L'Italia? Un paese bloccato: non sa accogliere la nuova libertà femminile

Martedì, 13 dicembre 2011 - 14:27:38

di Marisa Nicchi

Libere e dispari: un'uscita da donne dalla crisi. Cosa ci dice il carsico movimento delle donne che emerge e poi si insinua, infaticabile e agile  come un serpentone nella trama della vita quotidiana? Innanzitutto che l'Italia è un paese bloccato perché non ha trovato la strada per accogliere la nuova libertà femminile. Infatti, se le donne italiane vogliono essere libere, indipendenti e decidere delle proprie relazioni, della propria vita sessuale e riproduttiva, molte sono le condizioni che ne impediscono la realizzazione: disoccupazione, precarietà e inattività.

se non ora quando roma 3
Un nuovo patto con il fisco non deve scoraggiare le donne dall'avere un lavoro regolare, deve riconoscere loro un assegno di  maternità come diritto di cittadinanza universale, disponibile per ognuna e deve valorizzare la condivisione del lavoro di cura come ricchezza nuova da considerare e redistribuire.

Tutto questo potrebbe bilanciare il prezzo che si è chiesto loro di pagare con l'innalzamento dell'età pensionabile. Questo repentino e ingiusto allungamento dell'età lavorativa, infatti, deve accompagnarsi almeno ad alcune condizioni fondamentali: più gradualità, possibilità di libertà di scelta da esercitare tra una soglia minima di età e una massima in modo da considerare le condizioni di lavoro usuranti, riconoscimento di contributi figurativi a favore di chi è costretto a interrompere il lavoro nei periodi dedicati alla cura.

Non si può essere tutta la vita precarie, con doppi, tripli lavori di cura, carriere intermittenti, e poi essere obbligate a lavorare fino alla stessa età senza considerare il tipo di lavoro svolto e la vita che si è fatta. Senza pensare al ricambio generazionale. Precarie a vita, ma rigidamente bloccate all'uscita. Con pensioni più basse di quelle degli uomini.

Serve un patto di costruzione delle infrastrutture sociali e civili a sostegno delle fasi più fragili della vita.  Rilanciare un nuovo welfare è la strada per opere pubbliche necessarie che creano benessere e buon lavoro. Non può più esistere che nel nostro meridione solo tre bambini su cento vanno all'asilo nido, contro i trentatrè che ci raccomanderebbe l'Unione europea, che si taglino i servizi assistenziali e educativi per la salute psicofisica a tutte le età.

Sono diritti, sono condizioni per l'autonomia delle persone, sono pilastri di un nuovo sviluppo. Non ci sarà rigore dei conti che tenga se non si rilancia una nuova economia. Di donne e uomini. 

0 mi piace, 0 non mi piace
Fai di Affaritaliani la tua HomePage
Iscriviti alla Newsletter
Mobile
Seguici su facebook
Rss
Twitter
Google
Internet Explorer


Facebook/ A Wall Street titolo scende sotto quota 30 dollari
Fonsai/ Ghizzoni; pazienza banche limitata, Ligresti deliberino
Terremoto/ Mirandola, in ginocchio la citta'-gioiello di Pico
JP Morgan/ Vende azioni per 25 miliardi per alleggerire perdite
Borsa/ Chiude in rialzo, Ftse Mib +0,38%, bene Fiat e Impregilo
Unicredit/ Terminato cda dopo due ore, presente al-Qubaisi
Bpm/ Gip, Ponzellini realizzo' struttura parallela banca
Euro/ Chiude debole per timori su Spagna
LEGGI TUTTE LE ULTIMISSIME

Vuoi cambiare casa?

Tante offerte di immobili in tutt’Italia ti aspettano
Cerca subito!

Prima rata gratis

Un prestito per il tuo futuro? Trovalo subito
SCEGLI PRESTITÒ

Auto usate

Stai cercando l’auto dei tuoi sogni? Scoprila subito.
Cerca adesso