Aziende in crisi, boom di imprenditori suicidi. E' allarme nel Nord Est

LA STORIA/1
A Padova un imprenditore edile si è suicidato sparandosi in testa. All'origine del gesto la pesante situazione debitoria della sua azienda. Giovanni Schiavon era titolare della Eurostrade 90 Snc, azienda di Peraga di Vigonza. Prima di puntarsi la pistola alla testa avrebbe scritto un breve biglietto di spiegazioni alla famiglia che si conclude con la frase: "Scusate, non ce la faccio più". La società si trovava, a quanto risulta dalle prime indagini condotte dai carabinieri che si occupano del suicidio, in una situazione debitoria dovuta principalmente a ritardi nel pagamento di lavori realizzati nel settore pubblico il cui saldo dilazionato aveva messo in difficoltà la ditta.
Era sommerso dai debiti ma da mesi avrebbe cercato inutilmente di riscuotere crediti pare per 200mila euro che vantava e che sperava potessero risollevare le sorti della sua azienda. In questo periodo, le banche gli avrebbero anche chiesto di rientrare dalle linee di finanziamento aperte e, di mese in mese, avrebbe visto slittare in avanti la date dei pagamenti dei lavori fatti anche a favore di Enti locali.
La situazione non più florida dell'azienda aveva portato il titolare a licenziare alcuni dipendenti, poi la tragica decisione dovuta alla depressione per l'azienda in difficoltà sempre più pesanti. Aveva dovuto mettere in cassa integrazione sette dipendenti. Terminate le ultime commesse, sarebbe stato un Natale di cassa integrazione anche per gli altri, con i soldi in cassa per pagare stipendi e tredicesime ridotti al lumicino.
Troppo lo stress e il malessere per un imprenditore conosciuto nella zona per la sua serietà e professionalità. L'uomo si è chiuso nel suo ufficio e ha premuto il grilletto. Il corpo senza vita è stato trovato da un dipendente. Inutili i soccorsi.
LA STORIA/2
A Spresiano, in provincia di Treviso, lungo la linea ferroviaria Venezia-Conegliano, un'imprenditrice di 43 anni si è tolta la vita gettandosi sotto un treno dopo aver portato i figli a scuola. Si chiamava Giusy Samogin, aveva un'attività di ristorazione ma era strozzata dai debiti.
La donna, separata, ha prima accompagnato a scuola i tre figli, due maschi e una femmina prima di recarsi alla stazione di Spresiano per togliersi la vita. Un gesto di disperazione dettato dalla crisi della sua attività. I debiti erano sempre più pressanti e devono esserele sembrati insormontabili: negli ultimi tempi la grave situazione economica l'aveva costretta a chiudere per due volte la sua attività.
In una lettera lasciata ai suoi familiari ha spiegato il motivo del suo gesto. "Dimenticatemi, dite che sono andata via": con queste parole ha detto addio ai parenti e agli amici.
L'INTEVISTA DI AFFARITALIANI.IT AL PRESIDENTE DELL'ANCE ANDREA MARANI
"Siamo in crisi molto avanzata, il governo non sta creando condizioni di sviluppo. Siamo stretti sia a livello burocratico che creditizio. Quest'anno abbiamo perso il 30% del lavoro, così come accaduto nel 2010. Su 20mila imprese, sia familiari che di capitale, il 90% è in crisi".
"Sono aumentati i crediti - continua Marani - e dalle istituzioni i soldi arrivano alle imprese anche a distanza di 18-24 mesi. E il panico da crisi ha portato tanti imprenditori a suicidarsi: lo scorso anno ci sono stati 20-25 casi. Per dare un sostegno psicologico abbiamo quindi pensato di rivolgerci allo psichiatra Vittorino Andreoli".
Il primo incontro ha avuto successo: è stato molto apprezzato dagli imprenditori. "Oggi fare un'impresa è da 'matti' - aggiunge Marani -. Per questo il sostegno psicologico è fondamentale. Lo psichiatra Andreoli ha avuto per gli imprenditori parole di incoraggiamento, li ha spronati a non demordere. Continueremo su questa strada: di sicuro organizzeremo un altro incontro entro la fine dell'anno".
Oltre al sostegno psicologico l'Ance fornisce anche supporto operativo. "Noi seguiamo gli imprenditori per esempio quando si devono presentare alle banche - conclude Marani -. E proprio con le banche stiamo firmando accordi affinché sia dato sostegno economico all'imprenditoria. Al governo chiediamo meno burocrazia e leggi più snelle, il resto lo facciamo noi".


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