"Miss Maria, la Chiesa e la crisi...": la replica del nostro vaticanista
di Antonino D'Anna
Cara Miss Maria, grazie intanto per la risposta al mio intervento. E quindi cerco di rispondere al meglio (spero) alle tue domande:
1. Il ruolo della Chiesa, in questa fase di enormi cambiamenti epocali, e' sempre quello che le e' stato affidato dal Signore: testimoniare e annunciare il Vangelo a tutti gli uomini come ha sempre fatto in questi 2000 anni. Senza questa premessa, e senza un continuo riferimento al messaggio evangelico, non e' possibile guardare alla Chiesa. Che, ripeto, non e' un club o partito politico, ma Madre e Maestra e, come diceva Paolo VI, "esperta di umanità, di tutta l'umanità". La Chiesa ha il suo ruolo sociale, testimoniato dalla Dottrina Sociale (ossia l'insieme di scritti, documenti, interventi dei Papi almeno da Leone XIII e la sua Rerum Novarum del 1891) che offre risposte sul lavoro, la società, il mondo. Altra cosa: siccome la Chiesa e' azione, ti segnalo che cosa sta facendo nel mondo con un altro esempio: a Milano l'Arcivescovo Emerito Dionigi Tettamanzi ha istituito a fine 2008 un fondo (mettendoci denaro anche di tasca propria) per le famiglie in difficoltà a causa della crisi;
2. Una citazione, per dire che le prese di posizione ci sono, e dure. Caritas in Veritate, lettera enciclica di Benedetto XVI del 2009: "Nei Paesi ricchi nuove categorie sociali si impoveriscono e nascono nuove povertà. (…) La corruzione e l'illegalità sono purtroppo presenti sia nel comportamento di soggetti economici e politici dei Paesi ricchi, vecchi e nuovi, sia negli stessi Paesi poveri. A non rispettare i diritti umani dei lavoratori sono a volte grandi imprese transnazionali e anche gruppi di produzione locale". E se questo è l'inizio, figurati il resto;
3. Veniamo al punctum dolens della lettera. Tu chiedi perché la Chiesa dia l'idea di essere connivente con tutto questo e parli del signoraggio. Premesso che il signoraggio rientra nel problema economico di cui tratta la Caritas in Veritate (e non mi allungo oltre, ma ricordo Giovanni Paolo II e la sua Centesimus Annus che hanno posto il problema del capitalismo trionfante, problema irrisolto di cui godiamo i frutti avvelenati oggi anche col signoraggio, il precariato e tutto il resto), debbo dire che si', non sempre ci sono stati esponenti delle varie sfere vaticane, dalle più alte alle più basse, degni della dignitosa povertà cui sono chiamati. Ma attenzione: se il prete sbaglia non vuol dire che tutta la Chiesa e' male o connivente, bisogna sempre tenere separata la religione (ossia i precetti e le regole che ti aiutano nel rapporto con Dio) e la natura umana del sacerdote. Che in quanto uomo può sbagliare: ma questo non vuol dire che la Chiesa sbagli, che si debba evitare di seguire le pratiche religiose e "Gesù si', Chiesa no" come si diceva nel '68 e negli anni bui - ma anche tanto creativi - del Dopoconcilio. Gesù si' e Chiesa pure: la Chiesa del prete che sbaglia e' anche la Chiesa in cui sto io, i battezzati, in cui stanno i frati francescani o i missionari comboniani. E' santa, ma può peccare. Per questo bisogna essere sempre vigili.
E' anche vero, pero', cara Miss, che della Chiesa in realtà si sa poco. Intendo del suo ricchissimo messaggio di amore, socialità, cultura. Non so quanti fedeli conoscano l'enciclica di cui parlavo sopra. Non so quanti veri o presunti intenditori le conoscano. Aggiungiamo anche che una certa stampa parte dal "dagli al prete!" a prescindere, cosa che non condivido. Se sommi queste cause, eccoci alla chiacchiera da bar contro la Chiesa e i preti.
Per finire: trovo ingeneroso dire che il Simposio sulla pedofilia sappia di marketing. Il pontificato di Benedetto XVI lo dimostra. Lo dimostra l'impegno della Chiesa, dei suoi preti, di un don Di Noto. Non fermarti alle vesti dorate, proviamo a guardare oltre. Sotto il pregiudizio contro la Chiesa c'è un mondo, insieme ad un Messaggio, per il bene di tutti gli uomini. Con simpatia.
Guarda il video di "Tris Ex", dove Miss Maria parla dei preti pedofili


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