L'Italia? Non si risana in pochi giorni
di Padre Giacomo Costa, direttore di Aggiornamenti Sociali
Mario Monti è da poco presidente del Consiglio, ma le polemiche sul suo operato non si sono fatte attendere molto. Tuttavia, come padre Giacomo Costa sottolinea nell’editoriale del numero di febbraio di Aggiornamenti Sociali, «non è pensabile che si possa risanare un Paese nel giro di pochi giorni».
In questa situazione il clima di disorientamento, di paura e di sfiducia sembra prevalere rispetto al lavoro delle persone che per il Paese si stanno impegnando. Non mancano le proteste, nella speranza di una soluzione, ma il risultato è solo quello di porsi l’uno contro gli altri senza giungere ad una vera azione condivisa.
Occorre riflettere sulla necessità che il nostro Paese affronti la crisi con una «prospettiva generativa», al servizio delle generazioni future. Del resto, sostiene il direttore di Aggiornamenti Sociali, «generare è una dinamica umana intrinseca, capace di mobilitare e anche di far affrontare i sacrifici senza sentirne il peso. […] Generare è insieme un comportamento, un valore e un atteggiamento nei confronti della vita. E implica la fede nel fatto che l’impresa umana valga la pena di essere vissuta».
“Salvezza”, “sacrifici” ed “equità” sono le parole, le immagini e i linguaggi che ricorrono in questo tempo di desolazione. Qual è il nostro immaginario di salvezza, «quale la nostra speranza?». «L’impressione è che il nostro Paese riesca a coniugare il verbo “sperare” solo all’imperfetto» per scongiurare il rischio di nuove delusioni. Tuttavia, se letto da un altro punto di vista, pensare alla storia passata potrebbe rappresentare quella spinta «per ritrovare l’evidenza di alcuni punti di forza, magari fragili ma reali, di cui custodire le energie».
Alle immagini di “speranza” e “salvezza” si lega, paradossalmente, la parola “sacrificio”, che di frequente ricorre nel clima di sfiducia in cui stiamo vivendo. Anche Napolitano ha cercato di rassicurarci, nel suo messaggio di Capodanno, affermando che «i frutti non mancheranno e i sacrifici non risulteranno inutili».
Seppur abituati a considerare i sacrifici come mere rinunce dettate dalla situazione, in realtà, nell’ottica cristiana il sacrificio non è altro che la «forma assunta dall’amore in un mondo caratterizzato dalla morte e dall’egoismo» e che dà senso all’esistenza. In questa prospettiva i sacrifici che ci attendono otterranno il loro scopo se ci permetteranno di sperimentare e affermare che «un altro mondo, un’altra Italia, un’altra economia sono possibili».
Nell’Italia di oggi, non appena si menzionano i sacrifici, viene a galla la questione dell’equità, di solito «invocata per farsi giustizia o per chiederla dagli altri». Non esiste un significato unanime della parola “equità”, ma ciò che si può certamente sostenere è che «come i sacrifici anche l’equità acquista senso compiuto all’interno di un progetto condiviso».
L’obiettivo, conclude padre Costa, è quello di «superare la divaricazione tra le reali possibilità del Paese e la sterilità delle dinamiche politiche e istituzionali», così da «delineare politiche su basi concrete e non ideologiche».


mario monti
governo
Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.






































