Mafia, in Puglia primo riutilizzo sociale di un bene sequestrato
Inizia oggi una nuova era per il riutilizzo dei beni sottratti alle mafie. Per la prima volta in Italia, infatti, un locale sequestrato (e non confiscato) in provincia di Bari verrà riutilizzato per fini sociali. A dare la notizia è l’associazione Libera, che questo pomeriggio inaugurerà il MOMArt - Motore meridiano delle arti, una ex discoteca di Adelfia, a quindici minuti dal capoluogo pugliese, che verrà trasformata in uno spazio pubblico dedicato alla cultura e all’arte.
Alla presentazione del progetto, oltre a don Luigi Ciotti, sarà presente anche il governatore della Regione Puglia Nichi Vendola, il procuratore generale di Bari Antonio Laudati e la direzione del Teatro Kismet OperA, alla quale lo Stato ha concesso la gestione del locale da curare in collaborazione con l’associazione Libera. Con una superficie di 600 mq dislocati in 2 piani e grazie anche al sostegno della Regione Puglia e del ministero della Gioventù, il MOMArt sarà uno spazio dedicato alla musica, letteratura, arti visive, danza, teatro con spazi per le performance e laboratori.
La novità introdotta, spiega l’associazione Libera, consiste nell’affidare il bene sottratto alla malavita già prima di essere confiscato e quindi diventato di proprietà effettiva dello Stato. Questo primo esperimento accorcerà i tempi di assegnazione dei beni confiscati, stimati da Libera intorno agli 8 anni e 6 mesi ed evitando che gli stessi beni, nell’attesa, diventino vittima di atti vandalici o soltanto dell’incuria. L’ex discoteca, infatti, è stata sequestrata nell’ottobre 2007 a seguito di un’operazione coordinata dalla direzione distrettuale antimafia di Bari. L’esperimento, però, non può ripetersi in tutti i casi di sequestro, ma soltanto in quelli dove ci siano determinati requisiti che ne prospettino la confisca definitiva.



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