Medagliere: dominio Russia. L’Italia è 14esima
Paralimpiadi al giro di boa con la Russia che pur senza nuove gioie si mantiene saldamente ai vertici del medagliere assoluto: dopo cinque dei dieci giorni di gare previste a Vancouver, il bottino di sei ori, sei argenti e tre bronzi, per quindici medaglie compessive, è quello più consistente messo insieme da una sola nazione. Successi venuti in particolare dallo sci di fondo e dal biathlon, con il ventiseienne Irek Zaripov capace di vincere la gara dei 2,4 Km di biathlon e i 15 Km di fondo categoria sitting ( riservata cioè a chi gareggia seduto sullo slittino) e il compagno di squadra Kirill Mikhaylov, anch’egli ventiseienne, vittorioso nella categoria standing (chi gareggia in piedi, sulle proprie gambe, o con l’ausilio di protesi) nelle gare dei 3 Km di biathlon e nella 20 Km di fondo. Doppio oro anche per Anna Burmistrova, sul primo gradino del podio nelle gare della 15 Km standing di fondo e della 3 Km standing di biathlon.
Dietro i russi, mantiene la seconda piazza del medagliere la Germania, con quattro ori (frutto dei doppi successi nello sci alpino sitting di Martin Braxenthaler e di Verena Bentele nel fondo e biathlon categoria non vedenti) e due argenti, per sei medaglie complessive. Prodigioso passo avanti della Slovacchia, che infila tre ori in un solo colpo grazie alla doppietta di Jakub Krako nello slalom e nel gigante per non vedenti (le stesse gare in cui il nostro Dal Maistro ha conquistato due bronzi) e alla vittoria di Henrieta Farkasova nel gigante femminile non vedenti. Gli slovacchi sono ora al terzo posto assoluto: tre sole medaglie, ma tutte del metallo più pesante.
A ruota, con sette medaglie complessive ma solamente due d’oro, ci sono Canada e Ucraina: i padroni di casa hanno due ori, tre argenti e due bronzi; gli ucraini due ori, due argenti e tre bronzi. Sesta posizione per l’Austria, ultima nazione ad aver conquistato almeno due medaglie d’oro (per loro, anche un argento e un bronzo). Quattro le medaglie complessive anche per gli Stati Uniti, che finora si devono accontentare di un solo oro (conquistato da Alana Nichols nel gigante femminile sitting), con due argenti e una medaglia di bronzo. Chiudono l’elenco delle nove nazioni capaci finora di conquistare il gradino più alto la Bielorussia (che ha anche tre bronzi) e la Nuova Zelanda.
Fra le altre otto nazioni che non hanno sentito suonare il proprio inno nazionale ma che hanno comunque mandato almeno una volta un proprio atleta sul secondo o sul terzo gradino del podio, l’Italia è quella che ha conquistato il maggior numero di medaglie, tre. Nella nostra situazione c’è solo il Giappone: anche nel loro caso, si tratta di tre bronzi. Metalli più preziosi per Spagna e Norvegia (con due argenti) e per Finlandia e Svizzera (un argento). L’Australia ha due bronzi, la Polonia – diciassettesima e ultima nazione ad essere andata a medaglia – una medaglia di bronzo. Negli ultimi cinque di gara, c’è tempo per tutti di rimpinguare il bottino: sono infatti 44 le medaglie d’oro ancora da assegnare.



Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.

















