Disabili, il governo promette più servizi

Mercoledì, 10 novembre 2010 - 15:23:00
Disabili, le associazioni: “Sul lavoro considerati ancora un peso”

Un impegno concreto del ministro Sacconi per far approvare anche per quest’anno il Fondo per la non autosufficienza. Lo ha annunciato Lorenzo Malagola, capo segreteria tecnica del ministro del Lavoro Maurizio Sacconi, intervenendo a Roma al Fand day .“Siamo reduci da un anno di lavoro comune per l’integrazione dei servizi socio-assistenziali con l’obiettivo di avvicinare i servizi alle persone- ha detto- In queste ore stiamo portando a termine gli emendamenti correttivi alla  Finanziaria per il reintegro del Fondo sulla non autosufficienza, che deve essere istituito anno per anno. L’ impegno del ministro è di fare una fare battaglia su questo”. Malagola ha anche annunciato l’imminente convocazione dell’Osservatorio sulla disabilità. “Per il 2 dicembre – afferma-convocheremo l’osservatorio sulla disabilità, che vorremmo istituzionalizzare intorno al 3 dicembre, perché diventi un luogo di dialogo e di confronto sulle proposte che vengono dal mondo disabilità”.

Alla giornata è intervenuto anche il sottosegretario alla Salute Francesca Martini. “Le diverse peculiarità della disabilità pongono problemi diversi su cui bisogna trovare una sintesi di intenti e obiettivi. Oggi il mondo della disabilità si è dato una strategia, un’idea e alcuni punti su cui trattare, lottare e impostare un futuro che è anche quello dei più piccoli che nascono con la disabilità- ha detto-. Non possiamo mai permettere, però,  che vengano confuse la disabilità e le provvidenze della disabilità con gli ammortizzatori sociali, perché vorrebbe dire distruggere 50 anni di lotte: questo è il più grosso torto che potremmo fare a chi vive una condizione di disabilità”.

Il sottosegretario nel suo intervento si è soffermata  sul discorso dei controlli dell’Inps sulle verifiche dei cosiddetti “falsi invalidi”. “In passato si sono fatti molti errori, i controlli sono stati scelti con il computer senza individualizzare tipologia controllo e senza una valutazione sui profili di incertezze- ha detto-. Non si possono fare controlli a persone con patologie conclamate e gravi, creando nuovi traumi”. Altro tema affrontato è stato quello relativo al servizio civile nazionale. “ Due colleghi senatori hanno ritirato la firma dal disegno legge sul servizio civile, per questioni che sono nella sostanza condivisibili, cioè per una disparità territoriale dell’utilizzo del personale- ha detto-. Così infatti un’associazione avrebbe la  possibilità di utilizzare il  7, 4% al nord, il 25% centro e 65% sud. E non credo che ci sia una concentrazione di disabili solo al sud. Noi chiediamo il 20% di personale in tutte le regioni: bisogna regionalizzare il 20% per garantire che quel 20% vada a supporto delle persone in difficoltà di quelle regioni”.

Secondo Martini è inoltre necessaria una fotografia sulla non autosufficienza per intervenire sul problema. “Se il popolo italiano ha una sostanziale longevità lo dobbiamo a un’universalità del servizio sanitario nazionale che pone al centro persona. L’incidenza delle pensione invalidità in alcune zone però deve fare pensare”.  Altro dato centrale è lo  stato gravità di chi ha un’ invalidità del 100%. “Se è vero che il servizio nazionale  deve garantire prestazione a tutti i cittadini in base art. 32 costituzione è anche vero che metà del paese è attanagliato da un deficit di miliardi di euro- ha aggiunto-. L’impegno del governo è recuperare il deficit di questi territori all’equilibrio del bilancio. Cosa che stiamo facendo in tempi brevi nel rispetto cittadini” .

Infine il sottosegretario si è soffermato sulla disparità di trattamento a livello regionale. “Un servizio sanitari nazionale ancora attraversato dai cosiddetti viaggi della speranza non adempie perfettamente alle proprie funzioni- sottolinea- Le associazioni che sono oggi qui riunite svolgono un ruolo di sussiedarietà fortissima nei confronti stato.  E’ possibile anche nell’ultima parte vita si acquisisca una disabilità per motivi di invecchiamento, ma alla fine chi tende la mano sono sempre le associazioni, non i servizi pubblici che hanno persone che non vivono direttamente le questioni. Questo ruolo va riconosciuto”. Martini ha poi ribadito la necessità di un tavolo sull’ accessibilità in particolare per i medici di famiglia che non sempre hanno studi accessibili, così come i ginecologi. “La cultura del paese su questi temi è ancora indietro”.

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