"No alle lobby dei produttori ogm". LifeGate boccia l'Unione europea
di Stefania La Malfa
Dopo il via libera della Commissione europea alla coltivazione della patata transgenica Amflora per uso industriale (dal suo amido si può anche produrre carta) e la messa sul mercato di tre varietà di mais ogm destinate a essere utilizzate nell'alimentazione umana e animale, scoppia il dibattito sugli alimenti geneticamente modificati tra favorevoli e contrari.
L'Europa, con questa decisione, ha di fatto messo fine alla moratoria sugli ogm. Ma questo ha anche aperto la discussione sull'opportunità o meno di consentire la produzione di organismi geneticamente modificati. Per quanto riguarda il nostro paese il ministro dell'Agricoltura Luca Zaia ha firmato un decreto che vieta questo tipo di coltivazioni. "La motivazione squisitamente tecnica della contrarietà - scrive il ministro - è nell'assenza delle condizioni che garantiscano la coesistenza fra coltivazioni ogm e coltivazioni ogm free, come previsto dalla legge, condizioni che da più parti - dove forse non si ha chiaro che la libertà propria finisce laddove comincia quella del vicino - si sta tentando di presentare come fatto irrilevante".
La svolta pro ogm della Commissione europea non piace nemmeno al presidente di LifeGate, il primo network per lo sviluppo sostenibile, Marco Roveda. Che ad Affaritaliani spiega che cosa si dovrebbe fare per "riportare il sistema in equilibrio".
Lei ha espresso una posizione contraria agli organismi geneticamente modificati. Perché?

Marco Roveda
"Perché il nostro ecosistema ha perso il proprio equilibrio a causa dell’attività dell’uomo che l’ha inquinato con l’utilizzo dei pesticidi e della chimica. Già oggi necessiteremmo circa di un pianeta e mezzo per convivere con gli attuali ritmi di vita. E’ grave che alcuni abbiano l’obiettivo di modificare le specie della natura, brevettarne la vita per impossessarsene. Come se qualcuno volesse impadronirsi del sole, del mare, dell’acqua. E’ impensabile, è pazzesco! E’ logico che ci debbano raccontare grandi menzogne per ottenere il nostro consenso".
Come dovrebbe essere affrontata la questione degli ogm?
"La questione va affrontata invece in una visione olistica per riequilibrare ciò che abbiamo squilibrato. Gli ogm vanno nella direzione opposta. Ancora una volta si vuole fare una forzatura, addirittura un braccio di ferro contro la natura! Con la stupida arroganza di poter vincere".
La trasparenza dei produttori e la libertà di scelta dei consumatori potrebbero essere d'aiuto?
"Assolutamente sì. La trasparenza dei produttori nei confronti dei consumatori non dovrebbe essere un aiuto, bensì un obbligo, proprio per tutelare la libertà di scelta dei consumatori. Sarebbe auspicabile che gli ogm non fossero presenti sul nostro mercato. In caso contrario, il consumatore ne dovrebbe comunque essere informato: dovrebbe essere obbligatorio segnalare in etichetta, in maniera trasparente e palese la presenza di ogm. Solo in questo modo il consumatore sarebbe libero di scegliere".
Sugli OGM i politici, gli agricoltori e anche le associazioni dei consumatori si sono divisi. Secondo lei qual è il motivo?
"Il motivo di questa frammentarietà di intenti risiede nel fatto che tutte queste categorie hanno scopi diversi. I politici sono alla ricerca del consenso e quindi dei voti. Gli agricoltori del guadagno. Le associazioni dei consumatori sono alla ricerca del prodotto di qualità e della trasparenza nell’acquisto".
La sua posizione riguardo agli effetti dell'attività dell'uomo è fortemente critica. Cosa si dovrebbe fare per riportare il nostro ecosistema in equilibrio?
"Alle radici dei mali del mondo c’è una mancanza di consapevolezza, ma esiste anche una grande possibilità di cambiamento. Credo che la consapevolezza sia semplicemente renderci conto , entrare in contatto con il nostro mondo interiore, con la nostra coscienza, senza pudori, senza falsità e con onestà prendere visione della vita e capire che dobbiamo fare qualche cosa per un mondo migliore. Che non è sufficiente lamentarsi e basta, aspettando che qualcun altro lo faccia al posto nostro. E’ sicuramente importante curare gli effetti, ma prima di tutto è importante è curare le cause. Innanzitutto si dovrebbe cambiare il punto di vista e bisognerebbe orientarlo verso un nuovo bisogno primario, che è quello di conservare l’equilibrio dell’eco-sistema, in piena sintonia con il rispetto per l’uomo e per l’ambiente. Tutto questo aiuterà l’affermarsi di un nuovo lifestyle che influenzerà i consumi ed i comportamenti dell’individuo e della comunità. E’ importante capire che tutti possiamo contribuire al progresso di una vera civiltà se consapevoli che solo attraverso la crescita delle coscienze passa la soluzione ai grandi problemi dell’umanità".



Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.

















