Giornali, automobili e... concerti. Ecco tutti i prodotti a 'impatto zero'
di Stefania La Malfa
Otto anni di lavoro a favore dell'ambiente e per sensibilizzare sui danni provocati dalle emissioni di CO2 nell'atmosfera. Un lavoro a contatto con i cittadini e con le aziende che ha portato all'aumento della consapevolezza ambientale non solo nei processi produttivi ma anche nella vita quotidiana delle persone. Ecco l'impegno di Lifegate, la piattaforma per il mondo eco-culturale. E del progetto sui cambiamenti climatici "Impatto Zero": il direttore, Simone Molteni, sceglie Affaritaliani.it per fare un bilancio dell'attività a favore del clima.
Che cos'è Impatto Zero?
"E' stato il primo progetto in Europa a occuparsi di cambiamenti climatici ed è stato lanciato nel 2002 con l'obiettivo di ridurre la CO2 compensandola con la creazione di una foresta. L'obiettivo non è quello di piantare gli alberi, che è invece un mezzo. L'obiettivo è una sensibilizzazione verso le persone e le aziende per far passare il concetto che in questa lotta al cambiamento climatico ognuno deve sentirsi coinvolto nel suo piccolo".
![]() Simone Molteni |
Quali sono stati i risultati?
"Ad oggi siamo riusciti a coinvolgere più di 620 aziende per più di 320 milioni di prodotti (dai giornali alle scarpe ai server Ibm) a impatto zero. Abbiamo lavorato con le aziende per aiutarle a ridurre le emissioni. Si inizia da un aspetto che può riguardare il parco auto o l'edificio o il prodotto: la nostra filosofia è approcciare l'azienda nella sua interezza ma poi partire da un punto. Il risultato è stato incredibilmente buono, ci siamo stupiti di noi stessi, di come siamo riusciti a diventare grandi. La riduzione delle emissioni va dal 10 al 30% se gli interventi riguardano il prodotto, come per esempio il cambiamento del packaging, e dal 15 al 45% se si tratta dei consumi dell'azienda".
E poi piantate alberi per riassorbire la CO2 ancora immessa nell'atmosfera...
"Esatto. Un ettaro di foresta, ovvero 10mila metri quadrati di foresta, assorbe mediamente circa 10 tonnellate di CO2 ogni anno. Attraverso il progetto Impatto Zero sono state create e tutelate oltre 18milioni di metri quadrati di foreste in Italia e nel mondo. Le foreste che piantiamo non sono solo infatti nel nostro paese ma anche in Costa Rica e Madagascar, cioè i due paesi al mondo con la massima densità di biodiversità: a parità di superficie lì ci sono più specie animali e vegetali che nel resto del mondo e inoltre ci sono delle specie endemiche, ovvero che esistono solo lì e in nessun'altra parte del mondo per cui se si distruggono è una perdita definitiva".
Quali aziende avete aiutato?
"Le aziende sono un po' in tutti i settori: Toyota, Fiat, Peugeot, Citroen, Ibm, Mondadori per il settimanale Panorama e i libri, Rcs, Sole 24 ore,Walt Disney per Topolino, Quattroruote, Tetrapack. Senza dimenticare tutti i concerti ecosostenibili: Vasco Rossi, Ligabue, Fiorella Mannoia, Paolo Rossi".
Cosa significa organizzare concerti ecosostenibili?
"Il concerto che sembra immateriale rispetto a un prodotto ha in realtà delle emmissioni (rifiuti, elettricità) anche se la maggior parte dell'impatto sull'ambiente viene dalla mobilità, dallo spostamento dei fan. E per questo abbiamo fatto una campagna di sensibilizzazione degli spettatori per usare i mezzi pubblici o il car pooling, il condividere la macchina con estranei. L'abbiamo fatto non colpevolizzando ma ricordando che è un gesto di attenzione all'ambiente e facendo vedere che ci sono anche degli aspetti positivi: si possono conoscere persone con gli stessi interessi, non si fa il viaggio da soli, si condividono le spese. Dal 2002 ad oggi abbiamo reso a impatto zero oltre 200 concerti tra grandi e piccoli".
Quante persone aderiscono alle vostre campagne?
"E' difficile sapere quante persone aderiscono alle nostre campagne però per il car pooling dei concerti abbiamo predisposto un software per aiutare le persone a mettersi insieme e lì ci sono state più di 1200 richieste: è un risultato importante. Da sempre poi abbiamo messo a disposizione gratuitamente un sistema per calcolare le emissioni di CO2 del proprio stile di vita (uso macchina, bollette, etc...) sul nostro sito www.impattozero.it. Oltre 30mila persone nel 2009 hanno calcolato il loro impatto ambientale. Per Natale abbiamo anche ricordato che nelle feste c'è un po' più di spreco rispetto agli altri periodi dell'anno e dunque senza negare il piacere per la festa abbiamo elencato degli accorgimenti per festeggiare in maniera più consapevole".
Quali sono i vostri progetti per il futuro?
"Abbiamo creato da 6 mesi una piattaforma tipo Youtube ma tematica e moderata: si parla di questioni legate all'uomo e all'ambiente e si rinnova ogni mese con nuovi temi. Il sito è www.youimpact.it e la gente può caricare video e contributi: lì lanceremo nuove campagne e il prossimo tema di discussione che sarà probabilmente il nucleare".
Un giudizio sul recente vertice sul clima di Copenaghen?
"Da dieci anni a questa parte sono incontri in cui si nota sempre più la spaccatura tra la politica da una parte e le persone e le aziende dall'altra: questi ultimi hanno interiorizzato che esiste un problema ambientale ma dall'altra parte non è ancora arrivata una soluzione politica seria. La nota positiva è che questa volta gli Usa hanno preso una posizione diversa rispetto al passato ma il compromesso politico non funziona più e servirebbe una concezione diversa ovvero dei leader coraggiosi che si mettano d'accordo per fare delle politiche coraggiose senza aspettare tutti. E tutti gli altri poi, come succede in questi casi, li seguirebbero".



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