In Veneto la crisi non colpisce le badanti straniere
La crisi economica non guarda in faccia nessuno, ma è più dura con gli immigrati, almeno in Veneto. Il “Rapporto 2011 sull’immigrazione straniera in Veneto”, elaborato dall’Osservatorio regionale non lascia dubbi: gli stranieri dal 2008 hanno perso circa il 5% dei posti di lavoro dipendente, contro il 3% degli italiani. Nonostante questo, gli occupati nel 2010 erano 230 mila (11%). Il maggior calo di occupati stranieri si spiega con la loro maggiore presenza nei settori più colpiti dalla crisi, come manifatturiero e costruzioni. Inoltre, sono la parte più mobile dell’offerta di lavoro, essendo destinatari di circa il 30% delle assunzioni con contratto di lavoro di somministrazione. “Come e più che per gli italiani i lavoratori stranieri sono stati coinvolti nell’espansione delle forme di impiego ai margini del lavoro dipendente” si spiega nel rapporto. Nel 2010 a loro è stato destinato il 13% di contratti di lavoro parasubordinato e il 21% delle assunzioni con contratto di lavoro a chiamata. In tempi di crisi, un’incidenza notevole di stranieri si trova anche nell’accesso agli ammortizzatori sociali: nel 2010 era di origine straniera il 17% dei cassaintegrati e oltre il 20% degli iscritti nelle liste di mobilità. Infine, l’incidenza degli stranieri tra i disoccupati è particolarmente elevata: oltre il 20% nel 2010 e il 27% nel 2009.
Per approfondire le ripercussioni della crisi sui progetti migratori è stata realizzata un’indagine specifica prendendo in considerazione due gruppi di stranieri. “La situazione emersa si presenta più fluida di quanto atteso – si anticipa nel rapporto, che presenta i dati in anteprima –: gran parte dei migranti disponibili ha ritrovato lavoro o comunque ha lavorato nel corso del periodo analizzato, pur scontando una notevole instabilità occupazionale”. Inoltre, i ritorni definitivi nei paesi d’origine sono stati esigui: nel 2010 solo 200 immigrati, di 14 nazionalità diverse, hanno contattato gli sportelli regionali per valutare un progetto di rientro. “Le strategie messe in campo indicano la solidità del progetto migratorio” è la conclusione.
In questo quadro di lavoro precario c’è una voce in controtendenza. Resta forte, infatti, la richiesta di lavoratori nel settore della cura domestica e dell’assistenza presso le famiglie. Nel 2008 (dati Inps) nel lavoro domestico in Veneto sono stati impiegati oltre 43 mila stranieri (su un totale di 53 mila). Nel biennio 2009-2010 i nuovi rapporti di lavoro attivati, anche a seguito del procedimento di emersione del 2009, sono stati circa 63mila (40mila nel 2009 e 23mila nel 2010). A fine 2010 il numero di assistenti familiari stranieri ha toccato le 60 mila unità. Si tratta in larga parte di donne, dai 31 ai 50 anni, provenienti soprattutto da Romania, Moldova e Ucraina.



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