Opg, a rischio chiusura due su sei.
Un’eventualità che potrebbe far scatenare un vero e proprio effetto domino sugli altri quattro Opg italiani, dove permangono situazioni di estrema criticità. In materia di Opg si è pronunciato anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, secondo cui “i residui ospedali psichiatrici giudiziari” denotano una situazione di “estremo orrore, inconcepibile in qualsiasi paese appena civile”. Si tratta, dice il presidente della Repubblica partecipando a un seminario sulla giustizia organizzato dai Radicali, di “strutture pseudospedaliere che solo recenti coraggiose iniziative bipartisan di una commissione parlamentare stanno finalmente mettendo in mora”.
Sull’argomento, l’associazione Antigone invita il nuovo ministro della giustizia, Nitto Palma, a prendere una posizione ufficiale: “Spero che il ministro – dice il presidente dell’associazione Patrizio Gonnella - prenda in mano la situazione e dica esplicitamente che queste strutture vanno ripensate e territorializzate attraverso trattamenti psichiatrici uguali a quelli ospedalieri”.
Da più parti arriva un appello alla chiusura definitiva e indiscriminata di tutti gli Opg italiani. “Il sequestro delle sezioni degli Opg di Montelupo e di Messina – auspica la radicale Donatella Poretti - è un passo fattivo, finalmente, verso la loro definitiva chiusura”. “Non bisogna fermarsi ai casi più clamorosi – incalza il comitato ‘No Opg’ - Bisogna andare fino in fondo e abolire definitivamente gli Opg, aprendo la strada a progetti di assistenza individuali, che privilegiano il territorio, le strutture leggere e il più possibile personalizzate” utilizzando “trattamenti sanitari che, come affermano due sentenze della Corte Costituzionale e le norme sul superamento degli Opg, siano alternativi al ricovero e all’internamento e si svolgano nel territorio di residenza”.



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