Editoriale/ Una moschea all'Aquila? No da musulmani e destra

Venerdì, 29 ottobre 2010 - 14:10:00

Musulmani e destra uniti nel capoluogo abruzzese in un unico fronte. A riuscire nell’impresa di far ritrovare gruppi tanto diversi e solitamente lontani in un fronte comune è stata la richiesta contenuta nell’ordine del giorno presentato presso la presidenza del Consiglio comunale dell’Aquila dal consigliere straniero Roland Vide, per l’individuazione di un terreno o di un spazio da dedicare al luogo di culto per i musulmani presenti nella zona. L’odg è stato presentato, come ha chiarito il consigliere, per andare incontro alle richieste dei molti immigrati di fede islamica attualmente residenti all’Aquila perché impegnati nella ricostruzione e costretti a spostarsi frequentemente ad Avezzano per poter pregare.
 
Le motivazioni che spingono militanti politici di destra e fedeli islamici a protestare contro la possibilità di una moschea all’Aquila, sono ovviamente diverse, ma bisogna ammettere che nei cittadini aquilani che hanno scoperto dalle pagine dei giornali di ieri e oggi questa “strana alleanza” ha suscitato ilarità.
 
È stato il presidente della consulta per gli stranieri dell’Aquila e presidente dell’associazione dei musulmani moderati Gamal Bouchaib a spiegare i motivi della contrarietà dei suoi alla richiesta di una moschea: “Penso che sia stato un passo affrettato quello del consigliere Vide. Avevamo pattuito un confronto con tutte le comunità islamiche presenti in città, al termine del  quale si sarebbe avanzata una proposta che rispondesse alle reali esigenze di tutti. Tra l’altro i musulmani di origine tunisina o marocchina vogliono che il rito sia celebrato in arabo, e non in macedone albanese. A questo si devono aggiungere anche le esigenze di altre comunità presenti, come quelle dell’est Europa”. D’accordo con Bouchaib anche l’associazione interculturale “Arcobaleno” che riunisce gli immigrati albanesi dell’Aquila, l’associazione “Unimondo per gli africani” e l’Afipo, Associazione Femminile Immigrati per le varie opportunità.
 
Diametralmente opposte, eppure confluenti, le motivazioni esposte invece dal consigliere comunale e segretario regionale della Destra, Luigi D'Eramo che ha affermato: “Oggi con la città distrutta e con la maggior parte delle chiese inagibili o rase al suolo, la realizzazione di una moschea non può essere posta neanche come discussione. Centinaia sono gli aquilani pronti a manifestare contro la realizzazione della moschea nella città di San Celestino V, della Porta Santa e quindi di Santa Maria di Collemaggio. La proposta del consigliere straniero Roland Vide è provocatoria e offensiva nei confronti dell’Aquila”.
 
Ha preferito, invece, restare in silenzio senza commentare la notizia, la Curia dell’Aquila. In un territorio in cui la cittadinanza sta cambiando rapidamente faccia con l’abbandono di molti residenti e l’arrivo di qualche migliaia di migranti in cerca di lavoro, la notizia, c’è da starne sicuri, farà molto parlare.

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