"In ginocchio per gli immigrati, non per il crocefisso"

Martedì, 6 settembre 2011 - 17:05:00

"Non bisogna inginocchiarsi davanti al crocifisso, che è solo un simulacro di cartone, ma verso chi soffre come gli extracomunitari". Ermanno Olmi, in conferenza stampa de 'Il villaggio di cartone', passato oggi fuori concorso al Festival di Venezia, nonostante i suoi toni miti si toglie più di un sassolino dalle scarpe. Nel film che racconta come una Chiesa, appena dismessa, ovvero privata dagli orpelli che fino a poco prima la adornavano (nella prima scena viene tolto appunto dal soffitto un enorme crocifisso di cartapesta) trovi solo allora la sua vera natura di Chiesa. Ovvero quella di accogliere, come farà il vecchio prete (interpretato da Michael Londsale), gli extracomunitari che a un certo punto la occupano.

sciopero extracomunitari 3

"Se non apriamo le nostre case, compresa la casa più intima, che è il nostro animo, siamo solo uomini di cartone". La casa che si apre nel film (interpretato, oltre che da Lonsdale, da Rutger Hauer, Alessandro Haber, Massimo De Francovich, Elhadji Ibrahima Faye) è una chiesa, smontata pezzo dopo pezzo sotto gli occhi dell’anziano parroco che assiste impotente alla sparizione del crocifisso. Diventerà un centro di accoglienza per un gruppo di disperati, "i veri ornamenti del tempio di Dio". Il messaggio di Olmi è chiaro via i simulacri, dentro gli uomini. «Tutti noi abbiamo bisogno di liberarci dagli orpelli anche nobili, compresa certa cultura che diventa solo un orpello se non ci aiuta a favorire il contatto. Troppo facile inginocchiarci di fronte a un crocifisso: Cristo ha pagato per noi 2000 anni fa, oggi quelli di fronte a cui bisogna inginocchiarsi sono quelli che soffrono, gli immigrati, i senza casa, i ragazzi persi nella droga, gli emarginati». Pietà l’è morta, racconta Olmi. Neanche la carità sta troppo bene. "Ma cosa più esserci di più importante dell’accoglienza? Vorrei ricordare ai cattolici, e io sono tra questi, di ricordarsi più spesso di essere anche cristiani. Il vero tempio è la comunità umana". Il film è stato molto applaudito alla proiezione stampa, così come avvenuto per le opere di Crialese e Patierno.

"Il villaggio di cartone” è stato finanziato da Edison, tra le prime società energetiche italiane, beneficiando dei Tax Credit previsti dal decreto 21 gennaio 2010 del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, emesso di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze. Il decreto regola l’attività di soggetti che non appartengono al settore cinematografico ma decidono di operare a favore della produzione di opere cinematografiche e prevede per essi un Tax Credit pari al 40% del loro contributo.

Ex impiegato della Edison ed ex filodrammatico premiato con l’acquisto di una macchina da presa, Ermanno Olmi è stato animatore e regista della Sezione Cinema dell’Azienda dal 1953 al 1961 realizzando una quarantina di documentari industriali. Il registab filmò la costruzione delle centrali elettriche di Edison, gli uomini e il loro impegno nel lavoro. I documentari di Olmi sono conservati nel fondo Edison presso l’Archivio Nazionale del Cinema d’Impresa di Ivrea.
 
 

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