I foodblogger si mobilitano per la ricostruzione dell’Abruzzo
Nel frastuono della rete, un mondo variegato e colto è quello dei blog dedicati alla cucina e alla cultura gastronomica, in crescita esponenziale grazie a uno strumento che connette e consente contaminazioni in ogni parte del mondo. L’iniziativa “99 colombe per l’Abruzzo” è stata lanciata questa mattina da due bloggeriste note e apprezzate nel panorama italiano: Artemisia Comina (http://aaaaccademiaaffamatiaffannati.blogspot.com) e Lydia (http://tzatzikiacolazione.blogspot.com) ed è subito rimbalzata nella rete raccogliendo adesioni. L’obiettivo simbolico è coinvolgere 99 bloggers (tanti quante sono le cannelle della famosa fontana de L’Aquila) a sostegno di una storica azienda dolciaria, “Sorelle Nurzia”, famosa per i tradizionali torroni a Natale, ma anche per i biscotti, colombe e uova pasquali.
Un obiettivo che sarà certamente superato visto che in poche ore sono già 76 le persone hanno risposto all'appello. L’appuntamento in rete è per il 6 aprile, ad un anno preciso dal terremoto che sconvolse L’Aquila: chi aderirà all’iniziativa dovrà pubblicare sul proprio blog una ricetta, utilizzando uno dei prodotti dell'azienda Sorelle Nurzia.
Nei giorni scorsi Lydia e Artemisia Comina hanno scritto ai responsabili dell’azienda per trovare insieme un modo utile di attivare la rete di appassionati e la risposta non si è fatta attendere, a testimonianza di quanto possa essere difficile, a quasi un anno dal sisma, riprendere in mano la propria vita. “Basta attraversare la strada davanti la fabbrica e ti trovi dentro Onna, dentro un paese fantasma dove i pullman di tutto il mondo vengono facendo tappa prima di arrivare a Pompei...più o meno i viaggi della tragedia ormai li dirottano tutti qui. – scrive Mara Marinangeli, responsabile dei Progetti Speciali dell’azienda - Vai dentro un paese raso a suolo, ti accori, ti giri intorno e poi guardi le nuove casine della ricostruzione, dove le persone sembrano statuine in un presepe finto, dove sembra che la normalità abbia ripreso il suo posto, ma dove mancano all'appello due generazioni: quella dei ragazzi e quella dei bambini del paese”.
I forni dell’azienda si sono riaccesi l'11 maggio e questo ha consentito ai dipendenti di mantenere un punto fermo in un momento di grande sconforto e incertezza. “Quando hai bisogno di ago e filo e sei costretto a chiederlo a qualcuno che te lo deve portare da Roma, capisci che devi ripartire da zero e, se sei coraggioso, fai finta di niente e riparti. Altrimenti fai le valige e decidi di tornare dopo un paio di anni, quando qualcuno al posto tuo avrà provato a riattaccare i pezzi di un puzzle. Noi abbiamo deciso di rimanere. (…) La Sorelle Nurzia è stata la nostra ancora, un transatlantico che è uscito fuori rotta, ha imbarcato un po’ d'acqua ma poi ha ripreso la via, sostenendo chi aveva momenti di cedimento”.



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