Genitori separati, è guerra per le vacanze con i figli: piovono le denunce
Vacanze estive trasformate in guerra combattuta a suon di denunce penali: è quanto succede ai genitori separati che si contendono i figli. "I nostri cellulari sono roventi in luglio e agosto - spiega Gian Ettore Gassani, presidente dell'associazione Avvocati matrimonialisti italiani (Ami)-. C'è chi parte per il mare e non comunica all'altro genitore la località e non risponde al cellulare, oppure non rispetta 'i turni' concordarti, oppure certificato medico alla mano sostiene che il figlio è ammalato e non lo lascia partire".
Nel 2009, nei mesi di luglio e agosto, sono state 820 le denunce penali presentate in 15 regioni e monitorate dall'osservatorio di Adiantum, l'associazione cui aderiscono 18 associazioni di genitori separati. "Quest'anno forse saranno un po' meno. Nel 95% dei casi registrati sono state le madri a violare quanto disposto dai giudici in tema di turni di cura dei figli - spiega Alessio Cardinale, segretario nazionale di Adiantum -. Purtroppo in estate i tribunali sono deserti e quindi se una madre decide di tenerseli per tutto il periodo in villeggiatura, il padre non può farci nulla, nessuno è in grado di intervenire. Gli avvocati possono al limite scrivere una lettera all'avvocato della controparte".
In Italia ogni anno si separano circa 80mila coppie e 50mila arrivano al divorzio. Spesso in mezzo ci sono i figli: nel 2009 sono stati 149.339, di cui 91.901 minorenni. "I figli diventano in molti casi il bottino di guerra, lo strumento per vendicarsi sul coniuge - aggiunge l'avvocato Gassani -. Anche quando la separazione è consensuale nascono gravi conflitti nella gestione dei figli e in particolare durante le vacanze estive". Nel 2006 la legge 54 ha introdotto l'affidamento condiviso dei figli: mamma e papà sono entrambi responsabili della cura ed educazione della prole.
"Purtroppo è solo formale - sottolinea il presidente dei matrimonialisti -, perché nel 90% dei casi rimane prevalente la figura della madre". Mancano strutture e risorse per ridurre la conflittualità fra i separati. "Ogni separazione, anche quella consensuale, dovrebbe essere accompagnata dall'intervento di uno psicologo - spiega Gian Ettore Gassani -. Dovrebbe aiutare i genitori a non usare i figli per regolare i conti: e questo nel primario interesse dei minori che sono poi quelli che pagano conseguenze pesanti dal punto di vista psicologico. Il comportamento scorretto degli adulti pregiudica il diritto dei minori a crescere contando sia sulla figura materna che paterna".
Chi commette l'abuso vince. "Non conviene neanche fare la denuncia - afferma Domenico Fumagalli, presidente dell'Associazione papà separati della Lombardia -. In queste ultime due settimane mi hanno chiamato sette padri che lamentavano di non riuscire a stare con i figli. Ogni anno registriamo 30/40 casi. È un dramma senza soluzione, che si ripete ogni estate. E le denunce sono solo un costo: gli avvocati scrivono montagne di lettere alle controparti e non servono a nulla se non ad aumentare le loro parcelle".



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