Mafie/ Don Ciotti: liberare i beni confiscati da ipoteche
"Oggi sono 11mila i beni confiscati, ma 3.500 beni non possono essere consegnati perché ci sono ipoteche bancarie e una parte sono ancora occupati dagli stessi mafiosi. E' necessario e fondamentale sbloccare queste situazioni". Cosi' don Luigi Ciotti, fondatore di Libera, a margine dell'incontro pubblico "L'impegno contro le mafie per la legalita', il lavoro, lo sviluppo, la giustizia sociale", in vista della manifestazione del 17 marzo a Genova per la 17esima Giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime delle mafie.
"Questa - ha aggiunto Don Ciotti - e' una scelta di volonta', ferma e chiara, anche politica". E le banche? Secondo il fondatore di Libera "hanno delle responsabilita: io mi chiedo - ha concluso - chi ha dato certi mutui a certi personaggi di mafia o ai loro prestanome".
Sulla necessita' di liberare da ipoteche i beni confiscati e' intervenuto anche Pierluigi Stefanini, presidente del Gruppo Unipol, che, dal 2006 ad oggi, ha destinato oltre 900.000 euro a Libera Terra. Secondo Stefanini, "servirebbe una norma di garanzia pubblica, che permettesse di liberare da ipoteche questi beni sequestrati, consentendo di metterli sul mercato in modo adeguato. Ci sono discussioni in corso con le associazioni del sistema bancario e ci auguriamo - ha concluso - che presto si possa arrivare ad una definizione positiva".
Il Gruppo Unipol e la Fondazione Unipolis sostengono le cooperative di Libera Terra nate sui beni confiscati alle mafie. Anche quest’anno il contributo della campagna “Un euro per ogni nuova polizza e conto corrente” sarà destinato a creare lavoro pulito e a favorire la legalità: dopo la cooperativa “Libera Terra Crotone” a Isola di Capo Rizzuto e Cirò in Calabria, nel 2012 il contributo sarà devoluto alla cooperativa “Le terre di Rosario Livatino – Libera Terra” nel Comune di Naro, in provincia di Agrigento.


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