Disoccupati a 40 o 50 anni: il 'grido d'aiuto' di chi non riesce a ricollocarsi. Ecco le lettere arrivate ad Affaritaliani

Martedì, 7 febbraio 2012 - 09:03:00

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO LE LETTERE ARRIVATE ALLA NOSTRA REDAZIONE

 

Sig. Angelo Maria Perrino

Buongiorno

Mi chiamo Pasquini Orlando sono disoccupato da 2 anni con moglie anch'essa disoccupata e con un bambino di 11 anni da crescere. Sono un Modellista di Calzature ultra 55 enne con molta esperienza. A causa di questa crisi e tanta burocrazia,mi ritrovo senza lavoro,con difficoltà nel trovare un impiego, le aziende sono molto esigenti,pretendono persone giovani,residenti vicino al luogo di lavoro,pagare stipendi minimi,etc. Le chiedo se può fare qualche telefonata per me,non riesco ad arrivare a fine mese.

La Saluto con ammirazione come ho sempre avuto per Lei.

Pasquini Orlando

orli56@alice.it

 

 


Messina 06/02/2012

Hai più di 40 anni e un giorno il tuo datore di lavoro ti convince o costringe, magari facendoti vedere un po’ di soldi, a trovare un altro lavoro o a metterti in proprio, oppure chiude l’azienda con mille motivazioni.
Ti trovi fuori dal mondo del lavoro, ma con molta fiducia e speranza affronti il futuro pensando: «non sono vecchia e ho acquisito una professionalità, non mi sarà difficile trovare un nuovo lavoro».
Dopo qualche anno e molti tentativi ti accorgi che le cose non vanno proprio come pensavi: i risparmi cominciano ad assottigliarsi, fai piccole rinunce, non puoi più consentire alla tua famiglia di mantenere il tenore di vita...
Le giornate diventano un calvario e ti innervosisci sempre più perché ti accorgi che il mercato del lavoro rifiuta i "lavoratori maturi" a favore di altri che costano meno perché hanno incentivi all'assunzione. In sostanza per te si allontanano le
speranze di reinserirti nel mondo del lavoro. Perchè sono uno scarto. Allora cosa fai?
Cominci a girare presso amici e parenti alla ricerca di una soluzione, ti affidi alle agenzie di lavoro interinale o alle agenzie del lavoro, ma ti accorgi che spesso possono farti solo promesse perché anche loro trovano difficoltà a collocarti per via dell'età, o per fare curriculum in giacenza; per prendere in giro lo Stato, per recepire quelle convenzione che la regione dà a loro. Oppure arrivi ad accettare il lavoro offerto da "pirati commerciali" o in caso di dispeazione pure compromessi sessuali, che giocando sulla tua condizione, ti fanno balenare l'idea di risolvere i problemi con miracolose offerte di franchising o di network marketing. Dopo un po' ti accorgi che tu lavori, ma in realtà i veri guadagni li fanno gli altri.
Insomma le tenti tutte senza molto successo e con una aggravante: essendo passato molto tempo ti accorgi di perdere a poco a poco quella professionalità che avevi acquisito e ti senti tagliata fuori, entrando in un tunnel dove non vedi spiraglio di luce, sei abbandonata da tutti anche da voi.
A questo punto, se non sei presa dallo sconforto o dalla depressione, senti il bisogno di confrontarti, di verificare se e quante persone sono nella tua condizione, di lavorare insieme a loro per far sentire la voce di gruppo e non quella singola. Senti il desiderio di far emergere e far conoscere a tutti, politici e amministratori, questa drammatica condizione sociale, ma senti anche la necessità di impegnarti, insieme agli altri, a cercare soluzioni al problema. Ma non c'è speranza,ho perso la fiducia di me stessa.
Sto perdendo il controllo della mia vita mi sento impotente e, demoralizzata soprafatta dagli eventi negativi che mi circondano, mi sto lasciando trascinare da un pessimismo cronico che si ripercuote drasticamente nella sfera della vita quotidiana. Non ho aiuto dalle istituzioni... sono disperata vorrei tanto mettermi in contatto di persona con voi ma non riesco... non ho soldi per tesserarmi vi chiedo aiuto... Contattatemi vi prego


PS: Decreto legislativo 216/03 che recepisce la direttiva europea 2000/78 CE. L’art. 3 di tale decreto legislativo afferma che “...il principio di parità di trattamento senza distinzione di religione, convinzioni personali, handicap, età, orientamento sessuale, si applica a tutte le persone sia nel settore pubblico che privato nelle seguenti aree: a) accesso alla occupazione ed al lavoro sia autonomo che dipendente, compresi i criteri di selezione e le condizioni di assunzioni..” e poi alcune limitazioni per specifici settori (es. forze armate). Inoltre il divieto di discriminazione in base all’età è anche recepito dal D. lgs 276/03 (decreto attuativo della legge Biagi) Art 10 comma 1 e sanzionato dall’Art 18 comma 5.


Betty Bisantino

my_benebis@hotmail.it

 

 

 

Gentilissimo direttore Angelo Maria Perrino,

mi chiamo Luciano Arleo ho 50 anni abito a Napoli e il 15 luglio del 2011 sono stato licenziato dal Museo Diocesano di Napoli, un Museo gestito da un'azienda privata, la Cosmoadv, per riduzione del personale.

Fino a marzo 2012 riceverò l'assegno di disoccupazione dall'Inps, dopo tale data sarò senza un reddito e con una famiglia da mantenere.

Del vecchio governo è meglio non parlarne perchè non ci sono aggettivi per esprimere il mio disprezzo nei suoi confronti, buono solo a creare scandali e telenovelas portandoci a diventare una degli ultimi stati europei e che poi vedendosi in seria difficoltà ha passato la patata bollentissima al nuovo governo . Ora il Governo Monti, con il Ministro  Fornero in testa, pare voglia fare qualcosa per noi disoccupati over 40 e 50 ormai fuori da qualsiasi realtà lavorativa e pensionistica, insomma non siamo ne carne ne pesce ma  nonostante questo stentano a partire tali proposte perchè c'è sempre qulache personaggio che intercede nella manovra. Una manovra che gli altri stati ha già attuato da tantissimi anni. Il sussidio di disoccupazione.

Io spero che sia presa una decisione urgente per una tali tragedie, non solo mia, e che si pensi veramente a fare qualcosa di serio , perchè mi creda direttore io personalmente vedo la data di marzo come una spada di Damocle, ed inizio a temere il peggio.

Le faccio presente poi che la regione Campania è, forse l'unica, che non eroga il sussidio di reddito di cittadinanza, perchè non si sa che fine hanno fatto i soldi per erogarli.

Mi affido a Lei Direttore affinchè questa mia email sia letta da chi di dovere e faccia il suo effetto.

Cordiali saluti

Luciano Arleo

pagiuti@libero.it

 

 

 

Spettabile direttore,

E' con grande mortificazione che scrivo ma sono molto disperata. Ho quasi 40 anni, scrivo da Arezzo, madre di 2 figli e con un marito che non riesce a portare lo stipendio a casa. Sono stata segretaria, poi ho collaborato in un ufficio di disbrigo pratiche amministrative ma che non è partito e siamo andati tutti a casa. Mi sono  messa a fare pulizie, cameriera e montaggio di articoli di argenteria (Arezzo è tra i massimi produttori in Italia di questi articoli) e fino che mio marito non ha perso il lavoro non facevamo i signori ma andavamo avanti dignitosamente.

ORA NO!! Non posso più garantire ai miei figli le cure mediche adeguate o gli studi che sarebbero in grado di fare ma io non posso permettermi di garantire loro. Ho scritto a tutti i periodici di annunci economici, alla Nazione che non ha pubblicato la mia lettera, ho chiesto a tutti ma NESSUNO mi può aiutare. Questo è il Paese dove se non conosci non ottieni ed io, evidentemente, non conosco le persone giuste.

La prego almeno Lei se, in qualche modo mi può aiutare se lo può fare. Sono disponibilissima anche a fare lavori di segretariato da casa visto che vanno molto di moda. Infinitamente ringrazio per quello che potrete
fare.

Manuela L.

mas702012@libero.it

 

 

 

Stimato A. M. Perrino,
faccio purtroppo parte anch'io della categoria disoccupati.
Ho 58 anni, avendo studiato all'estero disgraziatamente ho iniziato a lavorare solo nel 1980, avevo un impiego meraviglioso che mi permetteva di girare il mondo e utilizzare tutte e 5 le lingue straniere da me conosciute e all'improvviso nel 2007 la ditta chiude causa fallimento (fittizio....) e così inizia la discesa nel baratro. Si figuri: non trova lavoro un 40nne può immaginarsi una over 50! Professionalità, esperienza, capacità di gestione valgono zero. Diventi un nulla.
Ovvio che se la ditta non avesse chiuso avrei lavorato più che volentieri fino a 66 anni!Ma possibile che Madame La-Lacrimuccia non conosca queste situazioni?
Ho passato brutti momenti e dalla depressione sono uscita grazie a quell'angelo di mio marito. Ma non è finita, anzi. La mia situazione attuale è paradossale: io guadagno zero (mobilità finita a dicembre), mio marito pensionato guadagna X al mese  e da gennaio  dobbiamo pure pagare  XXX/mese per la retta in una struttura per demenza senile di mia madre. Stiamo erodendo pian pianino i nostri risparmi di una vita; per 3-4 anni ce la faremo, ma poi? Oppure visto che entra X ed esce XXX sarò pure considerata evasore fiscale, visto che risparmiare è spregevole?
Per favore date voce anche a noi "vecchi"!
Con stima
 

Rosi Grazioli - Monza
rosgraz@alice.it

 

 



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