"L'Italia rilancia l'export di armi". E' polemica

Sabato, 27 novembre 2010 - 13:00:00

“In un periodo i cui le esportazioni di armi italiane vanno a gonfie vele (+60% di autorizzazioni nel 2009 con il record di 4,9 miliardi di euro autorizzati) e così anche le consegne effettive di sistemi d’arma (si arriva a 2,2 miliardi di euro) il Governo ha deciso di mettere mano alla legge sull’export di armi”. La denuncia è della Rete Italiana per il Disarmo e della Tavola della Pace, che si mobilitano per la trasparenza sul commercio di armi.
Rete disarmo e Tavola della Pace ricordano che “dal 1990 la legge 185 regolamenta con principi chiari ed alti i meccanismi di vendita delle armi tricolori, e fornisce soprattutto una grande trasparenza su tutto ciò che riguarda il trasferimenti di armamenti.

Una legge di buon livello (e additata come esempio a livello internazionale) che è però non è perfetta e presenta comunque una serie di buchi in cui si inseriscono i traffici (come dimostrato recentemente in un’inchiesta di Altreconomia le armi escono dal nostro paese con un semplice corriere e accompagnate da lettere di vettura fasulle). Una situazione, quindi, che richiederebbe maggiori controlli – puntualizzano - e non un allentamento delle procedure di autorizzazione e di verifica. Invece, con la scusa di un recepimento di una direttiva europea in materia (per razionalizzare gli scambi all’interno dell’Ue) il Governo ha deciso di modificare la materia scegliendo la strada della Legge Delega. Di fatto quindi togliendo al Parlamento il controllo di una materia così delicata (come invece avvenuto negli ultimi venti anni)”.

In questi giorni il Senato e poi la Camera dei Deputati saranno chiamati a votare la consegna al Governo della possibilità di rilanciare la vendita di armi italiane nel mondo. Rete Disarmo e Tavola della Pace ricordano anche che per “snellire le procedure” si riducono fortemente anche i limiti e i controlli sulle esportazioni di armamenti. “Per ottenere questa delega il Governo ha nascosto il disegno di legge dentro un’altra legge (la cosiddetta ‘Comunitaria 2010’ di ratifica di disposizioni europee, sulla quale sembra intenzionato a porsi potrebbe anche porre il voto di fiducia)”.

Per questo Rete Italiana per il Disarmo e dalla Tavola della Pace hanno promosso un appello a tutti i Parlamentari a votare per lo stralcio di tale emendamento e per il non utilizzo dello strumento di legge delega per la modifica della normativa sull’export di armi. Le due organizzazioni racconteranno i dettagli di questa situazione in una conferenza stampa/presidio che si terrà davanti al Senato della Repubblica domani, martedì 23 novembre alle ore 14.30 (Corso Rinascimento angolo Corsia Agonale).

”Incontreremo parlamentari e giornalisti – affermano le 2 associazioni - per favorire una conoscenza maggiore da parte dell’opinione pubblica dei pericoli connessi a questo cambio legislativo per quanto riguarda la trasparenza su un mercato così problematico, per i diritti umani nel mondo che possono essere violati anche con le nostre armi e per la nostra stessa sicurezza”.

Le richieste di rete Disarmo e Tavola della Pace sono chiare: “No alla Legge Delega come strumento per sistematizzare la materia dell’export di armi. Sì all’occasione del recepimento della direttiva Ue per determinare con certezza controlli e strumenti di pubblicazione dei dati sull’export militare italiano. L’Italia dovrebbe farsi promotrice in seno all’Ue (anche per la grande esperienza di venti anni di 185!) di un innalzamento forte degli standard di trasparenza sulle armi”. E infine “sì al recepimento della posizione comune Ue sugli intermediari di armi, con le limitazioni ad aziende per questi tipi di affari, ma solo se anche le armi piccole o leggere saranno ricomprese nella stessa normativa”.

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