Lav contro il ministro della Salute Fazio: "Favorisce la lobby dei cacciatori consentendo il taglio di code e orecchie dei cani"

Giovedì, 24 marzo 2011 - 16:04:00
LA NOTA DEL MINISTRO FAZIO

“Il Ministro della Salute Fazio, utilizzando la sua funzione per il ruolo di cacciatore e scavalcando irritualmente il suo Sottosegretario alla Salute con delega alla Veterinaria, ha emanato una Nota con la quale ha tentato di riaprire la possibilità di tagliare code e orecchie ai cani, in particolare quelli utilizzati in ambito venatorio”. La LAV accusa il tentato colpo di mano sul tema del divieto degli interventi chirurgici destinati a modificare l’aspetto di un animale da compagnia, o finalizzati ad altri scopi non curativi, sancito dall’articolo 10 della Convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia ratificata dall’Italia con la Legge n.201 del dicembre scorso, in vigore dal prossimo 1° luglio. E così l’associazione animalista ha scritto al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

Nella nota (vedi box) il Ministro-cacciatore, infatti, appellandosi al comma 2 dell’articolo 10 della Convenzione europea, asserisce che, fermo restando il divieto assoluto di praticare tali interventi, sussiste “tuttavia la possibilità di procedere al taglio della coda su cani impegnati in alcune attività di lavoro, nonché in quelle di natura sportivo venatoria” scaricando la responsabilità della certificazione sull’anello debole della catena, il medico veterinario pagato dal committente.

Ferruccio Fazio
Ferruccio Fazio
La LAV ritiene tale indicazione fuorviante e impraticabile. Le uniche eccezioni a tale divieto sono infatti autorizzate solamente nel caso in cui un veterinario consideri un intervento non curativo necessario per ragioni di medicina veterinaria o nell’interesse di un determinato animale. L’interesse da tutelare dunque è quello di un determinato animale, di un particolare soggetto, non di una categoria di cani impiegati per una particolare attività.

“Con questa Nota il Ministro-cacciatore, dimenticando il suo ruolo istituzionale che è di tutelare la salute e il benessere anche degli animali, non quello di fare gli interessi dei cacciatori, avrebbe voluto indebolire il divieto europeo accettato senza riserve dall’Italia, Parlamento e Governo, in merito al taglio della coda - dichiara Gianluca Felicetti, presidente della LAV - è illecito e illegittimo fare eccezioni, tutti i cani hanno gli stessi diritti. Il taglio della coda configura un maltrattamento anche etologico, e lo configura per tutti, ai sensi dell’articolo 544 ter del Codice penale, indipendentemente dall’impiego – da noi ulteriormente condannato – che se ne fa nella caccia e il Ministro Fazio, Ministro anche dei medici veterinari, li ha contro, basti ricordare che la Federazione Nazionale degli Ordini Veterinari Italiani ritiene  infatti ufficialmente che ‘le amputazioni sono interventi che comportano - ad ogni età, cuccioli compresi - dolore intra e post operatorio e possono esitare in patologie croniche altamente penalizzanti per la vita dell'animale, in modo particolare nel caso delle code e delle unghie dei gatti’ manifestando ‘la sua approvazione al divieto di amputazioni di parti anatomiche degli animali da affezione per ragioni estetiche e quindi non finalizzate al rispetto del benessere degli animali’".

La deroga che il Ministro ha tentato surrettiziamente di introdurre è peraltro in contrasto con il Codice Deontologico dei Medici veterinari secondo cui il veterinario deve dedicare la sua opera alla promozione del rispetto degli animali e del loro benessere in quanto esseri senzienti, conservando nell’esercizio dell´attività professionale la propria indipendenza intellettuale e difendere la propria libertà da pressioni o condizionamenti esterni.

E non solo, tale tentativo di deroga con Nota è anche in palese contrasto con l’importante principio bioetico di “non maleficenza” che stabilisce l’obbligo morale di evitare sofferenze e di non arrecare danno ad alcun essere vivente capace di provare dolore. Un principio questo che è a solida base del divieto di effettuare interventi chirurgici effettuati a scopi non curativi, come il taglio della coda e delle orecchie, interventi che nel nostro ordinamento giuridico sono stati equiparati dall’Ordinanza per la tutela dell’incolumità pubblica dall’aggressione dei cani, alla violazione dell’articolo 544-ter del Codice penale o maltrattamento di animali. C’era sì un’eccezione per gli animali con caudotomia prevista dallo standard, ma solo fino a una legge organica in materia. E adesso tale Legge è stata approvata e con essa dal prossimo 1° luglio gli interventi estetici saranno vietati senza riserve, a meno che non siano effettuati per motivate ragioni di medicina veterinaria e nell’interesse di un determinato animale. E per interesse dell’animale non può certo intendersi l’attività venatoria che li priva anzi di una vita di relazione appagante e li espone a sofferenze e pericoli.

www.lav.it

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