Terzo settore, Olivero (Acli): "Sociale senza sottosegretario, appello a Sacconi"
“Da parte nostra c’è una richiesta forte al ministro Sacconi che consideri le tematiche sociali e anche il rapporto col Terzo settore. Se il ministro volesse dedicarsi lui stesso a queste questioni sarebbe ottimale e rafforzerebbe sicuramente la possibilità di andare a dei concreti passi in avanti. Se però, in un momento di grandi riforme del mercato del lavoro, non potesse dedicarsi su questo è certo che bisognerà pensare alla nomina di un sottosegretario ad hoc”. È l’invito rivolto al ministro del Lavoro e Politiche sociali, Maurizio Sacconi, da Andrea Olivero, presidente delle Acli a due giorni dalla Conferenza di Milano che vedrà le associazioni cristiane dei lavoratori italiani confrontarsi in maniera particolare sul problema della povertà. Per Olivero, la mancanza di un sottosegretario che abbia in delega le questioni sociali e il terzo settore potrebbe non essere una grave carenza, se però ci fosse l’attenzione dovuta da parte del ministro.
Senza contare i 26 che affiancano i 13 ministri con portafoglio, in Italia un sottosegretario non si nega a nessuno, o quasi. Ce n’è uno per l’informazione, uno per la programmazione economica, uno che si divide tra famiglia, droga e servizio civile, un’altro dedicato al federalismo, e uno tutto per l'attuazione del programma del governo. Ancora uno per i rapporti con il Parlamento, o per lo sport, o ancora per la semplificazione normativa. All’appello mancano le tematiche sociali e il terzo settore. Dalla scissione del ministero del Lavoro, salute e politiche sociali, (oggi Lavoro e Politiche sociali, con Maurizio Sacconi come ministro, mentre quello della Salute è affidato al ministro Ferruccio Fazio), le questioni sociali e il terzo settore sono affidate direttamente al ministro. Al fianco di Sacconi, infatti, è rimasto solo Pasquale Viespoli, sottosegretario sì, ma con le deleghe riguardanti esclusivamente il mondo del lavoro. Gli altri sottosegretari, Francesca Martini, Eugenia Roccella e naturalmente anche Ferruccio Fazio, hanno lasciato il ministero per trasferirsi sul Lungotevere Ripa.
“L’importante è che comunque le questioni che noi portiamo avanti siano considerate centrali – ha ricordato Olivero -. Talvolta abbiamo notato, anche in precedenti governi, che affidare deleghe al sottosegretario, invece che potenziare ha fatto sì che rimanessero marginali, perché si trattava di persone che non avevano gran peso politico. Ad oggi, però, è chiaro che la fatica si è riscontrata, ma si è verificata anche in questi anni in cui un sottosegretario c’era e si è dedicato prevalentemente ad altri ambiti e ad altre deleghe”. Acli e Forum del Terzo settore, di cui lo stesso Olivero è presidente, danno la propria disponibilità ad un confronto col ministro, ma avvertono: “Noi incalzeremo. Se si vuole avere delle possibilità vere di riforma, bisogna passare attraverso la volontà del ministro. Fino ad oggi abbiamo atteso, ma a questo punto tocca anche a noi sollecitare. Ci sono diverse sfide davanti che richiedono un cambio di passo. C’è tutto il libro bianco che deve essere attuato. Non abbiamo ancora indicazioni chiare su quali siano le intenzioni del ministro. Le riforme normative riguardanti il terzo settore indicato dallo stesso ministro come la ‘stagione costituente del terzo settore’ e l’anno europeo del volontariato. Non c’è poca carne al fuoco. È chiaro che su questo chiederemo a breve di andare a verificare le intenzioni del ministro”.



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