Manovra/ "Social card finanziata con il gioco d'azzardo"

Martedì, 12 luglio 2011 - 15:44:00

Nel Decreto legge n.98 del 6 luglio 2011 (Disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria), all’articolo 24 si trovano ben 42 commi che promuovono nuove regolamentazioni per i giochi e l’introduzione di nuove proposte di gioco d’azzardo. “Purtroppo – afferma Matteo Iori, presidente del Conagga, il Coordinamento nazionale Gruppi per giocatori d’azzardo - scorrendo il decreto si nota che per l’ennesima volta al Governo interessa solo fare cassa senza preoccuparsi di coloro che, grazie alla costante promozione di nuovi giochi d’azzardo, cadono in forme di dipendenza deleterie per loro e per tutto il loro contesto famigliare”.
 
MINORI - Conagga entra nello specifico: “Al comma 20 si ribadisce quanto già dichiarato nella Legge di Stabilità del 7 dicembre 2010 dove, all’articolo 78, comma f, già si sottolineava il divieto chiaro ed esplicito per i minori per tutti i giochi d’azzardo e si istituivano delle sanzioni per gli esercenti che non facevano rispettare questo divieto.  Per lo meno nell’attuale decreto (comma 21) vengono di nuovo alzate le sanzioni per i titolari dell’esercizio commerciale che consentono il gioco ai minori, sanzioni che erano state ridotte nell’art. 70 del precedente decreto di dicembre 2010”.

LUDOPATIA - “All’articolo 23 trova di nuovo spazio un ragionamento sui ‘fenomeni di ludopatia’; cosa già emersa nel precedente decreto di dicembre 2010, nell’articolo 79, dove il Governo impegnava il Ministero dell'economia e delle finanze e l’Aams ad adottare entro 60 giorni, insieme al Ministero della Salute e alla Conferenza Stato Regioni, linee d’azione per la prevenzione, il contrasto e il recupero dei fenomeni di ludopatia. Purtroppo in questo articolo, nonostante siano passati 7 mesi dal formale impegno precedente, l’unica attività che si propone per la tutela del giocatore e per ‘il contrasto ai fenomeni di ludopatia’ è quella di ‘avviare procedure di analisi e verifica dei comportamenti di gioco volti a introdurre misure di prevenzione’. Di fatto non si indica nessuna cifra stanziata ad hoc e si decide di analizzare ancora il gioco per riflettere su eventuali attività di prevenzione. Come se non fosse ormai chiaro che sarebbe già ampiamente ora di mettere in pratica attività di prevenzione reali e anche quanto già dichiarato, ma mai attuato, alla fine dello scorso anno: attività di prevenzione, di contrasto e di recupero per i giocatori patologici e i loro familiari”.
 
GIOCO ILLECITO - Finalmente però, dopo diverse interrogazioni parlamentari sul tema, “nel comma 25 – continua l’analisi di Conagga - trova spazio una maggiore attenzione al rischio delle attività illecite e al cercare di capire chi gestisce realmente le aziende a cui i Monopoli affidano la concessione dei giochi d’azzardo, aziende che frequentemente sono costruite tramite ‘scatole cinesi’ con sedi nei paradisi fiscali.  Seguono diversi commi che rappresentano il nocciolo dell’articolo 24: quelli che, presentati pubblicamente con l’ipocrita intenzione di ‘attività volte a contrastare il gioco illecito’, promuovono l’arrivo di tante nuove forme di gioco d’azzardo nel nostro Paese. Nel comma 33 – continua - è ‘istituito il gioco del Bingo a distanza’, nel comma 34 vengono introdotti i tornei di poker dal vivo, che affiancheranno quelli già introdotti col poker on-line, con la possibilità dell’apertura di ben 1.000 sale da gioco, nel comma 35 viene data la possibilità di aumentare in numero delle VideoLottery fino al 14%, nel comma 37 si danno disposizioni per l’apertura di 7.000  nuovi punti vendita di giochi basati su scommesse ippiche e sportive, nel comma 39 si apportano innovazioni al gioco del Lotto e si introducono ‘ulteriori forme di gioco… al fine di ampliare l’offerta di giochi numerici a quota fissa’; nel comma 40 viene introdotto un nuovo gioco d’azzardo che sarà promosso in ambito europeo, e si introduce in via definitiva un concorso aggiuntivo mensile del SuperEnalotto”.
 
SOCIAL CARD - Ma un ulteriore comma, per il presidente del Conagga, merita di essere menzionato: il n. 32 che prevede che il 3% delle spese annue per la pubblicità di lotto, gratta e vinci e giochi numerici a totalizzatore (win for life) , sia “destinato al finanziamento della carta acquisti”. “In pratica lo Stato permette ai concessionari di fare un po’ meno pubblicità (pochi lo sanno ma è lo Stato che obbliga alcuni di loro a impegnare fondi per farla) e impegna questo esiguo risparmio (solo il 3%) per incrementare i fondi alla Social Card destinata alle persone meno abbienti. Ma non si preoccupino i concessionari: per questa foglia di fico, che permetterà al Governo di dire che si è impegnato per ridurre le pubblicità sui giochi per aiutare le popolazioni più povere, ‘è corrispondentemente ridotto l’ammontare che i concessionari devono destinare annualmente alla pubblicità dei prodotti’, il che significa che non dovranno tirare fuori un euro in più di quanto già preventivato. Ovviamente sarebbe stato molto più utile legare la stessa percentuale, o anche un decimo di questa, al fatturato complessivo dei giochi, e magari destinarli non ‘a pioggia’ alla social card, ma ad attività per la cura e il trattamento dei giocatori; ma poi qualcuno avrebbe dovuto tirare fuori questi soldi e ammettere che il problema esiste e tutto sembra indicare che, per l’ennesima volta, il Governo sia solo preoccupato a promuovere nuovi giochi e cercare di spennare nuovi giocatori, più che ad aiutare la parte di costoro che, anche grazie alla diffusione senza limiti, sono caduti nella dipendenza”.

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