Affruntata di Sant’Onofrio, il vescovo: “La Pasqua non può convivere con la mafia”
Vasta eco positiva sta suscitando l’appello di mons. Luigi Renzo, vescovo di Mileto – Nicotera – Tropea che ha esortato i presbiteri della sua diocesi di “essere più coraggiosi e uniti”. Il presule ha chiesto ancora una volta che nelle processioni ed in particolare per l’Affruntata di Sant’Onofrio, piccolo centro dell’entroterra vibonese, non si consentano infiltrazioni mafiose. Già l’anno scorso la processione dell’Affruntata era stata al centro di infuocate polemiche. La manifestazione rappresenta l’incontro della Madonna col Cristo Risorto e con San Giovanni Evangelista ed è una delle espressioni di pietà popolare più suggestive delle celebrazioni pasquali in Calabria. Proprio per evitare l’ingerenza della malavita, mons. Renzo l’aveva in un primo momento rinviata; una decisione dettata anche dal fatto che il priore della confraternita che si occupa del rito aveva subito dei gravi atti intimidatori. L’Affruntata 2010 si è poi celebrata alcuni giorni dopo la Pasqua, quando il clima rovente delle polemiche si è decisamente placato.
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Mons. Renzo con una nota ufficiale invita le confraternite a “rinunciare a certi pretesi privilegi e di mostrarsi più collaborativi con i parroci, di affidare ai giovani che frequentano la parrocchia e sono veramente impegnati in un cammino di fede l'opportunità di portare loro le statue e di renderli protagonisti anche nell'organizzazione”. Il vescovo conferma la volontà di valorizzare al massimo “significative tradizioni popolari come occasione preziosa per educare i fedeli”, ma invita soprattutto a rendersi conto del valore dei gesti, “a non lasciarsi espropriare di ciò che appartiene alla ricchezza e al patrimonio religioso del nostro popolo”.
Il vescovo incalza: “Il Risorto che festeggiamo nell'Affruntata viene incontro a noi vittorioso sul male per coinvolgerci nel suo progetto di bene e di amore totale, in vista di una umanità nuova, finalmente libera da ogni fenomeno moralmente negativo. La Pasqua e i suoi riti memoriali, in particolare, non possono assolutamente convivere con fenomeni di mafia e mafiosità, di doppiezza di vita e quant'altro, ma gridano senza mezzi termini che è finito il tempo dell'odio, della violenza, delle vendette, della disonestà, delle divisioni e spaccature spesso gravi dentro le stesse nostre comunità parrocchiali”.
Il presule è quindi deciso a rompere la ‘bieca’ tradizione che negli anni passati ha visto le statue sacre trasportate a spalla dai cosiddetti “uomini d’onore”, i quali in questo modo ostentavano forza e potere davanti all’intera comunità. Secondo le rivelazioni di alcuni pentiti, infatti, gl affiliati alla ‘ndrangheta ufficializzavano il loro rito di iniziazione proprio nella festa dell’Affruntata, portando a spalla le statue della Madonna, del Cristo e di San Giovanni, lungo tutta la processione che attraversa il paese.



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