Droga, sesso, alcol, internet: ancora tabù tra genitori e figli

Martedì, 6 dicembre 2011 - 20:11:34

Generazioni a confronto: insegnare ai ragazzi, imparare dai ragazzi. Telefono Azzurro ed Eurispes presentano l'Indagine Conoscitiva sulla Condizione dell'Infanzia e dell'Adolescenza 2011. L'indagine di quest'anno è stata realizzata su un campione probabilistico a grappoli tenendo conto delle seguenti variabili: sesso, età, area geografica, tipologia di scuola e di istituto, classe frequentata. La rilevazione è stata realizzata somministrando un questionario semistrutturato ad alternative fisse predeterminate, composto da domande a risposta chiusa. Sono stati predisposti due modelli di questionario: uno destinato ai ragazzi e l'altro ai genitori. Il questionario ragazzi è stato somministrato ad alunni di età compresa tra i 12 ed i 18 anni, frequentanti la seconda e la terza classe della scuola secondaria di primo grado o una delle cinque classi della scuola secondaria di secondo grado. Il questionario genitori è stato costruito con l'obiettivo di analizzare opinioni e comportamenti dei genitori dei ragazzi intervistati. La rilevazione sul campo ha coinvolto 21 scuole di ogni ordine e grado. Sono stati analizzati 1.496 questionari per i ragazzi e 1.266 per i genitori.

ragazzi
"L'indagine di quest'anno costituisce un'assoluta novità nel panorama delle ricerche italiane - afferma il Prof. Ernesto Caffo, Presidente di SoS Il Telefono Azzurro Onlus - dal momento che abbiamo intervistato contemporaneamente sia un campione di adolescenti sia i loro genitori. Dal confronto tra questi due mondi sono emersi interessanti spunti di riflessione. In particolar modo, un visibile e progressivo distanziamento tra il mondo dei genitori e quello dei ragazzi che in alcuni casi sembra spingersi ben al di là del fisiologico distacco tipico dell'adolescenza. I temi più problematici e delicati, come la sessualità, la droga e internet, - continua il Professor Caffo - sembrano essere ai margini del dialogo genitori-figli. A fronte di nativi digitali che trascorrono su internet gran parte della loro giornata, abbiamo un 35% di genitori che ammette di sapere utilizzare internet "poco" o "per niente": come possiamo allora chiedere alle famiglie di capire cosa sia, ad esempio, il fenomeno del sexting - che si sta rapidamente diffondendo tra i nostri adolescenti - o di educare i propri figli a difendersi dai rischi della  rete? Dalla nostra indagine emerge che la genitorialità, posta di fronte ai tanti pericoli della società odierna, si manifesta per lo più in comportamenti di controllo e restrizione: è necessario, invece, aiutare la famiglia e la scuola a riconquistare la propria funzione educativa. Siamo certi che la sinergia tra la famiglia e la scuola, che a sua volta è chiamata ad importanti cambiamenti, e la maggiore partecipazione dei ragazzi consentiranno di individuare risposte nuove e più adeguate di quelle adottate fino ad oggi. Partecipazione non significa, però, parità tra ragazzi e adulti, né implica che gli adulti debbano abdicare al proprio ruolo. Imparare dai ragazzi per insegnare meglio ai ragazzi - conclude il Professor Caffo - è la sfida che attende gli adulti".

"All'interno della nostra società - dichiara il Prof. Gian Maria Fara, Presidente dell'Eurispes - agli adolescenti viene destinata un'attenzione discontinua e irregolare, che sembra concentrarsi sempre su un numero limitato di aspetti e alternare picchi di interesse (sulla scia di casi di cronaca o di mode passeggere) a lunghi intervalli di trascuratezza. Nelle riflessioni che li riguardano gli adolescenti appaiono per lo più intrappolati in luoghi comuni, in una serie di rappresentazioni e ritratti plastificati e rigidi, incapaci di restituire le innumerevoli sfumature e la complessità che caratterizzano questa fase evolutiva. Gli adolescenti quindi - prosegue il Presidente dell'Eurispes - rischiano di esistere per la società solo come caricature che riportano ed esasperano pochi tratti distintivi, generalmente quelli più evidenti e mediaticamente accattivanti. Difficile sentir parlare delle loro aspirazioni, delle speranze e dei sogni, trattati come limiti, anziché come risorse.

Spinti dal desiderio di condividere un'immagine reale dell'adolescenza, Eurispes e Telefono Azzurro, giunti al dodicesimo anno di collaborazione nell'analisi della realtà dei bambini e degli adolescenti del nostro Paese, si sono nuovamente posti il preciso obiettivo di delinearne un quadro più articolato e vivido, anche grazie all'ascolto, per la prima volta, dei genitori e al confronto tra questi ultimi e i propri figli. "I cambiamenti della società, spiega Fara, sembrano costituire fonte di confusione e di paura per i genitori, che non sempre dispongono degli strumenti per comprenderli appieno e per inserirli nel dialogo educativo. I genitori ammettono, infatti, di sentirsi affaticati per le difficoltà che l'esercizio della funzione educativa comporta in una società che è sempre più tecnologica, frenetica e frammentata. La gran parte di loro ritiene che oggi sia più difficile che in passato essere genitore, non solo perché la società contemporanea presenta più insidie, ma anche perché oggi le figure genitoriali scontano una perdita di autorità. L'indagine condotta quest'anno - conclude il Prof. Fara - offre interessanti stimoli per riflettere sull'adolescenza, sul senso educativo della scuola, sul ruolo, le competenze e le attuali difficoltà vissute dai genitori".
 

I FIGLI NEL 2011: PIÙ DELLA METÀ DEI RAGAZZI RITIENE I GENITORI FONTE DI PROTEZIONE E AIUTO E SI ASPETTA CHE I GENITORI SAPPIANO SEMPRE COSA FARE. ANCHE SE IL TEMPO QUOTIDIANO TRASCORSO CON I GENITORI, È ELEVATO, PIÙ DELLA METÀ DEI RAGAZZI AFFERMA DI NON PARLARE CON LORO DI ASPETTI DELLA PROPRIA VITA QUALI LA SESSUALITÀ, LE DROGHE E RISCHI DI INTERNET.

Dialogo: su tutto, ma non proprio. Più della metà dei ragazzi di età compresa tra i 12 e i 18 anni (57%) mette a conoscenza i genitori, se non proprio di tutto, almeno di buona parte di ciò che li riguarda, mentre un terzo (30,5%) non tace nulla alla famiglia. L'11,2% mette a conoscenza i genitori soltanto di una piccola parte di quello che succede loro e solo lo 0,8% afferma di non condividere nulla con i propri genitori. .
Le cose che non sanno di te. Sei ragazzi su dieci (60,4%),  preferiscono non affrontare argomenti che appartengono alla propria sfera privata, il 20,6% non parla di quegli aspetti che sa essere disapprovati dalla famiglia, il 3,3% lamenta un certo disinteresse da parte dei genitori, mentre l'1,2% sostiene che i genitori non hanno tempo a sufficienza da dedicare al dialogo.
Quanto tempo passano realmente i figli con mamme e papà? Il 72,2% dei ragazzi trascorre oltre 2 ore al giorno con i propri genitori, seguito dal 16% di quanti sostengono di passarne da 1 a 2 ore, mentre il 3% sta assieme ai propri genitori fino ad un'ora al giorno. Per il 6% dei ragazzi poter stare con i propri genitori è cosa rara, mentre una minoranza (1,9%) dichiara di evitare in tutti i modi di stare con la propria famiglia.
In famiglia si parla di… questioni pratiche o argomenti leggeri. L'argomento principale del dialogo tra le generazioni è la scuola (77,9%), seguito da salute (59,8%), sport e tempo libero (54,8%), amicizie (50,3%). Solo un adolescente su quattro parla spesso con i propri genitori di Internet e nuove tecnologie (25,2%) - nonostante gli innumerevoli rischi che la Rete presenta - di fatti di cronaca (24%) e della crisi economica (22,3%). Pochissimi ragazzi affrontano "spesso" con i genitori argomenti come l'amore e le relazioni sentimentali (17,5%), la politica (13,9%), l'ecologia (7,8%). Nonostante questi temi abbiano importanti implicazioni per l'età adolescenziale, infine, la maggior parte degli adolescenti non parla mai con i genitori di sessualità (61,6%) e di droghe (52,7%).
I genitori visti dai figli: un porto sicuro. Rispetto ai propri genitori e al rapporto con loro instaurato, la quasi totalità dei ragazzi avverte la possibilità di ricevere aiuto nel momento del bisogno o al presentarsi di un problema (94,5%), il senso di sicurezza (93,1%), la presenza dei genitori (84,3%) e la possibilità di eleggerli a modello di comportamento (76,1%). I ragazzi considerano i genitori una presenza stabile, ma non per questo permissiva (80,9%): il 62% dei ragazzi, infatti, ritiene i propri genitori severi.
Che cosa si aspettano dai genitori? Secondo i ragazzi, i genitori dovrebbero soprattutto sapere sempre cosa fare (82,1%), essere amici dei figli (70,5%), ricorrere alle punizioni quando i figli si comportano male (67,2%). I ragazzi si dividono sul fatto che i genitori possano dare uno schiaffo in determinate occasioni: lo trova plausibile il 54,6%, mentre il 43,5% è contrario.
Deludere i genitori, restare soli ed essere molestati o aggrediti: le paure dei ragazzi.  Le più grandi paure degli adolescenti sono quelle di deludere i genitori (20,6%), di restare soli (19,4%), di subire molestie e aggressioni da parte di adulti (10,6%). Il 9% dei ragazzi teme che i genitori si separino, l'8,2% di essere rapito, il 7,5% di essere coinvolto in calamità naturali.
"L'insostenibile leggerezza" degli interessi degli adolescenti. Ai primi posti della classifica degli interessi degli adolescenti si collocano la musica (interessa "molto" il 52,1% e "abbastanza" il 33,6%), lo sport (49,2% "molto"; 28,3% "abbastanza") e i viaggi (46,7% "molto"; 29,7% "abbastanza"). Anche il cinema è amato dai ragazzi (24,5% "molto"; 41,4% "abbastanza"). Scarsissima l'attenzione per la politica: il 79,3% dichiara di esservi "per niente" (42,3%) o "poco"(37%) interessato. Allo stesso modo l'economia ha poco appeal sui giovani: il 34,3% dichiara di non essere per niente interessato e il 43,5% di esserlo poco, per un totale del 77,8%. L'altro settore di scarso coinvolgimento è quello del volontariato: il 37,1% si dichiara "per niente interessato" e il 37,5% "poco" (complessivamente il 74,6%).

I GENITORI NEL 2011: SI AUTODEFINISCONO AFFETTUOSI MA SEVERI E AMMETTONO DI INCONTRARE DELLE DIFFICOLTÀ NEL RAPPORTO CON I FIGLI.  TEMONO DI NON RIUSCIRE A COMPRENDERE I RAGAZZI E LE LORO ESIGENZE, CHE I FIGLI SUBISCANO AGGRESSIONI E MOLESTIE, CHE SIANO INFELICI O SI AMMALINO. RISPETTO AL PASSATO DENUNCIANO UNA PERDITA DI AUTOREVOLEZZA IN UNA SOCIETÀ SEMPRE PIÙ INSIDIOSA PER I, GIOVANI, PERCEPITI FRAGILI E "MAMMONI". NEL COMPITO EDUCATIVO E NEL SUPPORTO MATERIALE ALLE FAMIGLIE, È FONDAMENTALE IL SUPPORTO CHE I GENITORI SENTONO DI RICEVERE DAI NONNI.

Genitori in ansia: il 53,8% teme per i propri figli aggressioni e molestie, infelicità e malattie. La paura più grande dei genitori del Terzo millennio rispetto ai figli è rappresentata dal pericolo di aggressioni e molestie (20,2%). A fronte della diffusione di questi reati, che sempre più avvengono attraverso la Rete, sorprende che solo lo 0,6% dei genitori sia consapevole dei rischi che i propri figli corrono navigando in Rete, rispetto ad eventuali incontri con malintenzionati e pedofili (0,6%). Altro grande cruccio dei genitori è la felicità dei figli: a temere che essa possa non essere conquistata è il 18,8%. A seguire, la paura che i figli si ammalino (14,8%), che facciano uso di sostanze stupefacenti (12%), che siano vittime di un incidente (9,8%), che frequentino cattive compagnie (5,9%), che incontrino difficoltà nel trovare un lavoro (5,9%), che vengano rapiti (3,5%), che non riescano a portare a compimento gli studi (1,5%), che non abbiano successo nella vita (1,3%).
Oltre la metà dei genitori, nel crescere i ragazzi, teme di non saperli comprendere e difendere da "cattive compagnie". Un quarto dei genitori (25,1%) teme di "non riuscire a comprendere le esigenze ed i problemi di mio figlio". Altri timori sono rappresentati dalle cattive compagnie o brutte situazioni (21,4%) e da un sentimento di inadeguatezza nel preparare i ragazzi a fronteggiare avversità e insidie tipiche dell'età adulta (17,3%). Seguono altre preoccupazioni: non saper aiutare i figli nella ricerca della serenità (8,3%), non essere abbastanza presenti (7,4%), non riuscire a garantire loro il benessere economico (5,9%), non riuscire ad essere una guida (5,4%) e non poter assicurare loro una famiglia unita (1,4%).
Il dialogo genitori-figli visto con gli occhi dei genitori, convinti di affrontare anche argomenti impegnati. Secondo i genitori, gli argomenti maggiormente affrontati con i figli sono: scuola (88%), amicizia (72,1%) e salute (60,1%), seguiti da sport e tempo libero (47%), eventi di cronaca (35,2%), crisi economica (33,2%) e droga (33,1%), Internet e nuove tecnologie (29,6%), ecologia (26,7%). Tra i principali argomenti che i genitori dicono di non affrontare mai con i figli troviamo, nell'ordine: la politica (42,5%), la sessualità (28,8%) e le relazioni amorose (20,3%).
Che cosa e quanto sanno i genitori dei loro figli? I due terzi dei genitori italiani (62,8%) sostengono di essere a conoscenza di buona parte di ciò che riguarda i propri figli, seguiti dal 28,4% che sostiene di sapere tutto ciò che fa parte della vita dei figli. Solo il 7,4% dei genitori ritiene di conoscerne solo una piccola parte: per rispettare il bisogno di privacy dei figli (52,9%), per non contraddirli (21,1%), perché non glielo chiedono (6,5%) o perché non ha abbastanza tempo da dedicare loro (2,6%).
Si autodefiniscono affettuosi ma severi e ammettono di incontrare difficoltà educative. Mamme e papà affermano di dimostrare il loro affetto con esternazioni frequenti (35,5%), ma al tempo stesso di essere severi (30,7%). Sul versante opposto, un numero indicativo di genitori dichiara di viziare i propri figli (14,5%), ammette di non sapere come insegnare loro la disciplina (13,4%) o di non riuscire a capire come comportarsi (11,9%), mentre il 7% non riesce a farsi rispettare.
Tra le funzioni del ruolo genitoriale, gli adulti  ritengono che un genitore dovrebbe: ricorrere alle punizioni se il figlio si comporta male (81,3%), dare uno schiaffo qualora la situazione lo richieda (70,6%), sapere sempre cosa fare (69%). Oltre la metà dal campione (58,7%), ritiene che un genitore dovrebbe essere "amico" dei propri figli.
Essere genitori oggi: più insidie nella società e perdita di autorevolezza. Secondo l'81,6% degli intervistati essere genitore oggi è più difficile rispetto al passato: per il 56,9% dei padri e delle madri ciò è attribuibile alle maggiori insidie della società contemporanea; per il 21,1% alla perdita di autorità dei genitori e per il 3,6% alla solitudine dei genitori nello svolgimento del compito educativo.
I figli secondo i genitori: hanno più opportunità, sono aperti al dialogo, ma sono anche più fragili. Secondo i genitori, i ragazzi oggi hanno più stimoli ed opportunità (81,8%), parlano di più con i genitori (71,9%) ma sono sostanzialmente più fragili (62%). Al tempo stesso sembrano essere meno rispettosi dei genitori (56,6%) - arrivando in alcuni casi ad avere comportamenti violenti in famiglia (36,1%) - anche se poi, di fatto, fanno fatica a tagliare il cordone ombelicale che li lega al nucleo familiare (44,5%). Infine, se il 32,9% dei genitori ritiene i figli "eterni bambini", un altro 39,7% li definisce più maturi e consapevoli. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, a lamentarsi della mancanza di rispetto sono soprattutto i genitori delle ragazze (58,8%) (contro il 50,7% dei genitori dei ragazzi). Le adolescenti sembrano essere anche più fragili dei ragazzi (63,4% vs 58,5%).
Il supporto più importante per i genitori: la famiglia d'origine. Destreggiarsi tra lavoro, casa, scuola, interessi, amici non è semplice: per questo quasi la metà dei genitori (47,7%) ricorre al supporto delle famiglie di origine, anche se il 34,3% dichiara di farcela con le proprie forze. Il 64,8% dei genitori dichiara che i nonni sono impegnati qualche volta (43,5%), spesso (16,1%) e sempre (5,2%) a tenere compagnia ai ragazzi e nel 30,7% dei casi ad accompagnarli a scuola. Un genitore su due, il 49,6%, si fa aiutare dai nonni anche per la preparazione dei pasti (30,1% qualche volta; 12,3% spesso; 7,2% sempre). L'aiuto è invece minore per quanto riguarda il fare la spesa (nel complesso il 20%) e le pulizie domestiche (17%). Ma il tipo di aiuto ricevuto è anche economico: includendo anche i casi di aiuto sporadico, questa circostanza arriva infatti a coinvolgere il 35,2% del campione. Il 7,6% viene aiutato dal sistema scolastico, il 3,4% dagli amici o da  una baby-sitter o dai servizi privati di doposcuola (2%).

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