Ebrei, dissidenti politici, rom, gay, disabili. Shoah, un giorno per non dimenticare
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L'olocausto dimenticato: una mostra ricorda lo sterminio dei disabili |
E' il Giorno della memoria, in ricordo del 27 gennaio del '45 quando furono aperti i cancelli di Auschwitz. Una giornata per non dimenticare tutte le vittime dell'Olocausto. E la Shoah ci ricorda che anche oggi bisogna vigilare contro i pericoli dell'intolleranza.
NAVI PILLAY, L'OLOCAUSTO CI RICORDA L'INSIDIA DELL'EMARGINAZIONE - "Gli orrori della Shoah, perpetrati con tanta sistematica crudelta' su una popolazione di grandi dimensioni per cosi' tanti anni, rimangono oggi come sempre dolorosi da comprendere". E' quanto ha affermato Navi Pillay, Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, (Unhcr) in un comunicato stampa diffuso in occasione della 66esima Giornata della memoria . "Questo e' un giorno della memoria - ha spiegato - per quei milioni di ebrei, uomini, donne e bambini, cosi' come per migliaia di altre vittime, compresi i Rom, gli slavi, i disabili, gli omosessuali, i testimoni di Geova, i comunisti e gli altri dissidenti politici la cui vita fu brutalmente troncata dall'ideologia dell'odio dei nazisti e dei loro alleati". "L'Olocausto - ha ribadito - deve servire a ricordare i pericoli dell'emarginazione di particolari gruppi nella societa'. Dovrebbe ricordarci che le parole d'odio hanno la capacita' di tradursi in azioni d'odio, e la minaccia del genocidio (espressione ultima e piu' terribile d'intolleranza, di xenofobia e razzismo) rimane".
"Questa giornata - si legge ancora nel documento - ci ricorda ogni anno che si deve agire con maggiore risolutezza contro i primi segnali che presagiscono lo sviluppo di un clima favorevole al genocidio". "In questo giorno, - ha sottolineato la Pillay - ricordiamoci quello che e' successo in Europa negli anni '30 e '40, riflettiamo sul perche' cio' e' accaduto, vigiliamo e blocchiamo la discriminazione sul nascere, prima che i suoi insidiosi semi si sviluppino in terribili crimini come il genocidio, i crimini contro l'umanita', i crimini di guerra e la pulizia etnica"."Anche se non potremo mai compensare l'Olocausto, o fare giustizia per i suoi milioni di vittime e per i loro discendenti, potremo almeno - ha concluso l'Alto Commissario dell'Unhcr - assicurare, ricordando la loro sofferenza, di essere in grado di attenuare la sofferenza degli altri, oggi e in futuro ".
BAN KI-MOON, DEDICATA ALLE DONNE LA GIORNATA DELLA MEMORIA - Un omaggio alle donne che hanno sofferto durante l'Olocausto, "madri e figlie, nonne e sorelle che hanno visto la loro vita cambiare irrevocabilmente, le loro famiglie separate e le loro tradizioni in frantumi". E' quello lanciato dal segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, per la Giornata internazionale della Commemorazione in memoria delle vittime dell'Olocausto, che si celebra il 27 gennaio. Le donne, scrive Ban nel messaggio per la Giornata, "nonostante orrendi atti di discriminazione, privazione e crudelta' hanno sempre trovato il modo di combattere contro i loro persecutori. Hanno preso parte alla resistenza, hanno messo in salvo coloro che erano in pericolo, hanno contrabbandato cibo nei ghetti e compiuto strazianti sacrifici per mantenere i loro figli vivi. Il loro coraggio continua a ispirare". In questa Giornata della Memoria dell'Olocausto "onoriamo queste donne e la loro eredita'. Impegniamoci a creare un mondo in cui tali atrocita' non possano piu' ripetersi. Siamo tutti consapevoli del fatto che tale futuro debba ancora arrivare". E ha spiegato: "Ovunque nel nostro mondo le donne e le bambine continuano a subire violenze, abusi e discriminazioni. Le Nazioni Unite sono totalmente impegnate a promuovere e tutelare i loro diritti umani fondamentali. Mediante l'emancipazione femminile miglioreremo tutta la societa'. Le famiglie non dovranno mai piu' sopportare quel tipo di male sperimentato durante l'Olocausto. Solo lavorando insieme potremo prevenire il genocidio e porre fine all'impunita'. Educando le nuove generazioni circa questo terribile episodio della nostra storia, possiamo contribuire a sostenere la dignita' umana per tutti".
ALFANO, GRUPPO TECNICO PER NORMA SU REATO NEGAZIONISMO - Il governo si impegna a "costituire un gruppo tecnico di lavoro per valutare la scrittura di una norma che affermi il reato di negazionismo". E' quanto ha annunciato il ministro della giustizia Angelino Alfano, intervenendo pochi giorni fa al convegno dell'Associazione di cultura ebraica Hans Jonas su ''Shoah e sua negazione'. Alfano ha invitato i rappresentanti delle comunita' ebraiche presenti al convegno a partecipare attivamente al tavolo tecnico che il ministero ha intenzione di realizzare per mettere a punto la norma che definira' un reato il negazionismo della Shoah. "La memoria e la sua tutela fanno parte della stessa essenza delle nostre democrazia - ha detto il Guardasigilli -. Difendere la memoria e' un dovere perche' negare quel che e' accaduto e' come uccidere le vittime di quella tragedia per una seconda volta". Per questo motivo, secondo Alfano, e' possibile superare le perplessita' di coloro che ritengono che il reato di negazionismo, in quanto reato d'opinione, sia difficilmente tipicizzabile: "Negare la Shoah non e' un'opinione, ma e' una operazione che si colloca all'opposto dei valori delle nostre democrazie e che puo' essere quindi regolata con il diritto". Per questo, ha concluso, il governo si impegna fin da subito a realizzare un gruppo tecnico di lavoro "per valutare tecnicamente la scrittura materiale di una norma che affermi il reato di negazionismo". Contrario alla proposta di Alfano il leader dell'Udc ed ex presidente della Camera, Pier Ferdinando Casini, secondo cui "e' sul piano dei valori che il negazionismo va combattuto". Casini ha citato l'esempio di Internet, sostenendo che "per il solo fatto che c'e' chi usa quello strumento per diffondere idee raccapriccianti non si puo' oscurare o chiudere tutta la rete. E' per questo - ha concluso - che e' affermando i nostri valori sul piano culturale che l'aberrazione del negazionismo puo' essere combattuta".
NAPOLITANO, RADICI DELLA SHOAH NEL POPULISMO E NELL'INTOLLERANZA - "Il primo germe distruttivo, il primo seme avvelenato" dell'aberrazione che porta a tragedie comela Shoah "fu ed e' quello dell'intolleranza, del nazionalismo e del populismo che si traducono in demonizzazione e odio del diverso e dello straniero". Quindi "attenzione, vigilanza" anche "nei paesi che si sono dati costituzioni democratiche". Lo ha detto Giorgio Napolitano ricordando la Shoah. Di fronte ad ogni manifestazione del genere, ha messo in guardia il Capo dello Stato nel corso di una cerimonia che s e' tenuta al Quirinale questa mattina, ci vogliono "pronte reazioni, ovunque questo germe si manifesti ed in qualsiasi forma". Non basta, infatti, vivere in retti da "dichiarazioni di principi democratici". "I principi", ha ribadito Napolitano, "devoo farsi vivere, debbono sempre richiamarsi perche' siano pienamente rispettati". A riguardo Napolitano ha anche voluto ricordare l'impegno "che non si puo' mai apprezzare abbastanza" del ministero dell'Istruzione per "lo studio e l'approfondimento della mostruosa vicenda della Shoah". Questo perche' "conta sapere e ricordare non solo cosa accadde, ma come ci si arrivo'".



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