Firenze si scopre migliore, 20mila per Samb e Diop
Di Marisa Nicchi
Le immagini di Mor Diop e Samb Modou aprivano l'affollato corteo antirazzista promosso dalla comunità dei senegalesi fiorentini. "Tredici anni senza vedere la sua famiglia, e il suo sogno si è fermato il 13 dicembre", così era scritto in uno dei cartelli accanto alla foto della vittima scomparsa senza mai aver abbracciato la sua bambina.
Dietro la comunità senegalese fiorentina, fiera di organizzare un evento importante, sfilavano i gonfaloni delle istituzioni. In primo piano quello della Regione Toscana. Il Presidente Enrico Rossi ha parlato in piazza, ha espresso il cordoglio, non di facciata, della Toscana, ha usato parole di conciliazione, di reciprocità e non è sfuggito alle responsabilità comuni per non essere riusciti a prevenire un clima culturale ostile e di odio che indentifica lo straniero come criminale.
Firenze ha reagito pacificamente, capita a questa città nei momenti più difficili. Fuoriescono dai suoi sotterranei sentimenti di civile umanità, un orgoglio democratico di una comunità che non accetta di farsi ricordare menefreghista e intollerante.
Per incanto esce di scena la città della rendita egoista e benpensante che tanta influenza ha sui governi locali. Con idee e affari. Come se, senza tali patti, non si potesse governare. E' una cappa che soffoca la città puntando, unicamente, sulla fabbricabilità "immobiliare" del territorio e sulla rendita "immobilista" del centro storico. Composta da strati sociali che hanno ben gradito la campagna di criminalizzazione dei lavavetri o i dei poveri per strada. Darwinismo sociale estremizzato dal razzismo sono i fantasmi della mente di chi ha commesso l'eccidio dei senegalesi.
A Firenze in questi giorni una forza sociale democratica si è riconosciuta in molte scelte istituzionali a partire dalla proclamazione del lutto cittadino.
Tuttavia, è mancata la presenza alla marcia del Gonfalone del Comune e della fascia tricolore del Sindaco di Firenze, presente in forma non ufficiale.
Certe scelte istituzionali, oltre ad essere doveri irrinunciabili soprattutto quando si tratta di lotta al razzismo, hanno un effetto simbolico non trascurabile. Proprio i fatti di questi giorni ci dicono che serve un impegno straordinario per scongiurare il diffondersi del tarlo razzista e far in modo, come ha detto Pape Diaw Presidente della comunità senegalese a Firenze," che questa sia l'alba di una nuova speranza e che i nostri fratelli non siano morti invano".


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