Editoriale/ Per eliminare la povertà la scuola non basta più
di Stefano Zamagni,
professore di economa politica all’università di Bologna e
presidente dell'Agenzia per le Onlus
L’istruzione non basta più. E’ necessario che il terzo settore intercetti i bisogni pubblici e assuma un ruolo di connessione tra istruzione e mercato del lavoro. Se questo non accadrà difficilmente avremo successi e supereremo le diseguaglianze sociali. Oggi non è più sufficiente mandare tutti a scuola. In Italia i disoccupati sono laureati.
Ecco perché è più che mai importante favorire l’istruzione non formale e trovare delle forme di complementarietà per alleviare il matching (l’offerta tra la domanda e l’offerta di lavoro) attraverso le tante organizzazioni non lucrative. I poveri assoluti non creano situazioni di conflittualità sociali, mentre la povertà relativa minaccia la coesione sociale e la democrazia. In questo contesto l’istruzione gioca un ruolo fondamentale.
La riforma del Codice civile darà le ali al no profit. Il Terzo settore ha le ali bloccate dalle leggi del 1942 iperburocratizzate e iperdirigiste. Ben venga, in questo senso, il disegno di legge del governo che intende riformare il libro primo del codice civile, quello contenente gli articoli sul no profit. In Italia il terzo settore ha un potenziale sfruttato soltanto al 50%. Questa riforma governativa potrà far spiccare il volo a tutto il mondo del no profit.



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