Cinque per mille/ Actionaid: “Il governo lo trasformi in strumento stabile di programmazione”
“Nonostante ogni anno la conferma del cinque per mille sia legata a provvedimenti ‘last minute’ e il tetto imposto sia in contraddizione palese con i principi di sussidiarietà fiscale, le scelte dei cittadini dimostrano che gli italiani ritengono essenziale investire nel terzo settore”. E’ quanto afferma Marco De Ponte, segretario generale di ActionAid, commentando la classifica pubblicata dall’Agenzia delle Entrate delle Onlus che hanno ottenuto il contributo del 5 per mille per l’anno 2009.
“Il governo si impegni a rendere il 5 per mille un meccanismo su cui le organizzazioni del terzo settore possano contare per una programmazione di lungo periodo, definendo con il dovuto anticipo gli investimenti che ciascuna intende fare per promuovere questo elemento di democrazia fiscale, cui altri paesi guardano con molto interesse - continua De Ponte -. In tal modo sarà possibile garantire il regolare ed efficace svolgimento delle loro attività, tutelando non solo l’operato dei lavoratori di tale settore, ma anche i diritti delle persone che di quelle stesse attività beneficiano”.
Conclude De Ponte: “Questo strumento non deve essere utilizzato dal governo per coprire mancanze nel trasferimento di risorse come avvenuto quest’anno con una allocazione alla Sla fatta a dispetto delle scelte dei cittadini, ma va invece valorizzato come ‘best practice’ a cui per esempio guardano con interesse le altre sedi di ActionAid in tutta Europa, dove sono allo studio meccanismi simili. L’importanza conferita dai cittadini al 5 per mille dev’essere rispettata e valorizzata lasciando libero il contribuente di decidere dove destinare la sua donazione”.



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