L'Aquila: farmacie container e ospedale a gocce
Farmacie del centro storico ancora alloggiate nei container e sale operatorie che funzionano 'a tempo', cioe' attive solo la mattina e due volte a settimana di pomeriggio. Quotidianosanita'.it ha fatto un viaggio nella sanita' abruzzese, a oltre un anno di distanza dal sisma, mettendo insieme un quadro che dimostra come "l'emergenza si sta superando, ma restano molti problemi aperti".
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Dal terremoto sono passati 15 mesi, 450 giorni, e l'ospedale San Salvatore, uno dei simboli negativi della tragedia (fu inaugurato nel 2000, ma senza aver mai ricevuto il certificato di agibilita',) come da crono-programma presentato il 16 novembre del 2009, avrebbe dovuto recuperare la sua operativita' con piena funzionalita' delle camere operatorie gia' agli inizi di febbraio 2010. Mentre dal 20 dicembre 2009 il numero di posti letto sarebbe dovuto tornare ad essere quello ante terremoto. Ad oggi, invece, c'e' stata una riapertura parziale dei letti (315 contro i circa 460 ante terremoto). La farmacia e l'anatomia patologica avrebbero dovuto riaprire i battenti il 28 febbraio ma sono ancora nei container. La dialisi, che avrebbe dovuto essere trasferita in un nuovo reparto, alla stessa data, continua a curare i dializzati nei prefabbricati. Medesima sorte per il centro trasfusionale. Ma soprattutto, non sono iniziati i lavori di recupero dell'ala del San Salvatore, conosciuta agli addetti ai lavori come "Delta 8", dove era prevista gia' dal 30 marzo 2010 la riapertura del dipartimento chirurgico.
È vero che, come promesso, sono state aperte 11 camere operatorie, di cui 9 di ultima generazione. Ma sono attive a 'tempo', solo la mattina (e non sempre dal momento che scarseggia il personale), mentre il pomeriggio funzionano solamente due volte alla settimana per tre unita' operative: urologia, neurochirurgia, chirurgia generale ospedaliera per patologie oncologiche. Un'attivita' a regime ridotto che ha provocato un aumento delle liste d'attesa, testimonia l'inchiesta sulla sanita' a L'Aquila condotta da Quotidianosanita'.it, giornale on line diretto da Cesare Fassari. Le patologie oncologiche aspettano 40 giorni, mentre le altre possono arrivare fino a 8 mesi di attesa. Non solo. L'ospedale deve fare i conti anche con una non ottimale distribuzione del personale: medici a tempo determinato che svolgono un ruolo importante in alcuni reparti dell'ospedale, come ad esempio l'oncologia, potrebbero non vedere rinnovato il proprio contratto. La banca degli occhi stenta ad andare avanti per carenza di personale. In questo scenario si inseriscono anche il rallentamento dei lavori di ristrutturazione e le incertezze sui fondi da destinare alla ricostruzione dell'ospedale.
- L'ASSISTENZA TERRITORIALE - A soffrire la carenza di strutture "fisse" sono anche i medici di famiglia e gli specialisti ambulatoriali aquilani. La popolazione de L'Aquila puo' contare su 92 medici di famiglia. Le maggiori difficolta' si vivono nel capoluogo, dove la popolazione e' ancora sparsa tra i nuovi insediamenti, gli alberghi sulla costa e le case in affitto.
"La situazione va migliorando ma e' legata, per quanto riguarda l'assistenza primaria, alla distribuzione della popolazione, che oggi e' notevolmente diversa rispetto a quello che era prima del terremoto", afferma Giuseppe Rossetti, segretario provinciale Fimmg de L'Aquila, interpellato da Quotidianosanita'.it. "Tuttavia i dati forniti dalla Asl e aggiornati allo scorso 31 dicembre indicano che l'esodo dei cittadini aquilani non e' cosi' imponente come ci si poteva aspettare. Ci sono solo 3.000-3.500 persone che hanno cambiato medico e riteniamo che questi numeri siano abbastanza definitivi, considerando che ad ottobre si sono riaperte le scuole".
Se nei piccoli centri la situazione e' piu' vicina alla normalita', in citta' le cose sono pero' piu' difficili, con molti ambulatori ancora ospitati nei container. Elemento positivo si sono rivelate le forme associative della medicina generale, che a L'Aquila erano gia' piuttosto sviluppate. A distanza di oltre un anno, comunque, anche i medici specialisti lavorano ancora in una situazione precaria: dopo il terremoto gli ambulatori sono stati sistemati nell'area parcheggio del campo Acquasanta, in container e in casette di legno. Ora e' passato piu' di un anno e il campo dell'Acquasanta dovra' tornare a ospitare le partite di rugby della storica squadra locale. E gli ambulatori dove andranno? "La Asl- spiega il segretario Sumai-Assoprof della provincia de L'Aquila, Giuliana Troiani- ci ha comunicato che entro luglio saremo spostati a Paganica, che dista all'incirca 5 km dalla citta'".
- FARMACIE NEI CONTAINER. Le farmacie del centro restano nei container. E in container sono destinate a restare ancora a lungo le sette farmacie del centro storico, distrutte o rese inagibili dal sisma. Il loro destino e' agganciato a quello della citta' e al momento nessuno si sbilancia in previsioni.
"Purtroppo le farmacie che erano al centro della citta'- spiega il presidente degli Ordini dei farmacisti de L'Aquila, Angela Pellacchy- resteranno nei container fino a quando il centro storico non sara' ricostruito. Siamo riusciti a far approvare la temporanea ricollocazione ma i disagi non sono finiti, basti pensare che prima del sisma i turni venivano decisi una volta l'anno, oggi a piu' di un anno vengono fatti una volta al mese".
Il problema, pero', sono sempre i container. "Certo, si potrebbero trovare dei luoghi in muratura ma c'e' una enorme difficolta' nell'individuarli soprattutto per l'aumento dei prezzi degli affitti che si e' registrato dopo il terremoto. Noi non ci lamentiamo- spiega la Pellacchy- abbiamo ricevuto molti aiuti per cui dobbiamo ringraziare molte persone, il fatto e' che dopo piu' di un anno chiediamo una maggiore collaborazione da parte delle istituzioni".
- LE OPINIONI. Per il direttore generale della Asl 1 de L'Aquila, Giancarlo Silveri, non e' vero che L'Aquila e' in emergenza: "In questi ultimi mesi abbiamo fatto molto e il nostro programma e' stato interamente rispettato. Entro dicembre o al massimo all'inizio del 2011 sara' a regime anche il dipartimento chirurgico". Mentre l'assessore alla Sanita' dell'Abruzzo, Lanfranco Venturoni, afferma che per il settore ci sono "200 milioni di euro", ma ricorda anche, a proposito dei ticket sanitari che "e ora che si ritorni alla normalita', quindi dal 1^ agosto saranno reintrodotti". Le farmacie, invece, "erano collocate essenzialmente nel centro storico e sono legate a doppio filo alla ricostruzione della citta' storica".



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