Tagli al sociale/ Protesta del Terzo settore: silenzio dalla maggioranza
Oltre ogni aspettativa. La manifestazione unitaria del terzo settore contro i tagli del governo alle politiche sociali incassa un successo indiscutibile: qualche migliaio di persone in piazza Montecitorio, grande presenza di persone con disabilità, volontari, operatori sociali per una mattinata che sarà ricordata a lungo nel mondo del non profit italiano, sostanzialmente unito nelle sue componenti per evidenziare il problema della carenza di risorse per il sociale. Iniziativa vibrante e partecipata dal basso, che raccoglie l’unanime appoggio dell’opposizione, parlamentare e non: Partito Democratico e Udc usano toni molto simili, e dall’Idv a Rifondazione comunista tutta l’area dei partiti estranei alla maggioranza assicurano il sostegno e l’appoggio al mondo del volontariato e del terzo settore.
Tanti parlamentari dell’opposizione, nessuno della maggioranza: “Non abbiamo ricevuto – afferma a fine mattinata Lucio Babolin, portavoce della campagna “I diritti alzano la voce”, primo promotore insieme al Forum del Terzo Settore - alcun messaggio da parte loro, né abbiamo ricevuto risposte ai tentativi di contatto che abbiamo avviato nei giorni scorsi: la cosa, evidentemente, non è un buon segnale”. Se la maggioranza parlamentare tace, un segnale di disponibilità arriva invece dal sottosegretario al Welfare Nello Musumeci, che gli organizzatori incontreranno personalmente fra una decina di giorni.
La soddisfazione del terzo settore è evidente: “E’ stato faticoso – dice sempre Babolin - costruire una mobilitazione unitaria di tutte le organizzazioni del terzo settore, un mondo che non è abituato a scendere in piazza ma che oggi ha dato una straordinaria immagine di sé. La presenza, anche dal punto di vista quantitativo, così numerosa, con alcune migliaia di persone e un successo oltre le migliori aspettative, è senza dubbio un segnale forte da parte della società civile, ormai arrivata al limite della sopportazione”. In questo momento nel quale “i nodi vengono al pettine” e “nei territorio iniziano a sparire i servizi”, la mobilitazione permette di “canalizzare la protesta” e di renderla unitaria. Mobilitazione che non finisce qui: “Grazie per la giornata di oggi ma rimanete in allerta, perché non ci fermiamo qui”, spiega il portavoce della campagna ai manifestanti rimasti fino alla fine della mattinata sotto il gran sole che splendeva davanti Montecitorio.



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