Yunus licenziato, a rischio la banca dei poveri italiana
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di Stefania La Malfa
"Si sta rischiando di confondere una lite di cortile con il valore del microcredito. Quello che sta accadendo in Bangladesh mette a rischio la nascita della Grameen Italia". A dichiararlo è Luisa Brunori, vicepresidente della Grameen Italian Foundation, che commenta con Affaritaliani.it il licenziamento di Yunus. "Stavamo facendo un lavoro con Unicredit in vista dell'apertura di uno sportello italiano della Grameen Bank, abbiamo fatto richiesta di autorizzazione alla Banca d'Italia ma il processo ora è rallentato".
![]() Muhammad Yunus |
"Yunus nel 2007 si era candidato alle elezioni - continua Brunori -: questo ha scosso gli equilibri politici del paese e adesso lui sta scontando quella scelta. Sono convinta che sia una persona onesta. Così come ne è convinto il presidente degli Stati Uniti Obama".
Oltre alla bufera che sta travolgendo il padre del microcredito in Bangladesh ci sono anche le denunce di casi di suicidio, in India, di micro-debitori in difficoltà. "I suicidi non riguardano la Grameen Bank - sottolinea Brunori - ma l'India, dove è possibile che ci sia stata qualche pressione per la restituzione dei prestiti ma non dimentichiamo che avere in mano tanti soldi per chi è abituato alla povertà ha un grosso impatto emotivo e può provocare ansia. In ogni caso non c'entra con il Bangladesh dove invece Yunus ha creato dei gruppi che sostengono le persone che ricevono i prestiti: è un sistema estremamente importante proprio per non lasciare soli i debitori. Stanno screditando Yunus e mi aspetto che faccia un passo indietro per salvare la sua invenzione, magari potrebbe venire nel nostro paese anche se penso che andrà negli Usa dove vive sua figlia".



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