Manifesto per il nuovo giornale sociale

Mercoledì, 18 agosto 2010 - 09:58:00
GIORNALI E ALTRI MODELLI
Redattore Sociale (www.redattoresociale.it)
Carta (www.carta.org)
Altreconomia (www.altreconomia.it)
Valori (www.valori.it)
Indymedia (http://italy.indymedia.org)
Amisnet (http://amisnet.org)
Terre (www.terre.it)
Scarp de’ Tenis (www.scarpdetenis.it)
Arcoiris Tv (www.arcoiris.tv)
Current (http://current.com)
Wikileaks (http://wikileaks.org)
Pacific News Service (www.pacificnews.org)
The Bay Citizen (www.baycitizen.org)
CorpWatch (www.corpwatch.org)
Beppe Grillo (www.beppegrillo.it)
Telejato (www.telejato.it)
Pro Publica (www.propublica.org)
Youcapital (www.youcapital.it)
Spot Us (www.spotus.it)
To report (www.toreport.net)
You reporter (www.youreporter.it)
Eco Tv (www.ecotv.it)
Pandora Tv (www.pandoratv.it)
Peacereporter (it.peacereporter.net)
Mixa (www.mixamag.it)
AgoraVox (www.agoravox.it)
Citizen Report (www.citizenreport.rai.it)
Peacelink (www.peacelink.it)
Dig It (www.dig-it.it)
Fai Notizia (www.fainotizia.it)
RaiNews 24 (www.rainews24.it)
Dillinger (www.dillinger.it)
The Populi (www.thepopuli.it)
Street Press (www.streetpress.com)
CitizenMedia (www.citizenmedia.it)
Megachip (www.megachip.info)
Terra (www.terranews.it)
Global Voices (http://it.globalvoicesonline.org)
Cafebabel (www.cafebabel.it)
Io Reporter (http://skytg24.blogs.com)
Faircoop (www.faircoop.it)
Wikinotizie (http://it.wikinews.org/wiki/Pagina_principale)
Giornalettismo (www.giornalettismo.com)
Sbilanciamoci (www.sbilanciamoci.info)
Inter Press Service (www.ipsnotizie.it)
Altroconsumo (www.altroconsumo.it)
Emmegi (www.emmegipress.it)
Caposud (www.caposud.info)
Stranieri in Italia (www.stranierintalia.it)
Zoes (www.zoes.it)
A Sud (www.asud.net)
Lsdi (www.lsdi.it)
Slow Food (www.slowfood.it)
Lettera 22 (www.lettera22.it)
Centro Nuovo Modello di Sviluppo (www.cnms.it)
WarNews (www.warnews.it)
La Voce (www.lavoce.info)
Articolo 21 (www.articolo21.org)
Libera (www.liberainformazione.org)
SocietàINFormazione (www.dirittiglobali.it)
Agenda Sociale (www.agendasociale.it)
Il Megafono Quotidiano (www.ilmegafonoquotidiano.it)
Decrescita Felice (www.decrescitafelice.it)
MeglioPossibile (www.megliopossibile.it)
Vita (www.vita.it)
Il Consapevole (www.ilconsapevole.it)
Comunicando il Sociale (http://comunicandoilsociale.wordpress.com)
Adbusters (www.adbusters.it)
Fabio News (www.fabionews.info)
Terre Libere (www.terrelibere.it)
OhmyNews (www.ohmynews.com)
OpenJournalsit (www.openjournalist.com)
Agenda (www.agendanet.it)

di Gaetano Farina

PROMOTORI
Cittadinanza Attiva: se si vuole davvero cambiare qualcosa non si può dipendere da governi o istituzioni, ma ci si deve affidare alla volontà ed alla forza dei singoli cittadini.

IL PROGETTO
Il giornale sociale ha necessità di esistere per la difesa dall’interesse privato, dalla manipolazione e corruzione degli organi di potere istituzionale, economico e mediatico. E’ chiamato a tutelare i più deboli della società, le minoranze e i diritti civili, e a promuovere la democrazia partecipativa.
Il giornale sociale può esistere soltanto se costruito dal basso, ossia se è concertato con la gente comune, associazioni radicate sul territorio locale e leader-rappresentanti di comunità,  scendendo oltre la superficie della politica e dei suoi attori istituzionali. Il giornale sociale, infatti, è alla ricerca di vissuto autentico, fonti dirette e competenti, osservazioni ed esperienze sul campo, informazioni, notizie e testimonianze direttamente convalidabili, punti di vista differenti, di frammenti della realtà, di risposte attendibili, di racconti e rapporti lucidi e onesti, di problemi reali. Tutto materiale da rielaborare, con incontaminata onestà intellettuale, in descrizioni, spiegazioni ed analisi il più possibile aderenti alla realtà dei fatti, in modo da risultare propizie allo sviluppo e benessere dell’intera comunità ed agli ideali di cooperazione sociale ed egualitarismo ai quali essa s’ispira; sottraendosi così alla ricostruzione e all’agenda-setting delle agenzie giornalistiche e dei canali di comunicazione convenzionali.
Il giornale sociale, infatti, anche grazie alle nuove tecnologie comunicative, si alimenta di giornalismo partecipativo per cui qualsiasi persona rappresenta una potenziale fonte di informazioni e notizie. Il giornale sociale, infatti, è per natura libero da ogni sorta di condizionamento politico-economico di cui può essere oggetto, invece, un’agenzia o una testata giornalistica nella selezione e nel confezionamento dell’informazione. Il giornale deve aiutare ogni singolo individuo a distinguere i fatti, i dati reali, la verità dal marketing, dalla demagogia e dalla propaganda di qualsiasi natura, politica, economica o massmediatica.
Il giornale sociale è, pertanto, apartitico e slegato da ogni tipo di interesse, se non quello di una informazione veritiera, pluralistica e trasparente, proveniente dal basso ed accessibile a tutti. A garanzia della propria totale autonomia, sul giornale sociale non appariranno mai inserzioni pubblicitarie, eccetto quelle legate a cause sociali o riguardanti realtà economiche ispirate ad un rigido codice etico.

IL GIORNALISMO SOCIALE
I redattori centrali e i corrispondenti del giornale sociale devono conoscere accuratamente il territorio di riferimento e i suoi attori: amministratori, organizzazioni politiche e sindacali, organi di informazione, forze di sicurezza, imprenditori, lobbisti, opinion makers, educatori, associazioni, movimenti civili, gruppi studenteschi e comitati. Devono instaurare un rapporto fiduciario con associazioni, comitati, comunità di provenienza nazionale, gruppi informali e referenti vari, rappresentanti ogni segmento sociale della comunità, per diventare il loro canale di comunicazione ed evitare che siano governanti, politici e media a stabilire l’agenda dei problemi e delle priorità da discutere e affrontare pubblicamente. Il giornalismo sociale,  oltre a informare, deve essere anche un collegamento fra gli abitanti.
Il giornalista sociale o civico, quindi, deve sentirsi un’attivista che aiuta a portare alla ribalta problemi, istanze, esigenze, rivendicazioni, sollecitazioni, critiche, proposte e richieste del tessuto sociale che faticano a trovare un naturale sbocco politico e-o mediatica.
Con i suoi strumenti e la propria esperienza, il giornalista civico deve, allo stesso tempo, sentirsi una guida per la gente comune. Per sollecitarla e stimolarla alla partecipazione civica e offrirle gli strumenti per riconoscere qualsiasi forma di demagogia, manipolazione e propaganda mediatica e politica.

SOSTENIBILITA’ ECONOMICA
Sebbene rinunci ad ogni tipo di finanziamento pubblico, privato ed alla raccolta pubblicitaria tradizionale, il giornale sociale, a garanzia della propria professionalità, si poggia su una redazione centrale regolarmente retribuita: i contribuiti a titolo volontario e gratuito non devono risultare indispensabili per la sua sopravvivenza.
Per autosostenersi e retribuire mensilmente i suoi redattori e corrispondenti, il giornale sociale deve diversificare le fonti di entrata, a patto che nessuna di esse comprometta la sua autonomia ed indipendenza. Per la riduzione dei costi, è preferibile che ogni giornalista sia in grado anche di “confezionare” i propri servizi servendosi degli strumenti e dei linguaggi multimediali più moderni, aggiornati e low cost.
Le modalità di finanziamento contemplate sono le seguenti:
- contributo volontario di singoli cittadini non portatori di interessi specifici, se non quello della sopravvivenza e della diffusione di una fonte d’informazione indipendente;
- contribuito volontario di associazioni di promozione sociale e culturale;
- corrispettivo per servizio d’inchiesta o di raccolta-informazioni commissionato da singoli cittadini o associazioni;
- organizzazione di eventi promozionali delle attività del giornale per raccolta di fondi;
- merchandising e vendita di prodotti derivati dalle attività del giornale, come libri e dvd;
- vendita di notizie, inchieste e foto, anche tramite abbonamento, agli altri organi d’informazione;
- vendita di servizi di comunicazione;
- inserzioni pubblicitarie di soggetti economici, solo se rigorosamente rispettosi di un codice etico che per il giornale sociale si deve basare sulla tutela sindacale, il rispetto e la tutela del lavoratore, il rispetto ambientale e l’utilità e la responsabilità sociale. La redazione concerta con soci e lettori l’accettazione di richiesta di spazio pubblicitario da parte di un’azienda, senza considerare le certificazioni sinora riconosciute ufficialmente, ritenute poco attendibili.
Per comprimere i costi di produzione, il giornale sociale, naturalmente, si avvarrà di tutti i servizi “open source” della rete e non sarà mai riprodotto in formato cartaceo, limitandosi alla presenza sul Web: i suoi contenuti saranno consultabili gratuitamente, previa registrazione telematica. Si potrà avvalere del contributo gratuito e volontario, editoriale e-o giornalistico, di singoli cittadini ed associazioni nel rispetto dell’alta professionalità e qualità di contenuti che il giornale deve quotidianamente garantire.


 

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