Yunus licenziato, a rischio la banca dei poveri italiana

Venerdì, 4 marzo 2011 - 16:35:00

Microcredito, licenziato il banchiere dei poveri

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Suicidi dei debitori e accuse di malagestione alla dirigenza. E' bufera sulla Grameen Bank di Yunus. L'inchiesta di Valori

di Stefania La Malfa

"Si sta rischiando di confondere una lite di cortile con il valore del microcredito. Quello che sta accadendo in Bangladesh mette a rischio la nascita della Grameen Italia". A dichiararlo è Luisa Brunori, vicepresidente della Grameen Italian Foundation, che commenta con Affaritaliani.it il licenziamento di Yunus. "Stavamo facendo un lavoro con Unicredit in vista dell'apertura di uno sportello italiano della Grameen Bank, abbiamo fatto richiesta di autorizzazione alla Banca d'Italia ma il processo ora è rallentato".

Yunus 2
Muhammad Yunus
Sulle accuse rivolte al banchiere dei poveri di aver sottratto fondi alla Grameen Bank Brunori non ha dubbi: "E' una campagna sospetta e pretestuosa quella che il governo sta muovendo contro di lui. Si tratta di una vicenda che risale a metà anni '90 e che era già stata chiarita. Una parte dei soldi sono stati trasferiti dalla Grameen Bank alla Grameen Kalyana, una compagnia attiva nel settore dell’assistenza sanitaria ma era stato poi trovato un accordo per la restituzione. Può darsi in ogni caso che si sia stata scarsa dirigenza: è comprensibile anche alla luce delle difficoltà che il governo del Bangladesh ha vissuto, in particolare per gli scontri tra le due donne primo ministro, l'ex Khaleda Zia e l'attuale Sheikh Hasina".

"Yunus nel 2007 si era candidato alle elezioni - continua Brunori -: questo ha scosso gli equilibri politici del paese e adesso lui sta scontando quella scelta. Sono convinta che sia una persona onesta. Così come ne è convinto il presidente degli Stati Uniti Obama".

Oltre alla bufera che sta travolgendo il padre del microcredito in Bangladesh ci sono anche le denunce di casi di suicidio, in India, di micro-debitori in difficoltà. "I suicidi non riguardano la Grameen Bank - sottolinea Brunori - ma l'India, dove è possibile che ci sia stata qualche pressione per la restituzione dei prestiti ma non dimentichiamo che avere in mano tanti soldi per chi è abituato alla povertà ha un grosso impatto emotivo e può provocare ansia. In ogni caso non c'entra con il Bangladesh dove invece Yunus ha creato dei gruppi che sostengono le persone che ricevono i prestiti: è un sistema estremamente importante proprio per non lasciare soli i debitori. Stanno screditando Yunus e mi aspetto che faccia un passo indietro per salvare la sua invenzione, magari potrebbe venire nel nostro paese anche se penso che andrà negli Usa dove vive sua figlia".

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