Consiglio di Gestione di Coop Italia - . Al mondo politico e in particolare al Governo chiediamo di riavviare una grande stagione di liberalizzazioni in grado di infondere dinamismo in una economia altrimenti asfittica. Per questa via si possono eliminare posizioni di rendita e recuperare i divari sociali a tutto vantaggio delle famiglie”. Più liberalizzazioni porterebbero ad un incremento del Pil del 10,8% nel giro di 10 anni. Di conseguenza, gli italiani godrebbero di un potere di acquisto di più 3 mila euro all'anno, pari a oltre 250 euro mensili. Intanto, se al livello della produzione i prezzi degli alimentari alla fine del 2011 cresceranno del 4,5% (del 4,6% nel 2012), l'offerta di Coop va incontro ai clienti scegliendo di farli lievitare soltanto dell'1,3%.
LA COOP BOCCIA LA MANOVRA FINANZIARIA DEL GOVERNO - La Coop punta il dito contro la manovra finanziaria 2011 voluta dal Governo e boccia in particolare l'aumento dell'Iva dal 20% al 21%. “L'aggravio fiscale snobba l'inflazione e mette in ginocchio le fasce più deboli della società”, denuncia Vincenzo Tassinari, presidente del Consiglio di gestione di Coop. Parole di biasimo arrivano anche da Ernesto Dalle Rive, presidente del Consiglio di sorveglianza: “Con le recenti misure viene penalizzato il sistema cooperativo benché sia l'unico davvero virtuoso, di successo e diffuso ovunque, comprese le aree inaccessibili al mercato. Ma il Governo non lo vuole ammettere!”.
Nel 2011, di fronte alla crescita del 4,5% dei prezzi alimentari alla produzione, la Coop è stata in grado di calmierare i prezzi di 3,2 punti percentuali. Ma, rimarca Vincenzo Tassinari, “la realtà imprenditoriale non ha dimostrato lo stesso nostro impegno”. E fra un anno lo scenario peggiorerà. “L'effetto di trascinamento della crisi e la nuova ondata di rincari porterà a un dato inflattivo molto pesante”, sottolinea Tassinari. Alla disfatta economica se ne aggiunge un' altra di tipo culturale. La spiega Ernesto Dalle Rive: “Le grandi imprese cooperative vengono erroneamente considerate appannaggio di una determinata parte politica”. Poi, Delle Rive traccia un bilancio da Caporetto dell'economia italiana rispetto al resto del continente. “In Italia – conclude allarmato- l'80% della popolazione si sente povera. In più, diminuisce la credibilità verso le istituzioni”.



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