Vuoi sposare un irregolare? A San Marino si può

Giovedì, 13 gennaio 2011 - 10:20:00

"Immigrati clandestini e matrimonio, a San Marino si puo' fare". La denuncia varca i confini: e' Aduc, Associazione in difesa dei diritti di utenti e consumatori a raccogliere la polemica delle "unioni facili", scoppiata durante le festivita' sul Titano. Aduc coglie il filo rosso che unisce il leit motiv pubblicitario della Repubblica, dallo slogan "Innamorati di me", e quello che sul Titano e' diventato un business, ovvero i matrimoni civili. "Per chi non lo sapesse- riposta l'associazione in una nota- in barba al divieto italiano di contrarre matrimonio con un clandestino, basta andare a San Marino".

matrimoni misti

Aduc spiega quindi il veto posto in Italia dal pacchetto sicurezza, che risale al luglio 2009, alle unioni con stranieri, se clandestini. E anche se l'associazione punta il dito contro una normativa "che ha il sapore delle leggi razziali", tuttavia non tralascia di bacchettare "quanto accade quasi in casa nostra, a pochi passi", ovvero a San Marino. Dove "e' consentito il matrimonio con una persona straniera o fra stranieri senza chiedere alcun documento che provi la regolarita' del soggiorno, in barba al divieto italiano di matrimonio con persona clandestina".

Questa discrepanza dall'ordinamento italiano e' infatti diventato per Aduc "una gallina dalle uova d'oro" per il Titano: "Prima dell'emanazione del pacchetto sicurezza- prosegue la nota- le coppie che si sposavano a San Marino erano una quindicina l'anno, mentre ora sono diventate settanta".

E come in ogni mercato, se la domanda sale, aumentano anche i costi: "San Marino- puntualizza Aduc- da buon affarista, ha alzato i prezzi: sposarsi costa fra i 300 e i 1.000 euro". Ma l'investimento sembra valere la candela perche' "tante sono le coppie composte da un italiano e un irregolare, o tra uno straniero regolare in Italia e un clandestino, che decidono di investire questa somma in cambio di una carta di soggiorno".

L'associazione si stupisce quindi che, di fronte al lucro dei matrimoni clandestini, il governo italiano taccia. E riprende proprio le parole del segretario di Stato per gli Affari interni, Valeria Ciavatta, riportate in un comunicato stampa datato 29 dicembre, in risposta a un'interpellanza avanzata dai Ddc-Eps. Ciavatta aveva gia' allora precisato che "le autorita' italiane competenti non hanno mai chiesto un confronto o inviato atti a riguardo, sebbene a conoscenza della possibilita' che cio' accadesse in virtu' delle diverse legislazioni vigenti".

Aduc ipotizza quindi che il governo italiano non sollevi il problema semplicemente perche' "se la coppia puo' permettersi il matrimonio a San Marino, evidentemente appartiene a una fascia di immigrazione tutto sommato accettabile in Italia", perche' dimostra cosi' di avere reddito. E quindi, conclude la nota, chi si sposa sul Titano pur non avendo le carte a posto "forse e' meno clandestino degli altri".

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