Editoriale/ L'invasione degli ogm
di Andrea Ferrante – Presidente AIAB
Patata Ogm. Regioni e Governo si uniscano contro le invasioni transgeniche
Oggi come non mai, dopo che il Commissario Europeo alla salute ha autorizzato la semina di un tipo di patata Ogm ed il consumo a fini alimentari di tre varietà di mais transgenici, ci chiediamo quali siano gli interessi che la Commissione Europea tutela. Quelli dei consumatori e dei piccoli e medi produttori agricoli del vecchio continente, o piuttosto quelli di poche, potentissime, multinazionali biotech?. La patata Amflora, contiene un gene "marker" che le conferisce particolare resistenza a un antibiotico importante per l'uomo, che serve anche per la cura della tubercolosi. I rischi per la salute umana potrebbero essere dunque elevati. Come è possibile che il Commissario appena insediato abbia preso una decisione talmente importante, basata, tra l'altro, sul parere dell'Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) che notoriamente li rilascia sulla base dell'analisi della documentazione fornita dalla multinazionale stessa che sottopone la domanda?! Una decisione presa a fronte di così tante incognite e contro il parere della stragrande maggioranza dei cittadini europei è ingiustificabile.
La Commissione Ue continua dunque a fare gli interessi delle multinazionali biotech, in questo caso la tedesca BASF. Questa decisione, in un Europa che già fatica a stare insieme ed in cui il rapporto fra cittadini ed istituzioni continentali è già fortemente compromesso, non fa che delegittimarle. E' ora, quindi che il Parlamento Europeo reagisca e ristabilisca un nesso fra volontà popolare e decisioni prese a livello Europeo.
Non dimentichiamo, però, che anche in Italia siamo in emergenza! Appena poche settimane fa il Consiglio di Stato italiano si è espresso a favore della coltivazione di mais Ogm in Italia. Se il governo e il ministro dell'agricoltura Zaia non si muovono urgentemente, ad aprile potremmo avere i primi campi coltivati a Ogm nel nostro paese, con altissimo rischio di contaminazione accidentale, a partire proprio dei prodotti biologici. Il ministro Zaia deve intervenire a livello italiano facendo appello alla clausola di salvaguardia che già altri paesi europei hanno utilizzato per negare la possibilità di seminare il Mais OGM.
Nello stesso tempo bisogna dare anche risposte che devono partire dai territori. Non è un caso che in questi anni la strategia vincente che ha permesso all'Italia di rimanere Ogm free è partita proprio dalle Regioni. La Rete Europea delle Regioni Ogm free ha giocato infatti un ruolo essenziale nel difendere il principio di precauzione e la difesa di una agricoltura di qualità come scelta strategica per l'agroalimentare italiano.
da www.aiab.it



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