Tutti con i fiocchi rossi contro l'Aids

Mercoledì, 1 dicembre 2010 - 11:59:00

aids

Secondo le Nazioni Unite il 2010 sarebbe dovuto essere l'anno del raggiungimento dell'accesso universale alle cure per HIV/AIDS.
In realta', ricorda Actionaid nella Giornata mondiale per la lotta alla pandemia, le persone sottoposte ai trattamenti anti-retrovirali sono solo un terzo di quante ne avrebbero urgentemente bisogno. La denuncia e' contenuta nel rapporto 'Ogni promessa e' debito: l'Italia e la lotta all'AIDS', che analizza il ruolo dell'Italia nella lotta all'Aids rispetto a due elementi fondamentali: le risorse e il rafforzamento dei sistemi sanitari. "Cinque milioni di persone sono state sottoposte al trattamento anti-retrovirale, una crescita di 12 volte negli ultimi 5 anni. Ma non dobbiamo farci ingannare", ha sottolineato Marco Simonelli, curatore del rapporto, "sebbene le risorse impegnate dalla comunita' internazionale dei donatori siano raddoppiate negli ultimi 4 anni, rimane ancora elevata la distanza tra le risorse disponibili e quelle necessarie per combattere la pandemia.  insomma, si fa ancora poco.

Nel corso del 2010, inoltre, lo sforzo fatto per aumentare le risorse si e' interrotto a causa della crisi economica globale". Per Actionaid oltre a incrementare le risorse e' necessario investire nella qualita' degli aiuti passando "da un approccio 'verticale', volto a contrastare la fase di emergenza della pandemia, a uno trasversale costituito da interventi per rafforzare i sistemi sanitari nel loro complesso".

Nell'ultimo decennio, ha ricordato Simonelli, l'Italia ha contribuito alla lotta all'Aids per l'80% attraverso il Fondo Globale per la lotta contro l'HIV/AIDS, la tubercolosi e la malaria e per il restante 20% attraverso accordi bilaterali con i singoli Paesi beneficiari. "Ma negli ultimi due anni il nostro paese e' l'unico tra i donatori a non aver versato le proprie quote al Fondo, cioe' circa 130 milioni di euro all'anno", ha ammonito l'esperto, "sommate al contributo straordinario di 30 milioni di dollari promesso durante il G8 dell'Aquila dal Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, l'ammanco italiano sale a circa 280 milioni di euro. Un ritardo aggravato dall'imbarazzante assenza del nostro governo alla Conferenza di Rifinanziamento del Fondo Globale stesso".
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