Quote rosa/ A Strasburgo votata risoluzione sulle donne e la direzione delle imprese
Il Parlamento europeo ha votato una proposta di risoluzione sulle donne e la direzione delle imprese, con l'obiettivo di "permettere a donne competenti e qualificate di accedere a posti che oggi sono loro difficilmente accessibili". Nello specifico, il testo finale chiede alla Commissione Europea di "proporre delle norme che prevedano per il 2012 quote per implementare la rappresentanza femminile negli organi dirigenti delle imprese al 30% per il 2015 e al 40% per il 2020", qualora le misure su base volontaria non dovessero servire a raggiungere la proporzione di donne prevista e tenendo conto delle pecularietà economiche, strutturali, giuridiche e regionali del singolo paese. La proposta include anche le aziende quotate private. La risoluzione è stata adottata con 534 voti favorevoli, 109 voti contrari e 29 astensioni.
![]() Licia Ronzulli |
Sul successo raggiunto a Strasburgo si è espressa l'on. Licia Ronzulli, membro della commissione Diritti della Donna e Uguaglianza di Genere che ha dichiarato ad Affaritaliani: "Il voto di oggi é un passo in avanti per l'affermazione delle pari opportunità nel mondo del lavoro. Mi auguro che molto presto, l'uguaglianza di genere non debba più essere riconosciuta per legge, ma diventi un irrinunciabile valore della società europea".
"Il Parlamento Europeo - continua l'eurodeputata, da sempre impegnata nella tutela dei diritti delle donne europee per una corretta conciliazione fra vita professionale e personale - intende continuare senza sosta la sua attività per permettere alle donne competenti e qualificate di poter crescere dal punto di vista lavorativo al pari dei colleghi uomini, dimostrando e facendo valere le proprie capacità".
"Mi piace sottolineare con orgoglio che solo pochi giorni fa il Parlamento italiano ha anticipato quello europeo - sottolinea Ronzulli - approvando una legge che introduce le quote rosa nei consigli d'amministrazione delle società quotate in borsa e a partecipazione pubblica. Diciamo però che a Strasburgo abbiamo percentuali più alte e tempi un pò più stretti rispetto all'Italia".
"Un rapporto realizzato dal Professional Women Network ci dice che solo il 43% delle aziende europee ha donne nei propri CdA, con paesi come Italia e Portogallo dove la percentuale scende al di sotto del 5%. Occupare un posto in nome esclusivamente del merito e della professionalità é sicuramente più gratificante e meno umiliante - conclude la giovane deputata - ma per questo motivo, per arrivare ad un cambio culturale, sono convinta sia necessario portare avanti una vera e propria 'rivoluzione rosa', inizialmente obbligatoria, in modo da avere una sempre maggiore rappresentanza femminile senza dover necessariamente ricorrere alle quote rosa".



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