Manifesto per il nuovo giornale sociale
di Gaetano Farina
PROMOTORI
Cittadinanza Attiva: se si vuole davvero cambiare qualcosa non si può dipendere da governi o istituzioni, ma ci si deve affidare alla volontà ed alla forza dei singoli cittadini.
IL PROGETTO
Il giornale sociale ha necessità di esistere per la difesa dall’interesse privato, dalla manipolazione e corruzione degli organi di potere istituzionale, economico e mediatico. E’ chiamato a tutelare i più deboli della società, le minoranze e i diritti civili, e a promuovere la democrazia partecipativa.
Il giornale sociale può esistere soltanto se costruito dal basso, ossia se è concertato con la gente comune, associazioni radicate sul territorio locale e leader-rappresentanti di comunità, scendendo oltre la superficie della politica e dei suoi attori istituzionali. Il giornale sociale, infatti, è alla ricerca di vissuto autentico, fonti dirette e competenti, osservazioni ed esperienze sul campo, informazioni, notizie e testimonianze direttamente convalidabili, punti di vista differenti, di frammenti della realtà, di risposte attendibili, di racconti e rapporti lucidi e onesti, di problemi reali. Tutto materiale da rielaborare, con incontaminata onestà intellettuale, in descrizioni, spiegazioni ed analisi il più possibile aderenti alla realtà dei fatti, in modo da risultare propizie allo sviluppo e benessere dell’intera comunità ed agli ideali di cooperazione sociale ed egualitarismo ai quali essa s’ispira; sottraendosi così alla ricostruzione e all’agenda-setting delle agenzie giornalistiche e dei canali di comunicazione convenzionali.
Il giornale sociale, infatti, anche grazie alle nuove tecnologie comunicative, si alimenta di giornalismo partecipativo per cui qualsiasi persona rappresenta una potenziale fonte di informazioni e notizie. Il giornale sociale, infatti, è per natura libero da ogni sorta di condizionamento politico-economico di cui può essere oggetto, invece, un’agenzia o una testata giornalistica nella selezione e nel confezionamento dell’informazione. Il giornale deve aiutare ogni singolo individuo a distinguere i fatti, i dati reali, la verità dal marketing, dalla demagogia e dalla propaganda di qualsiasi natura, politica, economica o massmediatica.
Il giornale sociale è, pertanto, apartitico e slegato da ogni tipo di interesse, se non quello di una informazione veritiera, pluralistica e trasparente, proveniente dal basso ed accessibile a tutti. A garanzia della propria totale autonomia, sul giornale sociale non appariranno mai inserzioni pubblicitarie, eccetto quelle legate a cause sociali o riguardanti realtà economiche ispirate ad un rigido codice etico.
IL GIORNALISMO SOCIALE
I redattori centrali e i corrispondenti del giornale sociale devono conoscere accuratamente il territorio di riferimento e i suoi attori: amministratori, organizzazioni politiche e sindacali, organi di informazione, forze di sicurezza, imprenditori, lobbisti, opinion makers, educatori, associazioni, movimenti civili, gruppi studenteschi e comitati. Devono instaurare un rapporto fiduciario con associazioni, comitati, comunità di provenienza nazionale, gruppi informali e referenti vari, rappresentanti ogni segmento sociale della comunità, per diventare il loro canale di comunicazione ed evitare che siano governanti, politici e media a stabilire l’agenda dei problemi e delle priorità da discutere e affrontare pubblicamente. Il giornalismo sociale, oltre a informare, deve essere anche un collegamento fra gli abitanti.
Il giornalista sociale o civico, quindi, deve sentirsi un’attivista che aiuta a portare alla ribalta problemi, istanze, esigenze, rivendicazioni, sollecitazioni, critiche, proposte e richieste del tessuto sociale che faticano a trovare un naturale sbocco politico e-o mediatica.
Con i suoi strumenti e la propria esperienza, il giornalista civico deve, allo stesso tempo, sentirsi una guida per la gente comune. Per sollecitarla e stimolarla alla partecipazione civica e offrirle gli strumenti per riconoscere qualsiasi forma di demagogia, manipolazione e propaganda mediatica e politica.
SOSTENIBILITA’ ECONOMICA
Sebbene rinunci ad ogni tipo di finanziamento pubblico, privato ed alla raccolta pubblicitaria tradizionale, il giornale sociale, a garanzia della propria professionalità, si poggia su una redazione centrale regolarmente retribuita: i contribuiti a titolo volontario e gratuito non devono risultare indispensabili per la sua sopravvivenza.
Per autosostenersi e retribuire mensilmente i suoi redattori e corrispondenti, il giornale sociale deve diversificare le fonti di entrata, a patto che nessuna di esse comprometta la sua autonomia ed indipendenza. Per la riduzione dei costi, è preferibile che ogni giornalista sia in grado anche di “confezionare” i propri servizi servendosi degli strumenti e dei linguaggi multimediali più moderni, aggiornati e low cost.
Le modalità di finanziamento contemplate sono le seguenti:
- contributo volontario di singoli cittadini non portatori di interessi specifici, se non quello della sopravvivenza e della diffusione di una fonte d’informazione indipendente;
- contribuito volontario di associazioni di promozione sociale e culturale;
- corrispettivo per servizio d’inchiesta o di raccolta-informazioni commissionato da singoli cittadini o associazioni;
- organizzazione di eventi promozionali delle attività del giornale per raccolta di fondi;
- merchandising e vendita di prodotti derivati dalle attività del giornale, come libri e dvd;
- vendita di notizie, inchieste e foto, anche tramite abbonamento, agli altri organi d’informazione;
- vendita di servizi di comunicazione;
- inserzioni pubblicitarie di soggetti economici, solo se rigorosamente rispettosi di un codice etico che per il giornale sociale si deve basare sulla tutela sindacale, il rispetto e la tutela del lavoratore, il rispetto ambientale e l’utilità e la responsabilità sociale. La redazione concerta con soci e lettori l’accettazione di richiesta di spazio pubblicitario da parte di un’azienda, senza considerare le certificazioni sinora riconosciute ufficialmente, ritenute poco attendibili.
Per comprimere i costi di produzione, il giornale sociale, naturalmente, si avvarrà di tutti i servizi “open source” della rete e non sarà mai riprodotto in formato cartaceo, limitandosi alla presenza sul Web: i suoi contenuti saranno consultabili gratuitamente, previa registrazione telematica. Si potrà avvalere del contributo gratuito e volontario, editoriale e-o giornalistico, di singoli cittadini ed associazioni nel rispetto dell’alta professionalità e qualità di contenuti che il giornale deve quotidianamente garantire.



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