L'assurda storia del Signor Aggio
Lo chiamavano Signor Aggio. Era una persona molto fredda. In origine era un pastore e come provava piacere ad uccide gli agnellini, facendo sgorgare il loro sangue caldo così provava piacere a sgozzare bambini per soddisfare la propria sete di dominio. Non era un immorale ma, forse peggio, un amorale, un alieno. L'etica per lui era una sovrastruttura inventata da perditempo che trovavano qualsiasi scusa pur di non arricchirsi.
Avendo il monopolio mondiale dei greggi un bel giorno capì che con una semplice operazione poteva conquistare il mondo. Cominciò così, per sfamare i cani affamati, a prestare della carne del suo gregge. Ogni volta che prestava un agnello macellato aveva stabilito che gli doveva tornare indietro un agnello e mezzo. Così continuò per molti anni.
Ogni tanto alcuni cani affamati cercavano di allevare degli agnelli per poter sopravvivere ma scoperti venivano soppressi istantaneamente attraverso suoi sicari. I più intellettuali dei cani obiettavano però che se l'intera totalità di agnelli era nella completa e assoluta disponibilità del Signor Aggio dove avrebbero potuto trovare l'agnello e mezzo da restituire. Qualcuno dei cani allora cominciò a pensare che essendo gli agnelli una fonte primaria per sopravvivere, non il Signor Aggio avrebbe dovuto avere la possibilità di allevare gli agnelli ma una comunità di cani, che chiamarono Stato, avrebbe dovuto distribuire gli agnelli alla bisogna.
Ci volle molto tempo, ma infine lo Stato ebbe la meglio. Così i cani ebbero la possibilità di sfamarsi non dovendo fare una vita da schiavi ma una vita dignitosa. Lo Stato, gestito da cani onesti che avevano a cuore, come è giusto, la vita degli altri cani, non attribuì più al Signor Aggio la possibilità di allevare agnelli e non permise a quest'ultimo di inserire degli infiltrati tra i cani. A questo punto accadde il miracolo, una cosa incredibile che nessuno aveva mai sperato accadesse. I cani divennero essere umani.
di Massimo Gradi


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