"Di Aids oggi non se ne parla più". Una madre rompe il tabù del silenzio
|
Sono una madre disperata perché ancora oggi non riesco a capire dove ho sbagliato con mio figlio. Mi rendo conto che forse l'unica colpa che ho è quella di aver cercato di dargli tutto quello che potevo, ma lui questo non l’ha mai voluto capire, per questo io ora sono molto arrabbiata con lui. Lui sapeva che o avrei voluto per lui una vita migliore. Sapeva di essere il piccolo di famiglia ed era ben voluto da tutti i suoi fratelli e anche da sua sorella. Noi tutti abbiamo cercato sempre di proteggerlo ma si vede che lui questo non l’ha appreso. Ha fatto quello che non mi sarei mai aspettata: questa è la cosa peggiore che poteva farmi perché mi sono resa conto che lui ha pensato solo a se stesso, senza pensare alle conseguenze di tutto ciò. Mi ha letteralmente distrutta fisicamente e moralmente ed oggi mi sento addosso il doppio degli anni che ho, succede anche a mio marito. Noi adesso ci stiamo sacrificando nonostante la grossa delusione che lui ci ha dato, crescendo i suoi figli e aiutando sua moglie. Tutto ciò sembra che lui ancora adesso non lo capisca, visto che più passa il tempo più stento a riconoscere mio figlio. Lui era il mio piccolo ed è stato quello a cui ho sempre dedicato più tempo, pensando così di non farlo sentire diverso dai suoi fratelli dato il problema di salute che ha avuto da piccino, ma evidentemente troppo amore e protezione portano ad una forma di ribellione verso noi genitori. Ritengo che questo sia stato un suo strano modo di farci notare che sapeva diventare uomo, ma l’ha fatto nella maniera più drammatica che ci poteva essere. Spero che un domani tutto ciò che sta passando lo possa far diventare una persona migliore e un padre giusto per i figli. Nonostante il mio dolore e dispiacere rimane sempre mio figlio e io finché potrò cercherò di essere sempre presente per lui. |
Un focus sulle tossicodipendenze "perché di aids non si parla più", come sottolinea l'editoriale del vice direttore Antonino Bartolotta. Ecco l'argomento centrale del numero di febbraio di SALUTE inGRATA, il giornale di informazione sulla salute realizzato dai detenuti e dalle detenute del carcere di Bollate, in provincia di Milano.
![]() La copertina |
Oltre all'editoriale, sulla droga si possono leggere interventi e articoli con varie angolature tra i quali anche la lettera di una madre.
Nel numero, tra gli altri argomenti , anche l'adesione all'appello di MEDICI SENZA FRONTIERE per la raccolta fondi per i bambini di Haiti e la richiesta lanciata nella rubrica MUSICA E SALUTE da FREEDOM SOUNDS, la band del II reparto del carcere, per recuperare strumentazione musicale altamente carente.



Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.


















