Diritti umani/ Infinito edizioni celebra la giornata mondiale con il libro "La bicicletta che salverà il mondo"
La Giornata Mondiale dei Diritti Umani è una celebrazione festeggiata in tutto il mondo il 10 dicembre di tutti gli anni, a partire dal 1950. È stata scelta questa data per ricordare la proclamazione da parte dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite della Dichiarazione universale dei diritti umani, il 10 dicembre 1948.
La Giornata Mondiale dei Diritti Umani è un evento molto importante per le Nazioni Unite, che la celebrano con conferenze di alto profilo politico ed eventi culturali come mostre o concerti riguardanti l'argomento dei diritti umani.
Inoltre, in questa giornata vengono tradizionalmente attribuiti i due più importanti riconoscimenti in materia, ovvero il quinquennale Premio delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, assegnato a New York, ed il Premio Nobel per la pace ad Oslo; oltre a questi premi, molte altre organizzazioni internazionali, non governative, civili e umanitarie su tutto il pianeta scelgono questa giornata per eventi significativi.

"La fame, dramma di cui parla questo libro, personalmente non l’ho mai patita. Ma la mia famiglia era molto numerosa e, per aiutare a sostenerla, a tredici anni ho dovuto abbandonare la scuola e andare a lavorare nei campi. Lavorare sin da piccoli non ha però impedito a me e ai miei fratelli di coltivare la passione della bicicletta: tre di loro, oltre al sottoscritto sono diventati ciclisti professionisti. Io ho cominciato a correre relativamente tardi, a diciotto anni. Pedalare, oltre a un divertimento, è diventato presto anche un lavoro e poi una possibilità di crescita e successo.
La mia attività sportiva mi ha permesso di visitare molti Paesi, anche quelli dove la povertà estrema era sotto gli occhi di tutti. Come nel Venezuela, dove ho vinto il mondiale su strada di San Cristobal, nel 1977. O come in Messico, dove ho passato diverso tempo quando ho realizzato il record dell’ora. Era il 1984 e sulla pista ho usato una bici modernissima, che sembrava arrivare dal futuro. La chiamavamo “la speciale”, e pesava solo sette chili e mezzo. Oggi è possibile trovare in commercio biciclette che pesano sei chili, frutto di una tecnologia avanzatissima messa a disposizione degli appassionati e non solo dei corridori professionisti. Questo è solo un piccolo esempio del grande progresso che, in poco meno di trent’anni, l’umanità ha saputo realizzare.
Eppure, nello stesso arco di tempo, non siamo stati capaci di cancellare la fame dalla faccia della terra. Al contrario, il numero di persone che la patisce ha continuato ad aumentare. A questa situazione non ci si deve rassegnare: la miseria e la povertà, oggi più che mai, possono essere cancellate. Fare questo è responsabilità prima di tutto dei governi e delle più importanti istituzioni mondiali. Ma anche noi semplici cittadini dobbiamo fare la nostra parte. Ed è bello sapere che, come raccontano le storie che state per leggere, anche la nostra amata bicicletta può essere un formidabile strumento contro la fame".


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